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Consiglio comunale di Mercoledì 8 luglio 2009 ad ore 21,00 seduta straordinaria – appunti Nalin

Situazione economica centese e ricadute a livello sociale e produttivo

Orlandini: questa riunione chiesta da molti consiglieri cada in coincidenza a due eventi importanti: la riunione dei G8, e l'intervento del governatore Banca d'Italia Draghi che ha evidenziato come continui la decelerazione dei prestiti. Mi risulta che anche Cento non è al riparo rispetto a questi rischi. .

Sindaco: Siamo qui per discutere i temi che sono sotto gli occhi di tutti. Ognuno deve rispettare i propri ambiti. L'Istituzione comunale non è produttore, non gestisce il credito, aspetti che competono – in democrazia – ad altri soggetti, liberamente organizzati nell'ambito di regole stabilite dello Stato. Ci vuole moralità anche nel mercati, dice Gordon Brown.

Assessore Attività Produttive Bertani: scenario congiunturale di accentuata involuzione a livello locale, nell'ultimo semestre. Tutti gli indici sono al ribasso, specie rispetto a piccole imprese e artigianato. Attualmente nel Centesee vi è anche una frenata nell'export. Il settore prioritario centese, automotive e componentistica, soffre e ricorre alla cassa integrazione. L'export provinciale è ancora peggiore nell'ultimo trimestre. Positivo l'export prodotti agricoli lavorati, nell'ultimo trimestre. Nell'industria centese vi è un appesantimento del magazzino prodotti, con crescente ricorso all'integrazione salariale. L'artigianato è il punto di crisi nella nostra zona, dovuto al calo ordinazione da automotive edilizia e trasporti. Dall'Agenzia Entrate si ha un quadro critico del centese: calo nella produzione agricola, per generalizzato aumento costi dei mezzi di produzione; il commercio è in generale pesantezza (calo 2% delle vendite, che è meno del 4% nazionale), andamento del credito I trimestre: progressivo rallentamento, con crescita impieghi bancari e fronte di assoluta stabilità dei depositi. Le banche territoriali sono impegnate a sostenere imprese e famiglie: la concessione credito non è in difficoltà, accompagnate però da aumento tassi per fronteggiare la crisi. L'ABI accusa politica e antitrust di intervenire violentemente sul sistema bancario. Cento è tra le aree meno penalizzate dal calo delle attività economiche (0,1% rispetto all'1% nazionale prevedibile).

Giuseppe Accorsi (Banca CentroEmilia): il credito cooperativo non ha molte occasioni per apparire, per cui ringrazio chi ci ha invitato. Ricordo a Orlandini che c'è un terzo fatto che in questi gironi ha un peso: l'enciclica Caritas in veritate tratta del credito e riprede i temi etici: il credito cooperativo viene apprezzato. Noi operiamo, come banca strettamente locale: + 30% di impieghi nel 2008, ma in eguale misura sono aumentate le sofferenze, per cui facciamo fatica – come ricorda Draghi – a far quadrare i bilanci. I gruppi bancari grandi hanno già ripreso a fare finanza creativa, e non è un segnale positivo anche se comprensibile a livello di bilancio. Abbiamo porte aperte per chiunque. Ci impegniamo a concedere credito, ma a fronte di un “merito” creditizio. Il credito alla famiglia non è ancora in difficoltà. E il segnale che fornisce oggi Draghi, di un aumento al credito al consumo, è un segnale preoccupante, perché si tratta di un credito non dato sulla base di garanzie altre rispetto ad una busta paga che è oggi indice instabile. Bisogna finanziare invece la produzione: a Cento ci sono oggi imprese che lavorano a pieno regime, su commissioni relative a sistemi di controllo, e quindi sono segnali che vi sarà una ripresa. Responsabilità nella crisi ne hanno anche gli imprenditori, che hanno investito in settori che non avevano competenza nella missione specifica. Cassa integrazione: non accetto che vi siano c.i. Di serie A e B. Il discorso deve valere nel centese per tute le categorie e tutti i settori. CI è necessaria, perché garantisce il livello occupazione, e devo dire che il sindacato dà una collaborazione. Il Comune, lo dico a Tuzet, potrebbe fare qualcosa.

