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La GRAZIANO punta di diamante dell'Industria Centese

NON DEVE CHIUDERE

 Nel consiglio comunale straordinario di Cento dell'11 gennaio 2010 (vedi sotto) alla presenza di parti sociali e istituzioni regionali e provinciali si è arrivati, con la nostra fattiva partecipazione, ad una mozione comune, votata all'unanimità, che impegna l'Amministrazione a portare a livello nazionale, nella trattativa del 19 gennaio a Roma, l'impegno di tutta la comunità centese a TENER APERTA LA FABBRICA, per salvaguardare la specifica tradizione locale relativa alla metalmeccanica.

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Consiglio Comunale straordinario di lunedì 11 Dicembre 2010 ad ore 21,00

Situazione dello stabilimento Oerlikon-Graziano.

Presidente Orlandini: il consiglio è stato richiesto da 5 consiglieri (della maggioranza ndr).

Sindaco Tuzet: ringrazia i parlamentari interventi e tutti presenti. La proprietà Graziano intende chiudere: dramma per lavoratori e famiglie. Noi ci siamo attivati per evitare l'evento. Oggi in Provincia ci sno stati discussioni sindacali, che qui mi auguro no ci siano. Auspico che maggioranza e minoranza lavorino insieme per l'interesse comune per a comunità. Auguro che no vi siano discussione da parte dei sindacati.

Samuele Lodi CGIL: Diversi aspetti inaccettabili: dichiarare un migliaio di esuberi su 2700 in Italia; sospender l'attività di Cento entro il primo trimestre 2010; cessazione produzione a partire dal 2011 a Cento, attraverso lo spostamento delle lavorazione sugli altri 7 stabilimenti italiani e anche all'estero. Il fatturato estero passerà nei prossimi anni dal 6 al 20% (il peso sarà sempre di più sullo stabilimento in India). Per la Oerlikon si era detto che il focus strategico non era più l'ingranaggeria ma le nuove energie. Specualzione sulla speculazione: si taglia per rendere più appetibile la speculazione di vendita.  Chiediamo 3 cose: 1.non deve cessare per marzo l'attività a Cento. 2-Il comune può dire – perché le parole possono aver forza, sopratutto se scritte - che l'area della Graziano deve continuare a rimanere Graziano produttiva. L'amministrazione deve dire che lo stabilimento di Cento non deve chiudere. Questo sarebbe un peso messo di fronte alle multinazionali. Dare il la ad una chiusura sarebbe aprire un precedente pericoloso per il tessuto sociale centese, di primo riferimento per la provincia. Stiamo quindi attenti. Molte aziende in questo momento stanno a guardare cosa succederà alla Graziano.   dire di no a questo modello di speculazione: le crisi si risolvono con le ristrutturazioni, non con la chiusura. L'Amministrazione locale non può esser equidistante. Ci vuole un documento ufficiale. Comune che non accetta speculazioni.

sindacalista Uil: non tollerabile la chiusura, inimmaginabile pensare a 220 famiglie fuori reddito in una zona come questa, il Nord di Ferrara. Il sindacato ha come sempre disponibilità al confronto, ma anche gli altri soggetti devono dimostrare questa disponibilità. La multinazionale deve determinare il futuro per questa azienda, senza appellarsi unicamente al mercato. Dobbiamo ribaltare il ragionamento.

Pasquale Chessa CISL: è un microcosmo di persone quello che è in via Ferrarese, parte di un'entità – la Graziano - che è tra la settima-ottava in Italia, e per questo è seguita direttamente dal ministero. Investita da crisi rilevante (40% fatturato in meno), nel suo cinismo non dissimile dalle altre: ma la soluzione dettata dalla Graziano no è quella della VM, è quella semplicistica: crolla il fatturato del 40%, tagliamo i dipendenti del 40%. Entro marzo (guarda caso) impone un risanamento l'azionista di maggioranza, che altrimenti non ripiana. Tre le nostre richieste: 1-il piano industriale VA modificato, lo diciamo ai parlamentari presenti, per l'incontro del 19; 2-i costi dello stabilimento Centese: sfidiamo l'impresa a dimostrare che no è produttivo, gli Enti Locali devono dimostrare che c'è disponibilità ad intervenire; 3.Cento ha sette centri commerciali, ogni 15 metri uno sportello finanziario.

Remo Vaccaroni per la proprietà: Chessa ha rappresentato i drammi della nostra situazione: impresa multinazionale cui la Graziano non è abituata, dopo di 18 ani di andamento produttivo. Graziano si è trovata di fronte ad un pauroso calo, dalla sera alla mattina: a fine 2008 la CHN scrive che il suo ordinativo calo del 30%. Poi la caduta continua, l'erosione del mercato è preoccupante. Il nostro concorrente ha 100 mila dipendenti. Noi siamo troppo piccoli per tale competizione e troppo grandi per poter chiuder. Stiamo in un'area di nicchia, anche se ad altissima tecnologia (McLaren). Quest'anno abbiamo denunciato una vendita del 50%, su un fatturato di 50 mln euro. Non facciamo speculazione, facciamo un processo inevitabile di riorganizzazione: l'area non è nostra, nessuna speculazione imputabile a noi. La nostra logica sul piano sociale significa volontà precisa di non lasciare a casa nessuno, per quanto ci sarà data possibilità. Usare tutti gli strumenti che la legge ci consente [dal pubblico: “andiamo in India”]. Piuttosto di lasciare a casa, trasferiremo in altri stabilimenti i dipendenti. Questa oggi appare utopia: abbiamo oggi in tutti gli stabilimenti un 40% di esuberanza. Faremo di tutto per recuperare quote di mercato. Siamo oggi come il pugile che ha ricevuto un knock-out violentissimo. Mi scuso per la non presenza dell'amministratore delegato, che comunque qui rappresento.

