Più forti i Comunisti, più forte l’unità della Sinistra

Presiede Fiorentini. Un minuto di silenzio in memoria del compagno Renato Albertini.
Fiorentini propone alla presidenza Loredana Dolci Oliviero Diliberto, Palazzini, Pellini, Grondona, Bortolazzi, Bruschini. Proposta approvata all’unanimità.
Relazione introduttiva tenuta da Loredana Dolci: ci troviamo in un momento particolare - qui in ER particolarmente -, momento determinato dalla perdita della rappresentanza della sinistra a seguito della trasformazione dei DS in Partito Democratico. Nel contesto di una serie di guerre per interessi precisi: in Irak per il petrolio e in Afghanistan per il controllo delle vie del petrolio. A rappresentare la sinistra rimarranno solo i comunisti e i verdi. Nei congressi in Er vi è stata una partecipazione diretta, cioè con contributi e interventi, del 30% degli iscritti. Anche oggi abbiamo qui una richiesta di una cinquantina di interventi. In particolare i giovani chiedono di confrontarsi e di essere presenti. Su 4,5 milioni di emilianoromagnoli, 300 mila sono immigrati. Sono aumentate le famiglie monoreddito e i pensionati che vivono soli. Il 27% delle famiglie è costituito da ultra sessantacinquenni che vivono soli. Solo grazie agli immigrati si coprono le uscite dal mondo del lavoro per vecchiaia. Si è consolidata la situazione del lavoro precario, per un 10 della forza lavoro. Condizioni di lavoro che sono in peggioramento, pur all’interno di una alta percentuale di occupazione. Sempre alta la percentuale degli incidenti sul lavoro, che rileva condizioni di sicurezza deficitarie (anche per i l sistema di subappalti e di lavoro nero). Molto alta la presenza di piccoli imprenditori e di artigiani, delle cosiddette Partite Iva, che sono però a stragrande maggioranza costituite da singole persone. In questi 10 anni i cambiamenti strutturali in ER sono stati enormi e imprevisti. Abbiamo una precarizzazione lavorativa soprattutto al femminile. La percentuale di poveri supera in 5%, alta è anche la percentuale di famiglie che diminuiscono i consumi nella quarta settimana del mese. Siamo una forza che raggiunge il 3%, ma che ha poco peso politico nelle istituzioni. Dall’altro lato prendiamo atto che parte sostanziale dei DS e della Margherita sono d’accordo nel considerare strutturale uno strato di indigenza e povertà anche da noi. Noi pensiamo invece – come molti studiosi – che solo con una distribuzione più equa dei redditi si alimenta l’economia. Abbiamo con sgomento scoperto che anche nella tradizione cooperativa (è il caso della Coopservice di RE) vi sono forti elementi speculativi (centinaia di soci che realizzano all’estero plusvalenze milionArie). Non è questa la posizione statutaria della cooperazione storica: oltre 100 anni fa nascevano da noi le farmacie comunali, per distribuire gratuitamente i farmaci a chi non aveva mezzi. Oggi invece anche da noi abbiamo il ticket sanitario. Con il PD vengono buttate vie queste esperienze, viene esaltata la quotazione in borsa di Hera, cioè dei servizi municipalizzati, con la esplicita prospettiva delle plusvalenze di borsa: gli utili non saranno più come prima investiti nel territorio, ma ridistribuiti per realizzare speculazioni. All’interno degli Enti noi pensiamo prima di tutto ad un modello fondato sulla gratuità per tutti dei servizi di base. Invece per i fautori del PD si tratta di quantitivizzare alcuni interventi sociali (aumentare per esempio i posti negli asili nido), senza tuttavia porre il problema sistemico. Bisogna per noi porre la redistribuzione del reddito come elemento guida della nostra politica. A Bologna siamo costantemente attraversati da problemi. E’ stato votato un segretario – Grondona che siede alla nostra presidenza - all’unanimità o quasi: credo che sia suo compito quello di portare anche il partito bolognese al centro della dinamica regionale. Nelle federazioni ci sono tensioni, che sono da affrontare, ma che non devono implicare una paralisi politica. Chi ha lasciato il nostro partito ha rinunciato ad un preciso compito. Abbiamo sbagliato ad eleggere l’uno senatore e entrambi a loro tempo segretari. Mi assumo anch’io le mie responsabilità in queste decisioni. La politica è una cosa appassionante e bella. C’è spazio per una visione del mondo che non si riduca al capitalismo. C’è bisogno di comunismo.
