home

 PSC e “pacchetti di vendita” di beni pubblici a CENTO

perché le opposizioni (PD e Unire la Sinistra) sono uscite dall'aula


Esiste un rapporto tra lo stato di salute della nostra democrazia, il rispetto cioè delle regole e il buon funzionamento delle istituzioni che ci rappresentano, e gli interessi privati dei singoli o di una comunità nel suo insieme? E' chiaro che sì, o almeno dovrebbe essere chiaro ai più, almeno a coloro che da tempo si interessano a quanto riguarda il mondo della politica nelle sue diverse espressioni.

Il nostro comune è amministrato da una maggioranza che si compatta nei momenti decisionali, fatta da quelle forze politiche che ne hanno ricevuto il mandato attraverso regolare consultazione elettorale; le minoranze che hanno il doveroso compito di condurre una “costruttiva e non pregiudiziale” opposizione, si trovano nelle condizioni per farlo in modo efficace?

La correttezza dei rapporti non è questione secondaria e di poco conto ed è certo che solo attraverso una reale partecipazione e presenza ai momenti decisionali la popolazione centese può comprendere qual è il punto da cui si dipanano le questioni che vanno a ricadere sulla loro vita quotidiana.

Ogni successiva rappresentazione mediatica è probabilmente poco attendibile perché può esser facilmente manipolata.

Il clima di intolleranza e di violenza verbale che spesso viene esercitata contro le minoranze dentro e fuori la sala consiliare è questione che non può non riguardare tutti; le intimidazioni servono a raggiungere in modo più agevole obiettivi assai concreti.

Giustamente oggi sono in tanti a chiedersi quali progetti si stanno preparando per il futuro della nostra città e a voler difendere la sostenibilità del territorio.

Il PSC che cos'è? E' un nuovo modo di governare il territorio, in base a una coraggiosa legge regionale del 2000 che pone la parola fine alla “contrattazione” tra Comune e singoli proprietari di terreni come è avvenuto e ancora avviene grazie all'attuale PRG. Non si avrà più il mercato delle “concessioni di licenze” mirate alla singola edificazione; si dovrà dapprima programmare la protezione del territorio da tutti i rischi (da quello idrogeologico a quello sismico), definire le infrastrutture (stradali e ferroviarie), delineare un quadro dello sviluppo demografico,e poi a cascata entrare nel merito delle scelte sui servizi pubblici (scuole e tempo libero), delle scelte produttive e infine urbanistiche-edificatorie. Tutto questo il Comune di Cento ha scelto di farlo in collaborazione con tutti i comuni dell'Alto Ferrarese. Ma il percorso fatto di incontri tecnici e politici, di tavoli di concertazione non ha visto il coinvolgimento della minoranze consiliari centesi. Né sono state promosse forme di consultazione diretta dei cittadini.

Tutte le previsioni riguardanti Cento – a cominciare da quella di un massiccio incremento demografico - sono state inserite nel Documento Preliminare del PSC “associato”. Con il voto in Consiglio Comunale del 14 maggio la maggioranza si è assunta la responsabilità di delegare il sindaco alla firma della proposta di accordo con la Provincia per la pianificazione del PSC associato. Le opposizioni di centrosinistra sono uscite al momento del voto per sottolineare il mancato coinvolgimento e la mancata possibilità di entrare nel merito delle indicazioni del documento preliminare protestando anche contro l'operazione della Giunta che a fine giugno si prepara a predisporre quattro progetti di vendita di aree pubbliche del capoluogo attraverso il sistema del “concambio: il costruttore che acquisirà aree comunali centrali si impegna a costruire le stesse strutture scolastico-sportive in aree più esterne.

Quando e come sarà fatta la presentazione dei quatto pacchetti di vendita? Esiste un rapporto trasparente tra i mezzi di informazione e le decisioni che vengono prese? Sono tutte questioni che la cittadinanza centese dovrebbe porre a questa amministrazione.

Cento 20 maggio 2009

Elena Grimaldi

responsabile dell'associazione “Unire la Sinistra” - Cento
.