Davide Fiocchi (Ascom): nel commercio o si lavora o si chiude. L'acceso al credito è per noi sempre difficile. Noi abbiamo solo il ricorso al consorzio di garanzia Si esce solo se tutti ci mettiamo in gioco e fanno la propria parte, per ritornare a ad una attività a livelli precedenti il 2008.

Stefano Gallerani (Confagricoltura): l'agricoltura è quella che ha retto meglio la bufera iniziata dal 2008. Già da 25 anni affrontiamo la globalizzazione, nel mercato agricolo. Si è ridotto il numero addetti e soprattutto ogni azienda si è specializzata. nell'alto ferrarese si è puntato, visti i limiti di consistenza poderale, su prodotti di nicchia, visto che si è vicini ai mercati dei consumatori: casine del latte che riescono ad arrivare ai consumatori, vi è il mercato contadino locale , l'attività di ospitalità. In futuro vi è la scommessa delle agroenergie dai scarti della produzione agricola. Oggi un agricoltore come imprenditore deve affrontare diversi enti: ARPA, SUAP, Provincia. Allora chiedo ai consiglieri di fare attenzione alle singole frasi usate come legislatori: P.es. il definire gli scarti agricoli come “rifiuti” ha comportato che lo smaltimento fosse gravato da controlli normativi e provvedimenti anche penali. Oggi per l'agricoltore è migliorato l'acceso al credito, e si deve tener conto che l'agricoltore è naturalmente un investitore.

Guaitani (Unicredit): siamo una grande banca del territorio. Nessuno può essere giudicato superfluo. Tutti devono fare il loro dovere, il nostro è quello di conceder credito. Oggettivante è un momento difficile. Il consorzio di garanzia non è il metodo che assumiamo al momento, è una nostra costante per fare sistema. Ma il tema è capire quanto lunga è l'apnea a livello mondiale, quanto è lunga la notte. La nostra agenzia centese sta crescendo, nei privati, nelle imprese, nelle richieste. Stiamo accogliendo 4 richieste di fido su 5. Esiste anche una funzione sociale, inevitabile, ma è anche il nostro core business. Apprezzo questo tipo di incontri, e no chiedo all'amministrazione qualcosa: posso invece dire cose siamo disposti a fare: discuter di soluzioni (ad esempio sui limiti del patto stabilità, anticipando oltre l'anno i crediti vantati dai Comuni, a tassi agevolati). Ci vuole da tutti più coesione rispetto al passato.

Giuliano Guietti (CGIL Ferrara) ringrazio anche a nome di CISL e UIL. Quanto è lunga la notte non posso prevedere. Salta fuori ogni giorno qualcuno che dice che il peggio è passato. Mi limito a dire che il riscontro empirico è completamente diverso. Dalla fine dell'ano scorso rileviamo le difficoltà nell'occupazione, la forte spinta alla CI, che a maggio in provincia dicono che abbiamo quasi 8 ore di CI totali per lavoratore dipendente: dato stratosferico (la media regionale è 3,2 ore a lavoratore dipendente). A Ferrara risalta la rilevanza del ricorso alla ci straordinaria (stessi valori in assoluto della provincia di Bologna). Dai nostri patronati abbiamo l'indicazione di uffici che scoppiano perla fila di richiedenti la ci. Prometeia ha previsto il periodo più difficile è quello che abbiamo davanti, in particolare da settembre, che sarà il momento delicato, perché vi sarà una selezione: alcune aziende possono decidere di non aprire i battenti. Le amministrazioni locali non posso esimersi nel fare una parte competente. Alcune amministrazioni so sono già mosse e come sindacati abbiamo concluso degli accordi con alcuni comuni per gli interventi di sostegno ai lavoratori (Codigoro, Portomaggiore). E' importante la proposta emersa nella consulta provinciale per il lavoro: si è messo a punto un dispositivo su cui hanno concordato le CdR di Ferrara e Cento: con la possibilità di un prestito ai lavoratori che hanno difficoltà transitorie. Ma negli ultimi due mesi non si è fatto nulla. Speriamo che anche nel Comune di Cento vi sia questa disponibilità. Ho letto che il Comune ha preso provvedimenti in merito, e una cosa chiedo: che il sindacato abbia la possibilità di discutere, di esprimer le proporre osservazioni.