Saluti di Cesare Melloni per la segreteria regionale CGIL e Mainardi segretario regionale di Rifondazione Comunista.
Vengono eletti (1 astenuto) nella Commissione Politica: Venturi, Pari, Riccò, Di Maria, Ceredi, Valenti,Giannulli, Storaci, nella Elettorale Fiorentini, Dolci, Tratta, Grondona, Fellini, Soffritti, Tesei, Castiglioni, Vena, Pacello.
Giovanni Venturi: di fronte alla costituzione del PD a compimento nel 2008, il problema non è “semplificare il numero dei partiti” bensì mantenere una compatta forza di sinistra. Unità della sinistra è la parola d’ordine che viene dalle piazze. E questo è l’obiettivo del documento congressuale nazionale, che proseguire sulla linea del congresso 2001 di formazione di una confederazione della sinistra. In ER il Partito ha dovuto subire dure prove, e nonostante tutto siamo riusciti a fare politica, e di questo dobbiamo ringraziare anche l,attuale segretaria, Fiorentini, Dolci. Ricordo in conclusione i quattro caduti di ieri sul posto di lavoro .
Mario Ravioli il modello di sviluppo regionale dovrebbe essere quello di “area vasta” (adottato per esempio nella bay-area), di area metropolitana estesa. Lo chiamano – studi della cooperazione – il modello “città Emilia”. Non è esattamente quanto sta avvenendo, mancando una visione unitaria che parta dalla necessità della sostenibilità: siamo in una della aree più inquinate del mondo, anche a livello idrico superficiale e profondo, inquinamento acustico (sul nodo stradale di Bologna). La classe operaia afferma una propria autonomia – diceva Berlinguer – quando fa proprie le aspirazioni di libertà di tutte le masse polari: così si supera operaismo e corporativismo e si riesce ad affrontare alla riduce una soluzione per i problemi sociali. Eravamo a 400 mila iscritti ai tempi del PCI in ER, ora siamo a 120 mila iscritti DS. Dobbiamo raccogliere gli spazi lasciati dalla fine del PC e dei DS.
Daria Di Natale: bisogna porre attenzione alle minoranze interne che possono offrire contributi al partito,che si presenta disunito. La vera sinistra è una sola. I media, faziosi, omettono ogni riferimento alla sinistra, quella con la S maiuscola. Bisogna cominciare ad affrontare la questione morale in politica: conflitto di interesse, due mandati di rappresentanza elettorale senza più rinnovo, la questione femminile. Radicale modifica della Legge 30, se proprio non si può abolire.
E intervento nella formazione con il coinvolgimento dei docenti. Laddove combattere i privilegi di pochi, noi ci saremo.
Nino Villa: d’accordo sul documento nazionale, in particolare su pace ed Europa. Ma avrei preferito più documenti, che avrebbero potenziato il confronto e fatto uscire un partito rafforzato, che determini la fine della conflittualità. A Bologna è necessario sconfiggere la concezione per cui una sola sezione controlla la federazione. La diversità comunista non è da sottovalutare. Per la Regione, chiedo rispetto dei dirigenti di ogni federazione, che consente di fare battaglie politiche e non battaglie di potere. Noi dobbiamo essere gli unitari, fare comitati unitari, tavoli unitari. Ad esempio sull’ecomostro “Romilia”. Sulla riforma elettorale, noi dobbiamo essere per un sistema - come quello tedesco – che consente di mantenere identità anche se costringe ad accostamenti politici per superare
Alfredo Pari Bisogna cominciare dalla formazione di un nuovo assetto dirigente che non sia finalizzato all’affermazione di qualche individuo, come è successo nei casi precedenti. Sulla Confederazione della sinistra: è un punto inevitabile perché se non lo vogliono singoli soggetti, lo impone comunque il sistema elettorale che si va creando, e che mira a “tagliare le ali” minoritarie. Sulla cooperazione: non basta rievocare la loro storia. Bisogna che siamo noi comunisti a porre il tema di come debbono rinnovarsi le cooperative. Anche il nostro partito deve fare prevalere il FARE sul DIRE. Sulla cooperazione: le cooperative bianche si occupano di asilo nido, ma le rosse di mattone e precariato. Sul tema degli investimenti immobiliari e sul tema dell’ambiente abbiamo grandi spazi, che entrano nel cuore del conflitto sociale, perché è qui – nella speculazione – che i vari Coppola (attualmente in galera) o il capitale equivoco che viene dalla Russia tentano di fare. Noi dobbiamo fare ciò DS rinunciano a fare.