Senatore Balboni PdL: crisi drammatica. Sbagliato usarla come alibi per smantellare pezzi di unità produttiva. Il ministro Sacconi ha posto come primo obiettivo quello di evitare di perdere risorse umane e produttive sul nostro territorio. Lo stato italiano è quello che ha impegnato in Europa sul PIL la % più alta di risorse per evitare chiusure e licenziamenti sul territorio nazionale. Non si può chiudere, mi rivolto al sindaco e a tutti. La politica, e intendo le istituzioni, ha il dovere di schierarsi dalla parte di chi produce. Mi impegno, insieme alla senatrice Bertuzzi qui presente, a fare si che al tavolo del 19 ci siano i rappresentanti del Comune. Metto a disposizione dei lavoratori anche i rapporti personali che ho costruito: col ministro Scaiola, con Sacconi, con il governo. Non vogliamo consegnare ai nostri figli un deserto perché la logica del profitto ce lo nega. L'Italia è famose nel mondo per la sua qualità. Dobbiamo convincere le industrie, i grandi capitali, a investire sulla qualità.

Senatrice Bertuzzi PD: mi rivolgo a tutta la comunità di Cento. La chiusura di uno stabilimento ci fa subire uno shock, quando ci sarà la ripresa non ci sarà un punti di riferimento centese, se c'è stata la chiusura. Cancelliamo questa parola: chiusura. La solidarietà si deve tradurre in un atto formale di sostegno alla rivisitazione di un piano-mannaia come quello che è stato presentato. La paura della perdita del posto di lavoro va al di la dell'aspetto economico, significa violentare il futuro dei propri figli. E i lavoratori rischiano di sentirsi soli. Bisogna rielaborare, avere il tempo della rielaborazione. Le forze di opposizione che rappresento auspicano un'azione unitaria, una voce unitaria di rifiuto a rinunziare ad essere una provincia che offre un futuro ai cittadini.

Elio De Leo coordinatore assessorato attività produttive della Regione: la crisi in particolare manifatturiera ha origine finanziaria mondiale e per il nostro paese è di tipo inedito, per la ridotta capitalizzazione delle nostre imprese. Stiamo tutti imparando. Intanto pensiamo che non si debbano fare scelte irreversibili. Poi definiamo come si debba fare seguire alla ripresa la ricerca di innovazioni e risorse finanziarie. Sul tavolo Graziano i sindacati affronteranno il tema della politica, del piano industriale, per arrivare e negare la soluzione della distruzione di risorse e conoscenza: si deve impostare una metodologia che affronti punto per punto. Il gruppo n on fa beni di consumo, fa beni di investimento, componenti molto complessi: a maggior ragione ci si deve porre dei temi che devono andare al di la della semplice quadratura del fatturato. Un asepto terribile dela crisi 'è la lotta tra sistemi produttivi territoriali inedita, che non siu presenta come lotta a blocchi geopolitici, ma all'interno di questi blocchi tende a una competizione tra porzioni piccole di territorio. La ricaduta sul nostro territorio deve essere approfondita:Si pone il tema delle responsabilità dell'intero territorio di dare una risposta alla fisi che sia un “di più” concretizzabile a livello globale. Con i presidenti delle multinazionali parliamoci, anche loro possono sbagliare, avere una visione non precisa del territorio. Questa riunione sarà utile se sarà esprimer questo tipo di risposta globale del territorio. Senza il manifatturiero no si va da nessuna parte.

Gaiani assessore provinciale al produttivo: anche a nome presidente Zappaterra: la nostra provincia ha il triste primato di Cassa integrazione ordinaria e straordinaria: 4mila persone. La Provincia ha aperto oggi un tavolo di confronto: 1.Enti Locali devo essere presenti al tavolo del 19 a Roma. 2.il percorso verso gli ammortizzatori sociali

approfittiamo, inauguriamo qui una filiera istituzionale contro la crisi

Assessore Bertani: durezza di fondo dei rappresentanti dell'azienda.

Fabbri PdL: parlo anche come dipendente Oerllikon: fabbrica di ingranaggeria all'avanguardia, dai tempi di Lamborghini, con massimo livello di produttività. M ha fatto soffrire il piano industriale presentato dall'azienda: vetustà impianti, costi esercizio elevati, ma nel quinquennio Graziano non sono stati fatti investimenti sui macchinari, si è orari levata la presa in giro: si è voluto spremere.