Paolo Martinelli (Unindustria) 15 gg fa si è tenuta la prima riunione di Unindustria nata dall'associazione dell'unione industriale con altri produttori ferraresi. In 12 mesi il mondo è radicalmente cambiato. Cento è penalizzata a livello infrastrutturale (Cispadana), e auspichiamo una rapida approvazione PSC in posizioni industriali appetibili, per favorire l'insediamento di ulteriori aziende.

Alberto Minarelli (CNA) rappresentiamo 700 imprese e 1500 soci collaboratori. Per la prima volta siamo a saldo 0 tra nuove imprese e imprese cessate, a livello del centese. Saldo negativo nell'edilizia, tessile, trasporto merci (mediamente 3%). Lo scorso giugno molte aziende in crisi hanno superato le 13 settimane previste dal governo per i dipendenti. Il consorzio di garanzia è uno strumento indispensabile, come vero e principale ammortizzatore specifico per le imprese. Bisogna continuare nell'investimento intellettuale: il nostro consorzio ECIPAR continua nella crescita della cultura manageriale. Proponiamo l'istituzione di un tavolo permanente dell'economia con l'ente locale con l'unico obiettivo di mantener le imprese, definire un patto dello sviluppo (Come avviene a S.Agostino). La trattativa privata per i lavori limitati a 300 mila euro, nuova opportunità normativa, favorisce le imprese artigiane del territorio. Facciamo pressione per la realizzazione della Cispadana, per maggior efficienza della macchina pubblica. Come CNA puntiamo ad un patto sociale per il territorio, che deve diventare il vero differenziale competitivo perle imprese.

Costantino Po (Coldiretti) i questi anni si è modificata la situazione: allargate le maglie poderali, diminuiti gli addetti. Un po' di crisi c'è: oggi i produttori di meloni e cocomeri non sono certo contenti di sentirsi dire che non siamo in crisi. Abbiamo bisogno di un nuovo modello di sviluppo, che tolga l'agricoltura dal suo basso livello contrattuale. I comuni possono darci una mano, dai farmer market che abbattono la filiera del prodotto agricolo e di allevamento, e possono essere estesi alle mense e alle strutture sociali. Necessita un piano locale che sia propulsore di attività che possono esser assegnate all'agricoltore, dalla manutenzione parchi pubblici all'intervento nelle scuole per una educazione alimentare. Lo sviluppo edilizio rurale deve – insieme alla viabilità e alla difesa dei prodotti contro gli OGM – devono eser parte dell'intervneto del Comune nel settore. Lamentiamo la mancanza di un'isola ecologica perla raccolta di fitofarmaci, che sono rifiuti speciali.

Ivan Damiano (CdR Cento) siamo nati 150 anni fa. Le Cdr, che erano quasi 200, si sono ridotte a 80, e solo 12 autonome. Una di questa è qui. Più 15% nei prestiti e 20% nella raccolta. Prestiti su 34m abitanti, raccolta di 270 milioni di euro, di cui 1/3 va ai privati il resto alle imprese. Crescono i prestiti delle grosse e piccole imprese, cresce poco chi sta nel mezzo. A fine giugno un livello di sofferenze stabile (segno che le aziende decotte non sono in aumento), ma il contenzioso è superiore al 50% rispetto all'anno scorso. Un dato a memoria: la provincia di Ferrara è la più rischiosa come sofferenza prestiti (oltre il 6% su una media 3%). Segno di provincia debole, ma Cento è vicino alla media emiliana e non a quella ferrarese. Costi del credito in aumento, e no è pensabile altrimenti, dato che in questo periodo è successo che i costi raccolta sono esplosi, perla crisi internazionale: il denaro costa di più perché molti canali si sono asciugati, e ci sono in giro banche fallite: banca di Scozia,Che banca, IG, che raccolgono su Internet. Sosteniamo anche le famiglie,e mi distacco dalle idee di Accorsi: il consumo fatto bene, con ragionevole indebitamento, può essere un volano. Anche noi abbiamo delle responsabilità. Siamo convinti anche a non guadagnare di soldi, a Tuzet dico che il gestore pubblico debba coagulare tutti quelli che vogliono lavorare attorno a un avolo e adottare comportamenti e misure straordinarie e strutturali.