Alberesi non è chiara la rottura del nostro governo con la precedente gestione del centrodestra. Noi siamo partito di lotta e non solo di governo. Il programma dell’Unione è una sorta di minimo comune denominatore. E dobbiamo pretendere il rispetto di quel programma. Dobbiamo dare risposta alle seguenti questioni: 1)rilancio del ruolo della gestione pubblica 2) centralità del lavoro, con una diversa politica redistributiva che paghi di più tutto il lavoro (dal sommerso all’intellettuale). Oggi in ER si è dissolto il “modello”. Noi dobbiamo rilanciarlo nel segno ambiente-territorio. Cosa diciamo sul sistema della rete che è ben lungi dal potersi dire regionale (dall’aeroportuale al fieristico). Dobbiamo misurarci sugli effetti del titolo V costituzionale rifermato: In particolare non è chiaro il chi fa che cosa, a partire da Bologna metropoli. Manca un modello partecipato. La confederazione della sinistra ha senso solo se radicata su un blocco sociale, che è necessariamente quello del lavoro. Non ci sono alternative. Senza questo legame la sinistra non esiste.
Pacello la nostra nascita come partito era piena di incognite, legata a compagni che erano nelle istituzioni e che rischiavano di fare un salto nel vuoto. La nostra base elettorale non appressa chi abbandona la politica quando non coincide con i propri interessi personali. Unità anche nella logica interna di partito.
Bortolazzi abbiamo visto i risultati della legge "porcellum" che dà tutto il potere alle segreterie nelle candidature, e così sarà probabilmente anche con la nuova riforma elettorale. Per questo faccio appello a Diliberto qui presente, affinché ci sia chiarezza nella scelta dei candidati. Rilanciamo la confederazione evitando però sommatoria di ceto politico.
Montieri: il settore del lavoro a Modena è in continua evoluzione che vede la sparizione di fabbriche e il parziale riassorbimento della manodopera. Non possiamo limitarci a dare solidarietà. Il legame con i lavoratori deve essere il nostro fattivo punto di riferimento.
Donato Vena: quali equilibri dentro la CGIL una volta creato il PD. Chi risponde con preveggenza a questa domanda saprà anche aver spazio politico. Non più Sinistra Europea, ma Confederazione delle sinistra. Il problema principale è evitare il ritorno di Berlusconi al governo. Abbiamo due modi per affrontare questo obiettivo. Il primo è quello di alimentare le tensioni interne all’attuale governo. L’altro è che – alla scadenza del governo Prodi – vi sia una fascia larga di astensione frutto di una disillusione per il prevalere del moderatismo all’interno del nostro governo. Se il sistema elettorale che si sta preparando taglia fuori i partiti minori, noi dobbiamo essere pronti ad agire con antidoti che possono esser solo quelli della ricerca di un radicamento sociale. E fra i giovani dovemmo fare qualcosina in più della confederazione della sinistra. Pensioni: non solo non si devono aumentare gli anni di lavoro, ma bisogna porre anche il tema di chi ha versato o verserà contributi inferiori al minimo di 20 anni. Stessa situazione vivono gli immigrati che lavorano 19 anni e 11 mesi: non vedranno alcuna pensione. Sulle utilità quotate in borsa ENIA per RE e Hera per BO: incertezza nel voto di RC, e possibilità di fare acquisire alle pubbliche anche qualche privata (Esido).
Giovanna Piaia: Dovremo occupare lo spazio lasciato vuoto dai DS: su ambiente, questione di genere. A partire dal fatto che la politica non è neutrale sulla questione di genere. L’appropriazione del corpo della. donna con l’autodeterminazione è presente nel nostro documento, anche se con estrema sinteticità, La legge 40 fa del feto un cittadino, con una mostruosa violazione del corpo della donna. Da rivedere quindi la legge 40, il recupero in funzione antiviolenza dei consultori, che oggi abbandona la funzione di medicina sociale è per diventare centri specialistici, che in sostanza negano un servizio alle donne immigrate, esigenza a suo tempo espressa da noi donne. Il nesso tra morale e cultura è politico. Non riguarda religiosi o donne. La politica tende a legiferare su vicende essenziali dell’uomo come la vita e la morte. Da appoggiare iniziativa UDI “50 e 50”. Disuguaglianze di carriera d e di retribuzione, e difficoltà per le donne anche per il precariato. Un welfare basato solo sulla solidarietà intergenerazionale non aiuta, perché non tutti i giovani hanno una famiglia. Forme di riconciliazione anche per i paesi pòover5i, che vengono a curare noi sottraendo loro il diritto di curare i loro cari. Un sistema che non può reggere per le forti contraddizione che contiene in se.
