85/09
Al Presidente del Consiglio
oggetto: odg: Restiamo UMANI - richiesta ai Presidenti delle Camere di rivedere la Legge sulla sicurezza secondo le indicazioni contenute nella lettera loro inviata dal Presidente della Repubblica e secondo i rilievi mossi da alcune comunità.
premesso
che il 15 luglio 2009 il Presidente della Repubblica ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri della Giustizia e dell'Interno ed ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, una lettera nella quale poneva ed argomentava vari e gravi rilievi critici sulla legge approvata in via definitiva dal Parlamento col voto del Senato del 2 luglio 2009 e promulgata come legge 15 luglio 2009, n. 94,recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", nota come "pacchetto sicurezza"
preso atto
che all'art. 1 e passim si configurano varie fattispecie di reato con specifico riferimento a: a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla Costituzione della Repubblica Italiana; b) violazione dei diritti dei bambini; c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione esistenziale; d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui all'art. 10 Cost.; e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge
che all'art. 3,commi 40-44, con l'istituzione delle cosiddette "ronde", si configura il favoreggiamento dello squadrismo, attività che integra varie fattispecie di reato, dalla violenza privata alla intimidazione e persecuzione, con violazione della legalità e intento di sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali dell'ordinamento giuridico vigente.
considerato
che monsignor Giovanni Nervo, padre Alex Zanotelli e altri uomini di Chiesa con una lettera aperta hanno denunciato: “ La legge sulla sicurezza emanata dal governo in questi giorni discrimina, rifiuta e criminalizza i più poveri e i più disperati. Riteniamo strumentale e pretestuosa la categoria della clandestinità loro applicata. Per chi perde lavoro a causa della crisi è lo Stato che induce alla clandestinità decidendo arbitrariamente l'interruzione della regolarizzazione. Di null'altro sono colpevoli queste persone se non di essere troppo bisognose. Per lo Stato italiano oggi è questo che costituisce reato. Molti di noi provengono da una situazione di indigenza. Con i fatti e non solo a parole ci riconosciamo nella umanità e nella dignità di tutte le persone che vengono colpite da questa legge iniqua; intendiamo onorare i poveri. Se non lo facessimo negheremmo le nostre persone e la nostra missione e tradiremmo le nostre comunità.”
ritenuto
che dalla lettera del Capo dello Stato, dalla presa d'atto e dal considerato sopra riportati si evinca l'autorevole, esplicita, energica sollecitazione ad una riconsiderazione delle parti della L. 94/2009 che confliggono con la Costituzione della Repubblica Italiana, con le norme di diritto internazionale recepite nel nostro ordinamento e con i principi della civiltà' giuridica
Il Consiglio Comunale di CENTO
condividendo il comune convincimento che parti decisive della L. 94/2009 siano contrarie ai più' basilari valori, principi e criteri della civiltà' umana,
chiede al Presidente del Senato della Repubblica ed al Presidente della Camera dei Deputati che la legge nota come "pacchetto sicurezza", recante norme palesemente incostituzionali e violatrici di fondamentali diritti umani, sia nuovamente ed al piu' presto portata all'esame del Parlamento affinche' sia modificata conformemente al dettato della Costituzione della Repubblica Italiana, alle norme di diritto internazionale recepite nel nostro ordinamento e ai principi della civilta' giuridica.
da' mandato al proprio presidente di trasmettere il presente ordine del giorno al Presidente del Senato della Repubblica, al Presidente della Camera dei Deputati e per opportuna conoscenza al Presidente della Repubblica, e di renderlo noto alla popolazione attraverso i mezzi d'informazione e nelle altre forme abitualmente usate per comunicare ai cittadini le deliberazioni del Consiglio.
Cento, 13.8.2009
Catullo Nalin