Tuzet prenda atto che non ha più una maggioranza

comunicato stampa della Sinistra-Arcobaleno di Cento

Con la mancata approvazione del bilancio 2008 l'arrogante gestione del potere rappresentata dalla giunta AN-Lega-UDC caratterizzata dal predominino consiliare delle destre estreme inneggianti al fascismo subisce una chiara sconfitta.

Sono stati quasi due anni di forte scontro, voluto dall'amministrazione, con tutte le realtà sociali più importanti del territorio. Come partito (Pdci) e successivamente come  Sinistra-l'Arcobaleno abbiamo portato in consiglio le esigenze di correttezza formale, di rispetto delle regole e la difesa dei diritti di tutti i cittadini (a cominciare dalle fasce più deboli). Abbiamo con determinazione difeso il programma elettorale sul quale il centro sinistra ha raccolto il 48% dei consensi. In tale programma figura al primo posto la difesa dell'ambiente. E coerentemente con tale programma abbiamo votato contro l'insediamento di nuovi grandi centri commerciali-ricreativi che snaturano la tipicità del tessuto di vita locale. Coerentemente con il programma del centro sinistra, abbiamo portato avanti una battaglia per l'immediato avvio della Raccolta Differenziata e per una gestione più trasparente della CMV. Abbiamo lottato per l'abbattimento dei costi della politica e della pubblica amministrazione, chiedendo - senza esito - l'introduzione di software a costo zero (open source) negli uffici comunali e la riduzione delle spese per staff del sindaco e direttori generali. Ci siamo battuti per avere consulte elette democraticamente, per la trasparenza degli atti e la pubblicità audiovideo delle sedute consiliari, abbiamo denunciato il ripetersi di episodi di violenza nella sede consiliare; abbiamo chiesto il rispetto del regolamento di assegnazione delle abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica, abbiamo preteso la stabilizzazione dei dipendenti precari in comune.

 I partiti che sostengono questa amministrazione hanno consapevolmente giocato sull'equivoco, con politiche al limite della propagazione di notizie false e tendenziose: due anni fa hanno conquistato il Comune per 800 voti di differenza, facendo leva e alimentando il senso di paura propalando dati assolutamente inventati (tipo la presenza di migliaia di clandestini a Cento). Hanno negato la solidarietà alla famiglia Draghici (il cui capofamiglia lavorava a Cento) che aveva perso un figlio nell'incendio della propria misera abitazione. Abbiamo avuto un netto rifiuto anche sulla proposta di un regolamento delle toponomastica che rispettasse i principi  della Costituzione.

Ora abbiamo davanti la necessità di una partecipazione ampia che predisponga uno sviluppo equilibrato del territorio attraverso il Piano Strutturale Comunale. Tutti i passaggi preparatori del Piano devono essere pubblicizzati e condivisi. C'è infatti il rischio che l'area centese venga urbanizzata saturando ed esaurendo le risorse del territorio. C'è il rischio di un mancato legame tra città e campagna, tra politica locale, provinciale e regionale dello sviluppo del territorio. Ricordiamo che Cento, dopo Rimini, è il comune a più alta cementificazione  (quasi il 18% della superficie - dati del Piano Territoriale Regionale). Crediamo che Cento vada vista nell'ottica di area urbana a rete policentrica, cioè di area vasta sovraprovinciale. Con tale ottica si potranno sviluppare forme di cooperazione funzionale con i luoghi limitrofi in una prospettiva di “federalismo funzionale”. Il superamento dei confini amministrativi permetterà di costruire reti cooperative tra territori permettendo una gestione a più livelli, partendo dal piccolo comune per raggiungere il livello nazionale, europeo e globale imposto dall'economia e dalla società della conoscenza. .
Bisogna ripensare il modello di sviluppo del Centese e proporre un “modo di regolazione” sostenibile con le risorse del territorio, partendo dai sistemi locali di piccole e medie imprese, dai distretti industriali, ma anche della rete dei governi locali delle tre province, individuando strumenti amministrativi adeguati per un dialogo costruttivo e innovativo tra istituzioni pubbliche e private.

Prendiamo oggi atto  che tutte le forze di opposizione (ApC e FI comprese) e anche le forze di centrodestra più responsabili - come Rinascita Centese - non sono più disponibili a sostenere l'attuale amministrazione che assomma in se i peggiori tratti della precedente giunta "civica" e un ideologismo pericoloso volto ad esaltare i forti contro i deboli.

Riteniamo che debba essere restito ai centesi il potere sovrano delle scelte sul governo della Cento del prossimi anni. Ciò si può fare unicamente con la presa d'atto da parte di Tuzet del fatto che si è irrevocabilmente dissolta la maggioranza che lo sosteneva e che bisogna attivare una fase di commissariamento che prepari nuove elezioni 

Cento, 14 marzo 2008                                                                                         La Sinistra - l' Arcobaleno  di Cento

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