Partito di lotta e di governo.
Ettore Manno: il nostro paese si deve riprendere da 20 anni di cultura delle televisioni, che hanno distrutto e sostituito quello di decenni di lotte operaie. Poveri sempre più poveri e ricchi sempre più ricchi. Finché c’è disuguaglianza ci saranno sempre comunisti. La legge elettorale ha consentito questo risultato: un grande divano firmato da un grande designer: quello dei privilegi dei parlamentari. Il Partito nell’Unione deve essere paladino dell’impegno di tutti i cittadini indebitati con le banche per aver la casa o i servizi. Il palcoscenico di chi ha bisogno deve avere un riferimento certo, il ritorno alla politica deve essere al primo posto nel Partito. Lotta per abolizione del segreto di stato, politica della sicurezza e della sua percezione. Il gruppo dirigente che uscirà da questo congresso dovrà assumer come principio irrinunciabile la questione morale.
Andrea Rizzi punto forte dell’identità comunista è che – a differenza dei DS e PD – non riteniamo stabili e ineliminabili le differenze sociali. Sul fronte culturale: perché su Rai24 alle due di notte si parla concretamente di cosa avviene in Cina e sulle specializzazioni in traffico di droga del presidente Afgano Garzai, ma nelle ore centrali si parla solo di vallettopoli e superficialità varie. Senza andare s toccare i libri di testo, dove almeno 20 anni fa c’era il libro Cuore, ma al suo interno c’era anche l’operaio serio. Oggi nei libri di testo l’unico elemento e riferimento operaio è quello dell’operaio che non partecipa alla festa dei folletti. Il partito non dovrebbe in sé stesso essere in grado di fruttare derive di carrier5e individuali.
Giulia Simeoli: Castro ha nettamente condannato l’operazione bushiana che condanna a morte prematura dalla sinistra idea di trasformare gli alimenti in combustibili (accordo Bush-Lula). Bush ha spinto l’industria automobilistica a programmare entro il 2037 in prevalenza con biocomubustibili, L’Italia con la legge 11.3.06 va sulla stessa strada, con operazioni che costano più della stessa benzina. La via bioetanolica porta all’incremento dell’OGM, alla morte della diversità biologica. Lo stesso delegato di Nestlè parla nella stessa direzione di Castro. L’ambiente deve diventare fattore trainante della mostra politica. Il rapporto dell’ITCC – comunità scientifica internazionale - evidenzia che sono le cause antropiche a porre a rischio le sorti del pianeta. Cresce anche in uSA l’opposizione alle insensibilità trasporto. Al contrario dell’iporesi Kioto, le emissioni sono continuamente aumentate, per produzione elettrica e autotrasporto e per la deforestazione. Nei vari PSC che non tengono conto né dell’acque né della n necessità di controllare la difesa energetica delle abitazioni, ci vuole la nostra azione per avere aree a piantumazione degli elementi di alto fusto che abbatte il CO2. Non abbassiamoci tutti al terzo mondo, ma al contrario portare il terzo mondo dalla situazione suicida cui è destinata.
Saluti di Daniela Guerra dei Verdi regionali. D’accordo sul fatto che biocarburanti significa deforestazione. Il nostro ministro fatica a privare del CIP6 (soldi che vengono dalle nostre bollette e che sono destinati alle fonti rinnovabili) gli inceneritori che lavorano su sottoprodotti del petrolio, quindi in senso contrario alle fonti rinnovabili. Idem per la battaglia contro il mostro di Romilio, che consuma risorse. Il primo strumento con cui si tutela l’ambiente sono i piani regolatori. Poi la viabilità su gomma, poi l’economia che non ci è contraria, perché va dove c’è domanda. Se si modifica la domanda, si modifica anche l’economia. Un futuro diverso è possibile, ma deriva da un’azione di governo (l’unica formazione che ha vinto è l’UNIONE) che non deve puntare all’eliminazione dei partiti piccoli, bensì alla coerenza nella difesa dell’ambiente e della salvaguardia del bene comune.