Cariani: il territorio nostro in 60 anni ha costruito una professionalità, ad iniziare dalla scuola. Un grande sforzo deve essere fatto anche da parte dell'opposizione. Il piano industriale deve essere rivisto. Questa amministrazione può fare molto: rivedere le indicazioni del PSC che parla di “riqualificazione urbana” che si traduce in una buonuscita milionaria per chi dismette nella zona. Concordare con la proprietà dell'area un impegno pluriennale prima di proceder alla variazione della destinazione d'uso. Il 19 deve essere presenta al tavolo tutta l'istituzione locale centese.

Magagna: crisi Graziano centese che a cascata travolge il tessuto industriale centese. Alta percentuale cesoti fissi e manutenzione, dice la proprietà. L'obiettivo come sempre è il profitto. Ci vuole l'intento di tutti per affotnarela proprietà della Oerllikon. Il Comune potrebbe non cambiare la destinazione d'uso, per evitare speculazioni. Ma potrebbe esserci un'altra soluzione: concedere a basso prezzo un terreno, affinché la azienda costruisse un o stabilimento moderno. L'on. Fava del nostro partito – commissione attività produttivo – farà tutto per uno sbocco positivo della crisi il 19.

Panzacchi legge un'interrogazione parlamentare di Fava

Falzoni: la politica deve dimostrare di esser seria in queste situazioni: tutte le forze politiche devono impegnati per una cosa comune, la chiusura dello stabilimento. La logica del profitto

Rodolfi: sei mesi fa abbiamo avuto una seduta straordinaria sulla crisi centese: allora sono intervenuti tutti i rappresentanti socioeconomici con l'idea che la crisi si potesse superiore nell'anno. Possiamo dare indicazioni pratiche, chiedere interventi delle banche.

Nalin: "Vado a fare una rapina", diceva un giovane operaio della Graziano in rispstaala mia domanda:e se ti licenziano? . Crisi mondiale di sovrapproduzione, cui si risponde tradizionalmente con le guerre il controllo dei mercati. Cosa improponibile oggi. Per il semplice fatto che la conoscenza si è universalizzata con internet e ITC e non può più esistere una netta barriera di chiusura, perché la conoscenza non conosce confini. L'osservatorio del lavoro provinciale ha evidenziato che la fuoriuscita crisi non è quella tradizionale. Il sistema “ragionieristico” non ha futuro neanche dal pdv dell'azienda. L'economista Zamagni individua la tendenza nuova per il Centese di una diminuzione del tasso di laureati. Bisogna intervenire a livello di cultura, di innalzamento scolarità. Non solo gli "ammortizzatori" sociali, ci vogliono i "

rivitalizzatori sociali"  che sono in sostanza la ricerca, la cultura, i fattori della crescita reale.   DIFENDERE il destino industriale dell'area GRAZIANO e VM per bloccare ogni minaccia speculativa sull'area (minaccia in precedenza emersa circa l'area verde del Percorso vita -  S.Liberata),  ISTITUIRE per il 2010 un FONDO del COMUNE a sostegno delle famiglie dei cassintegrati e perdenti posto,  portare il COMUNE di CENTO - con l'impegno a mantenere il vincolo industriale sull'area - al tavolo della trattative a Roma per il 19 gennaio, insieme con i lavoratori Graziano di tutta Italia.

Bregoli: otto anni fa il dirigente dell'azienda aveva detto “Cento è un ramo secco”. Il consigliere Fabbri ha evidenziato la situazione. Oggi l'obiettivo è salvaguardare i posti di lavoro. Se lo stabilimento non sta in piedi la decisione deve esser rinviata in altri tempi. Non usate la mannaia. A livelli più bassi aspettiamo che la crisi in uscita riesca a mantenere una se pur parziale presenza a Cento.

Baroni: aula concorde, con grande analisi dei mali che deriverebbero dalla chiusura. Da Fabbri non ho sentito una parola positiva. Ho sentito parole positive da parte dell'on. Balboni, che può fare pressioni sulla proprietà. Chi la slonga la scampa diceva mia nonna.

Pellecchia: il vero problema è il costo del lavoro, il sen. Balboni ha giustamente rilevato che il capitale senza lavoro è una rapina. La soluzione è che il governo affronti questo tema.

Orlandini: ho il terrore dell'effetto domino: da Oerlikon sa VM, ma se crolla Cento crolla la provincia di Ferrara, di cui siamo il polmone economico. L'errore è stato di Ferrara quando ha stabilito lo sviluppo zero per il Centese. Cento ha bisogno, dateci una mano.

Bregoli: chiediamo comunque di essere partecipi nelle vicende, e che lei come Presidente ci tenga partecipi di quanto avverrà a Roma, ove auguriamo che Lei a nostro nome sia presente.

Orlandini legge un odg concordato in sede di capigruppo

[su mia proposta erano stati inseriti i riferimenti al mantenimento delle destinazione d'uso industriale dell'area, e l'impegno dell'Amministrazione ad essere presente al tavolo del 19 a Roma].

Votazione: approvato all'unanimità.

Seduta conclusa.