Gennari: raccogliamo idee per incrementare commercio e economia locale. Una iniziativa è quella di un comune che ha assicurato tutti i cittadini dipendenti rispetto al rischio di perdita lavoro, in aggiunta agli ammortizzatore sociali previsti. Il costo oscilla sugli 80 euro anno pro capite. A Tuzet proponiamo l'apertura libera di orari. Chiediamo la chiusura del centro storico.

Nalin: a seguito dell'incontro del 15 giugno con la direzione VM è stata ritirata la richiesta di un consiglio straordinario (inizialmente previsto per il 23 giugno) mirato al solo caso VM e si è attivato un percorso sfociato nell'attuale assise che affronta tutti gli aspetti della crisi economica locale: abbiamo di fronte due inverni terribili, ovviamente per la parte di popolazione più debole e che meno si può fare sentire. Per un intervento tampone da qui al 2011, quando finirà questa consiliatura, è necessario un osservatorio comunale che dia un monitoraggio in tempo reale della situazione perché solo da un quadro generale può nascere una serie di interventi mirati. Per questo sono d'accordo su un tavolo comunale come proposto da CNA e da altri interventi, che accolga i contributi di tutte le parti sociali e che attraverso una gestione del Comune, dia una prospettiva di uscita a questo momento di crisi profonda.

Cariani: usiamo la commissione per analizzare la situazione, e alla fine usiamo il consiglio comunale straordinario come atto conclusivo.

Bregoli: l'ente pubblico ha molto da dire e da fare. Esiste già un tavolo provinciale per l'erogazione contributi ai lavoratori e famiglie in difficoltà. Esiste possibilità di sostenere i consorzi di garanzia indicati come un validissimo strumento per l'acceso alle varie banche. Tutti devono fare atto di autocoscienza per avviare un progetto di solidarietà. Gli strumenti condivisi possono aiutare in senso lato. Proposte interessanti di Rinascita, ma ritengo che occorre portare ai tavoli le proposte. Le priorità devono essere condivise. Lavorare per le aziende ma lavorare anche per le famiglie. Sono emerse molte interessanti proposte, da ri-vagliare e riproporre in tempi brevi a tavoli specifici di settore o a un tavolo allargato.

Panzacchi: La Lega Nord esprime le sue preoccupazioni circa la crisi: l'intervento di sgravio fiscale per il reinvestimento degli utili è un passo che il governo fa nella giusta direzione. Prendiamo atto della disponibilità degli istituti di credito.

Baroni: speriamo che gli esponenti delle banche mantengano le promesse qui dichiarate. Buona notte.

Rodolfi: la legge 13/2006, richiamata dal CNA, dà la possibilità di incentivare le aziende del luogo: fare bandi non al ribasso ma che consentano l''intervento di operatori centesi, che in qualche modo sono più impegnate a mantenere la propria faccia.

Conclude assessore attività produttive Bertani: la situazione è grave, ma non come nelle altre parti della provincia: su questo mi pare siamo tutti d'accordo. Il comune è intenzionato a dare seguito alle proposte qui emerse. Abbiamo investo 167 mila euro almeno sui provvedimenti tampone: 57m di risparmio da attività produttive trasferite alle attività sociali, 70 mila destinati al fondo di garanzia istituito provincialmente, e 40 mila euro definiti proprio in questo giorno ad opera dell'assessore Grazi per un fondo di intervento peri lavoratori. Quindi a sei mesi dall'inizio dell'anno abbiamo speso una cifra che si avvicina a quella di 200 mila euro indicata dal consigliere Nalin. E a fine anno supereremo tale cifra.

Orlandini: penso fosse assolutizzane necessario questo incontro. Giudico positiva la riunione.

Seduta conclusa.