De Maria dei DS di Bologna e della segreteria regionale. Ci uniscono questi aspetti nella proposta politica: mettere in campo in Italia forti processi unitari; cogliere le esigenze dei giovani che si affacciano alla politica dopo il crollo del muro di Berlino. Quindi rispettando percorsi diversi mettere in campo una sinergia: investire nei processi unitari, impedire il ritorno di Berlusconi, cambiare l’Italia secondo il programma dell’Unione, in un radicamento fatto di legami con la gente. L’investimento sull’Unione emerge anche nella politica bolognese in prospettiva per le elezioni amministrative del 2009: qui il carattere programmatico assume la prevalenza, ad iniziare dalla riforma del decentramento.
Loredana Visona: una società che non coinvolge il futuro dei giovani, che rispondono con evasioni come il divertimento, ma che riflettono il disagio di vivere che si manifesta nel “bullismo”, cioè nella ricerca di potere psicologico sugli altri. Non sono gli insegnanti che possono fare fronte al problema. Gli insegnanti sono stati esautorati a favore degli alunni. Scuola famiglia ed enti istituzionali devono farsi carico del problema. Un primo passo è quello degli sportelli psicopedagogici che coinvolge tutte le variabili in campo. Il primo elemento che richiedono i giovani è la coerenza, che è frutto anche del coraggio. La politica oggi è ridotta invece alla difesa del “post o di lavoro”. Il politico moderato è quello che dà ragione a tutti per non irritare nessuno. Ma il prezzo che si paga è l’abbandono della coerenza, primo elemento della virtù. Sono in questo partito perché combatto per la causa del centrosinistra, vale a dire per una reale riforma sociale.
Mario Bruschini assessore regionale della difesa del suolo: non esiste più il modello emiliano. Perché la complessità è diventate enorme. Il 10% della popolazione nostra proviene da altre parti del mondo. Non è solo crisi di governance, ma difficoltà ad intervenire su una società in rapida trasformazione. Marx diceva che la storia cammina spesso per il suo lato cattivo: non esige una fine automatica del capitalismo; c‘è una soggettività che è in gioco. Ora per esempio c’è un fronte di lotta aperto da noi in ER: stiamo consumando il territorio, togliendolo al ciclo naturale. Poi abbiamo le conseguenze devastanti per cui due ore di pioggia allagano un intero paese. C’è un partito non politico, che ricatta tutti i partiti. e’ il partito del mattone, il partito del costruire per costruire. Qui c’è l’esempio di Romilia, ma non c’è mai un freno. Ogni comune pare affamato di acquisire gli oneri di urbanizzazione e quindi invoglia a costruire. Nelle glosse al Programma di Gotha Marx scrive che no è il lavoro la fonte di ogni ricchezza, il lavoro lo incrementa, ma la fornite di ogni ricchezza è la natura, aria e acqua ma anche il SUOLO. Suolo che io avrei il compito la missione di difendere ma che è sempre più problematico difendere, perché il suolo consumato non lo difendi più. Il più scandaloso e intollerabile dei problemi è quello della mancata sicurezza nei posti di lavoro, ambito nel quale l’ER è purtroppo al primo posto.
Marco Zoboli Unità della sinistra è l’obiettivo, Confederazione delle sinistre è lo strumento. Con il PD la CGIL rimarrà orfana nei riferimenti politici. Si aprirà necessariamente una lotta per l’egemonia della linea e il nostro ruolo è essenziale.
