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 La posizione del PdCI di Cento sul caso Ghisellini

lettera  della segretaria della sezione inviata alla stampa -  3 febbraio 2008

Gentile Direttore,

Con grande soddisfazione salutiamo l’importante mobilitazione verificatasi in questi giorni da parte di tutte le forze democratiche di Cento e Provincia intorno alla questione Ghisellini il cui risultato è sotto gli occhi di tutti: Tuzet e la sua giunta vengono invitati a rivedere le linee guida della loro sconsiderata politica che provoca inutili lacerazioni tra la nostra popolazione. E’ tuttavia doveroso ricordare che questo non è che l’ultimo episodio di una precisa volontà di colpire la sinistra e in primis il nostro partito, manifestata in modo continuativo.

Già prima del ballottaggio  che avrebbe visto la destra di Tuzet vincere le amministrative a Cento (giugno 2006), il consigliere del PdCI Catullo Nalin è fatto oggetto di  minacce da parte di un noto personaggio di destra che “pattuglia” le strade di Cento armato di manganello. Il consigliere A. Baroni di AN si farà sostenitore sulla stampa dell’azione di tale personaggio, accusando l’aggredito di “atteggiarsi a vittima”.

Subito dopo la vittoria (acquisita con il 51,8%  dei voti) il sindaco fa approvare dalla Commissione Toponomastica, senza discussione e senza alcuna motivazione scritta,  l’intitolazione di una piazza ai “7 fratelli Govoni”, uccisi da un gruppo di partigiani nel maggio 1945) . Durante la RSI i due fratelli maggiori Govoni erano stati tra i protagonisti della Brigata Nera di Pieve.

L’azione del neosindaco è facilmente spiegabile se si pensa che il suo maggiore propagandista e attivista durante la campagna elettorale era stato proprio il figlio del brigatista primogenito dei 7 fratelli, e tale Cesare Govoni viene ulteriormente premiato con la nomina ad assessore “alle sagre e alle frazioni”.  Qualche tempo dopo al Govoni viene tuttavia  tolto l’incarico, in quanto protagonista di un violento diverbio, nella sede stessa che ospita il consiglio comunale, con un “collega” assessore; incarico che successivamente gli verrà restituito dal sindaco.

Nel consiglio comunale del 29 gennaio 2008, con 6 voti di AN, più il voto del sindaco e la colpevole astensione di Lega, FI e gruppo “civico”, passa la proposta di dedicare una via al federale Igino Ghisellini, fondatore del fascismo repubblichino ferrarese.

A nulla valgono le raccomandazioni degli storici, un appello lanciato da Nalin e sottoscritto da cittadini, amministratori, studiosi, e i ripetuti richiami di associazioni ai valori della Costituzione.

In tale seduta i consiglieri del gruppo AN Baroni (proponente l’odg)  e Falzoni ripetutamente si richiamano alle tradizioni e ai valori del fascismo che attraverso queste proposte devono tornare a rifulgere ed essere di monito  ed esempio per le nuove generazioni e con modi violenti attraverso insulti rivolti sopratutto al “comunista” consigliere del PdCI, manifestano l’intenzione di riproporre in futuro altri nominativi di fascisti perché è ora di smettere di infangare la memoria del periodo fascista che ha rappresentato invece un momento di grande valore nella storia d’Italia.

Non si tratta di episodi di intolleranza, ma di una strategia che viene condotta in modo continuativo all’ombra della quale interessi privati e speculazione edilizia della parte più oscura dell’economia centese si stanno affermando.

Nel sessantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione è inaccettabile e oltremodo grave quanto sta succedendo nella nostra città.

 

Elena Grimaldi, segretaria PdCI Cento-Alto Ferrarese

............aggiorn. 07.02.09 .............................