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odg Comunisti
Italiani presentato, discusso e bocciato (dalla maggioranza di destra più i
"civici") nel consiglio comunale di Cento del
15
ottobre 2008:
da notare gli interventi di Baroni (neoconsigliere - per nomina di Tuzet -
nell'amministrazione del "Patrimonio agli Studi") , che irride al livello della
scuola e degli studenti.
112/08
Al Presidente dei Consiglio
oggetto: odg in difesa della scuola pubblica a
Cento (urgente)
Premesso che
- l’art. 64 della legge 133/2008 impone tagli alla scuola pubblica per
circa otto miliardi di euro in tre anni;
- Tali tagli non hanno precedenti in centocinquant’anni di storia
della scuola italiana, a regime corrisponderanno al 10% del bilancio
dell’istruzione; comporteranno la riduzione di almeno 140.000 dipendenti
della scuola pubblica di cui 90.000 insegnanti;
- Essi vengono decisi contestualmente alla riduzione dell’obbligo
di istruzione, e comporteranno, fra l’altro: aumento dei costi per
le famiglie, la riduzione del tempo scuola, l’aumento del numero degli
alunni per classe, il ridimensionamento del tempo prolungato e del tempo
pieno, la possibile riduzione degli insegnanti di sostegno, difficoltà
crescenti per l’integrazione degli alunni stranieri, fino a compromettere,
in molte situazioni, il normale funzionamento della scuola;
- Essi intervengono su una scuola pubblica già in grave difficoltà, con
risorse già ora e da tempo del tutto insufficienti per realizzare gli
indispensabili atti di riforma e quindi produrranno, quando pienamente
attuati, una pesante dequalificazione della scuola pubblica;
- Col decreto legge 37/1.9.2008 in discussione in Parlamento la Gelmini
vuole stravolgere l’organizzazione didattica e l’offerta formativa della
scuola pubblica con la riduzione del tempo scuola obbligatorio e la
reintroduzione del maestro unico sia nella scuola elementare che in
quella dell’infanzia;
- Tale Decreto colpisce la parte migliore della scuola italiana, che si
colloca al sesto posto a livello mondiale per quanto concerne i livelli di
apprendimento;
- L’insieme di tali provvedimenti per la loro entità e qualità si
configurano come il tentativo di smantellare la scuola pubblica e di
compromettere il diritto allo studio per tutti;
Considerato che:
tali provvedimenti governativi comporterebbero pesanti conseguenze anche per
le scuole di Cento. Infatti:
- Secondo quanto dichiarato dall’Associazioine Comuni (ANCI) “ I tagli
previsti indeboliranno il sistema dell’istruzione, in controtendenza con gli
ingenti investimenti che i comuni fanno per sostenerlo, soprattutto nella
scuola primaria, ma faranno aumentare la pressione nei confronti dei comuni
perché facciano fronte alle esigenze che si verranno a creare per garantire
a tutti il diritto allo studio. Non vanno poi trascurate le inevitabili
ripercussioni sociali, dalla conciliazione dei tempi, con forti
penalizzazioni per le donne e per il loro lavoro, immaginando in alcuni casi
anche la rinuncia o la riduzione degli impegni lavorativi. Nei comuni più
grandi l’accorpamento o la chiusura di scuole e comunque l’aumento degli
alunni per classe, comporterà il sovraffollamento delle aule previste per
contenere fino ad un numero massimo di 25 alunni e che potrebbero quindi
risultare non a norma. Vi sarebbero di conseguenza problemi sia di ordine
pratico che finanziario per permettere a messa a norma e la ristrutturazione
degli edifici…”;
- gran parte delle famiglie centesi chiede tempo pieno e prolungato
nella scuola dell’infanzia statale e nella scuola dell'obbligo statale con
la fruizione della mensa
- Il taglio del personale e la riduzione di orario previsti dai
provvedimenti governativi in questi ordini di scuola, unitamente alle già
presenti difficoltà a garantire il personale di sorveglianza in alcune
situazioni della scuola elementare, rischia di rendere sempre più
difficoltoso e costoso (per le famiglie e per il Comune) questo essenziale
servizio; potrà comportare la contrazione del tempo pieno e prolungato
- L’offerta orario della scuola dell’infanzia statale (fino alle 6 ore)
già oggi è inferiore alle esigenze poste dalle famiglie
- Diminuendo ulteriormente l’offerta di orario nella scuola dell’infanzia
ed elementare l’utenza si rivolgerà al privato (con costi per le
famiglie) ma anche al Comune che dovrà trovare nuove risorse per
strutture e personale;
- La contrazione del tempo pieno e prolungato potrà inoltre mettere in
crisi sia i servizi di trasporto scolastico, non garantibili se le fasce di
uscita si differenzieranno troppo, sia quei progetti di continuità o scuola
aperta (attività sportive, alfabetizzazione, ecc.) dirette soprattutto alle
fasce deboli;
- La possibile contrazione del numero degli insegnanti di sostegno indurrà
una ulteriore richiesta al Comune di ore di assistenza alla persona nella
scuola;
- Le mancate compresenze e l’insegnante unico vanificheranno i progetti di
integrazione degli alunni stranieri e le scuole si rivolgeranno al Comune
per avere mediatori culturali e risorse per gli alfabetizzatori, quando già
oggi l’ente locale supplisce alle carenza economiche della scuola.
Tutto ciò premesso e considerato Il CONSIGLIO COMUNALE di CENTO
INVITA
- il Sindaco e la Giunta a mettere in atto tutte le iniziative
necessarie a respingere i provvedimenti sopra descritti;
- gli insegnanti, le famiglie, gli studenti, tutti i cittadini centesi
a far sentire la loro voce in difesa della scuola pubblica e a manifestare e
ad adoperarsi affinché il parlamento non converta in legge il decreto
Gelmini.
Cento,
6 ottobre 2008
Catullo Nalin
.........................aggiorn.
07.02.09 .............................