Baldazzi siamo chiamati oggi ad una responsabilità opposta rispetto al ‘98 che ci vide nascere. Si tratta oggi di individuare il processo per l’unità della sinistra. Intanto la società profondamente cambiata ci costringe a porre nuovi contenuti. I giovani – in larghe fasce – non fanno riferimento alla politica. Questo nonostante gli interlocutori politici sono diffusi nelle istituzioni. La società è cambiata perché è venuta meno l’etica. Sono un piccolo imprenditore, per cui nessuno ti riconosce il giusto guadagno. Oggi anche nel settore cooperativo si monetizza la sicurezza. Evidente la crisi del capitalismo, cioè l’illusione del benessere per tutti: il sistema pianeta nega tale possibilità. La conseguenza è quella dell’incancrenimento del capitalismo al fine di difendere l’acquisito. Si mira alla produzione e non alla natura. I servizi, che devono essere invece diretti. Viceversa noi dobbiamo dare ai giovani un progetto che parte dalla natura. E sul tema dei servizi bisogna dire che non SI Può FARE NBUSINESS SU
Patullo assessore ambiente Comune Bologna: i temi ambientali sono stati qui diffusamente e trasversalmente trattati. Cosa ho fatto in questi due anni su questo tema: 90 ettari acquisiti al bene pubblico (collina) 4500 alberi piantati, censimento di tutto il verde per la sua salvaguardia. Il Piano Energetico del Comune che si sta predisponendo va in questa direzione. Mi auguro che la mia federazione mi supporti su questa azione, perché avrò difficoltà a difenderlo (Hera insegna).
Monari segretario regionale della Margherita : siamo in u n momento delicato che richiede all’Unione di serrare le fila per portare avanti quel patto che ci ha visto vincitori nelle elezioni nazionali. Il pericolo che il centrodestra agisca per frammentarci è reale. Sono molto preoccupato. Bisogna ricercare, al di là delle ragioni identitarie, più unità e coesione. Come Margherita a livello regionale, anche nella dialettica locale bolognese, lavoro per evitare la frattura del tavolo. Solo così si può contenere il pericolo Berlusconi.
Stefano Grondona neoeletto segretario federazione Bologna: la politica ha come obiettivo l’unità ma con la fermezza e la coerenza necessarie. La cartina di tornasole si ha nell’intervento a livello di morti sul lavoro.
Corticelli passione idee e cuore sono gli elementi che da sempre caratterizzano questo partito. Sono operaio turnista, rappresentate sindacale, segretario provinciale. Ma le risposte non si trovano né qui né negli ambiti che frequento. La relazione Dolci non mi ha soddisfatto, non è entrata nel merito delle questioni politiche nazionali, ma neanche di quelle locali. Bisogna tornare a fare politica. Se no siamo alla frutta.
Andrea Fellini: prove di unità della sinistra: raccogliamo firme contro la privatizzazione dell’acqua. Su Bologna: il congresso non mi ha soddisfatto. Si è creata una spaccatura, diretta per telefono da altre persone che sono fuori. Non si può in questo modo discutere i gravi problemi concreti di Bologna, al massimo per tf si discute di organigrammi.
Roberto Soffritti rischiamo di perdere di vista nella nostra Regione un elemento di fondo: nelle politiche abbiamo perso 10 mila voti. Dipende dalla forza DS, che inevitabilmente dirigono questa regione. Gli altri partiti vivono sulle nostre divisioni. La nostra compattezza è uno dei primi elementi che riesce a sistemare ciò che è all’esterno. Stanno preparando una legge elettorale che va nell’interse dei partiti maggiori. Sulla Dolci, non riesco ad attribuirle responsabilità per la vicende regionalii. Oggi si tratta di fare i conti con la realtà – che a livello di organizzazione di partito deve fare i conti con i numeri. Le iscrizioni stanno andando bene. Proviamo per un momento ad aprire una stagione non conflittuale al nostro interno. Bologna è la storia della sinistra italiana. Dobbiamo costruire una nostra elaborazione forte, ma la premessa per questo è l’unità nostra.
Mazzetti: il punto a Bologna è questo: la proposta unitaria dei delegati su un nome è l’essenziale. Diliberto giustamente parla della nostra necessità di diventare un partito accogliente. Ma per esserlo è che dobbiamo parlare dei problemi di chi vuole entrare. E ancora prima, dobbiamo diventare partito, cioè organizzazione che ha metodo, e la logica del centralismo democratico dà questa certezza. L’altra questione è quella della trasparenza. Punto esenziale non è cambiare i nomi, ma cambiare le dinamiche, in modo che non saltino più fuori errori come quelli delle scalate personali al parlamento. Dobbiamo creare il controllo politico. La base deve sapere cosa si discute nel regionale e nei vertici. Poi la questione dei contenuti: dobbiamo fare applicare le disposizioni da noi volute con emendamento in finanziaria per la stabilizzazione dei precari nel pubblico impiego. Stessa cosa sul TFR: bisogna informare i lavoratori come partito. Anche la Regione ha titolo qui ad intervenire. Come primo atto dalla nova segreteria mi aspetto che 1)si applichi all’interno lo Statuto del partito 2) si dia spazio alla creazione delle sezioni, a partire da una campagna apposita di finanziamento. Voglio vedere un partito pieno di operai. Questa è la centralità del lavoro.
Denis Valenti in ER – a parere della mia federazione forlivese – sta avvenendo un mutamento che abbraccia mortalmente un precariato urbano, i working-poors e manager pubblici da 3-5 mila euro al mese. Da un lato il degrado della questione ecologica (siamo primi in Italia per decessi dovuto all’inquinamento ambientale), e primi nella scomparsa della questione operaia. Aumenti esponenziali delle tariffe dei servizi pubblici. Vi è stato un preciso progetto – qui le scuse non sono sufficienti - di sostenere la finanziarizzazione delle utilities. Questa spaccatura è nata prima della ultime vicende. L’unità ci vuole sui contenuti: no a inceneritori, alla finanziarizzazione degli esercizi pubblici, lotta contro le morti bianche. Se dovesse essere un’altra cosa, noi faremo una prospettiva per la domanda sociale.
Roberto Bozzoli sono delegato di fabbrica cgil qui a Bologna nelle aziende artigiane. Ci sono aziende dove non c’è l’ora di pausa, dove le donne mangano con le mai unte il panino per fare andare avanti le macchine. Aziende di vernici senza impianti di aspirazione, senza riscaldamento. Poi parliamo della questione delle donne. Chiudiamo il capitolo delle polemiche interne. C’è bisogno di unità.
Piera Spadoni Dolci ha aiutato chi voleva fare delle lotte all’interno del Partito e mi ha convinto a rientrare.
Non mi ha convinto la relazione Diliberto sulle dimissioni di Cossutta. Su questo chiedo una spiegazione al nostro segretario.
Filomena Crispino i lavoratori dell’amministrazione penitenziaria non si sono ancora accorti del cambio di governo. Si tratta di strutture che sono più simili a piccoli feudi che a enti democratici: sicurezza, prevenzione, igiene sul lavoro non sono riconosciute. Ecco perché servono anche i piccoli partiti – e lo dico anche ai grossi partiti che ne possono trarre le necessarie conclusioni.
Segretario di Riccione: Non possiamo disperderci su tanti fronti, dato che siamo un partito piccolo. Abbiamo concluso un congresso unitario, accogliendo anche Rifondazione. Abbiamo ottenuto che il 25% del nuovo PSC residenziale fosse per edilizia convenzionata, abbiamo creato fondi aggiuntivi a chi ha reddito precario per prestiti d’onore per spese, e per i diversamente abili che si devono integrare nel mondo del lavoro. In Provincia abbiamo ottenuto il non raddoppio dell’inceneritore. L’organizzazione del Partito se ha buoni elementi a livello nazionale, deve essere elaborata anche a livello regionale. E qui chiedo un ruolo preciso al nostro segretario Di liberto.
Alexandra Storari: la Federazione ha pagato con un bagno di sangue il discorso delle scalate personali al parlamento, perché ci siamo mossi prima degli altri avvertendo la deriva individualistica di un neo designato senatore dal Partito. Siamo comunque arrivati ad un congresso unitario, con più interventi di quanti non ne siano stati fatti al congresso DS. Sul programma: tendiamo a lavorare su singoli problemi, ma in una regione come la nostra non ce lo possiamo permettere. Dobbiamo arrivare ad una nostra piattaforma completa, incluso il tema dei ceti medi produttivi, dell’ambiente, delle infrastrutture, del lavoro con precariato e sicurezza sul lavoro. Dobbiamo essere un partito che parla finalmente di politica e soprattutto con autonomia tale da sapersi confrontare con le altre forze.
Francesco Trapella: tra la politica e i giovani deve esserci un doppio movimento. 30 anni di modello berlusconiano per cui ognuno di noi è un’isola ci hanno per forza cambiato la vita.
Un applauso accoglie la proposta Dolci di fare proprio un messaggio di solidarietà per Emergency.
Conclusioni di Oliviero Diliberto. Le divisioni devono essere quelle fisiologiche della politica, non quelle patologiche di scontri di potere interni. La situazione politica italiana è in continuo movimento, per cui chi sta fermo è perduto. Dobbiamo avanzare una proposta politica all’altezza di queste novità. Abbiamo un governo con mille difetti, ma oggi rappresenta l’equilibrio massimo possibile e ce lo dobbiamo tenere stretto. Basta vedere chi sono i nemici di questo governo, che non sono da sinistra (salvo qualche mattacchione). Sono prima di tutto gli USA (basta vedere l’intrusione nella politica estera di Prodi contro ogni sistema di diritto internazionale dal 1600 in poi ad opera degli ambasciatori americani ). La crisi Prodi è stata esplicitamente voluta da Cossiga che ha esaltato in Parlamento l’atlantismo e ha attaccato il governo. Il secondo nemico è costituito dalle gerarchie ecclesiastiche che attaccano un governo retto da un cattolico che però non scatta sull’attenti quando parla la CEI. C’è da rimpiangere la DC. E l’ha esplicitato Andreotti. Il terzo potere è quello padronale, la cui organizzazione attacca il governo perché troppo spostato a sinistra.
Difendere il governo Prodi significa non tanto evitare il ritorno di Berlusconi (arma che rischia di esser spuntata) quanto utilizzare gli spazi di governo per cambiare la politica – che ha di fronte i tre poteri di cui sopra – in funzione degli interessi delle classi sociali più deboli. Non ci sostituiscono a livello parlamentare con l’UDC solo perché quest’ultima non ha i numeri per coprire i posti che la sinistra lascerebbe vuoti (RC-PdCI-Verdi).
La costituzione del PD è una sciagura per la sinistra. Il PCI finisce nel ’91, con un’operazione che i dirigenti hanno voluto per evitare di rimanere vittime della disgregazione del muro. Gennaio ’91 nasce quindi PDS e RC. Sedici anni di percorso hanno portato alla perdita di ogni riferimento alla sinistra, al socialismo europeo (che caratterizzavano l’iniziale PDS di Accetto). Inevitabilmente l’accorpamento di ex comunisti ed ex democristiani porterà ad una chiusura a sinistra e problemi serissimi con il sindacato di sinistra, che rischia l’isolamento. La prima proposta nostra di confederazione era rivolta anche a tutti i DS, un contenitore della sinistra. Avrebbe posto un freno alla deriva moderata. I comunisti devono essere alla testa di un processo di rinnovamento unitario della sinistra. I comunisti non sono fatti per fare i martiri, cioè i testimoni. Sono fatti per cambiare la società. Dobbiamo fare una operazione di igiene linguistica: non siamo sinistrA radicale, termine che serve solo a chi vuole invece definirsi “sinistra riformista”. Ha fatto bene il compagno (Nalin) a interromper e il segretario De Maria che ci ha chiamato “sinistra radicale”. Oggi sembra che riformisti siano quelli che danno ragione ai padroni. Chi non dà ragione ai padroni, allora quello è un radicale. Lavoro e Saperi: Questi i binari della nostra politica. La conoscenza è strategica, lo dice anche Prodi. E allora cominciamo con il pagare meglio chi lavora nella scuola e poi investire nelle ricerche. Siamo oggi al penultimo posto in Europa per i brevetti (10 anni fa eravamo ai primi posti). E solo il pubblico in Italia può fare ricerca. Soldi quindi e risorse umane da aggiungere per la ricerca. Il nostro non è il simbolo di una ideologia (se lo fosse sarebbe il simbolo di una sconfitta storica), ma è il simbolo del lavoro SALARIATO, contadini e operai. Se vogliamo rappresentare gli operai, dobbiamo però saper essere aperti all’unità della sinistra. Non solo quindi i 16 parlamentari comunisti, ma i 40 di Rifondazione, e i Verdi che possono rivolgersi all’elettorato storico di sinistra, che in gran parte –rispetto alla situazione del PCI degli anni ’80 – si è sgretolato o annullato nell’astensionismo.
La società è cambiata, la politica deve fare altrettanto. E la nuova generazione dei comunisti, giovani che non hanno conosciuto il PCI, avrà necessariamente questo compito, cui non possiamo noi dirigenti della vecchia generazione portare una soluzione che appunto escluda la nuova generazione.
Occorre che con i fatti ci si comporti in maniera diversa al nostro interno, per evitare i fenomeni individuai di scalata Parlamento. Qui non bastano le scuse. Bisogna che i nuovi gruppi dirigenti siano in grado di escludere queste possibilità. E non voglio mettere sullo stesso piano. C'è oggi un senatore della Repubblica a sbafo. E’ intollerabile, perché con il nuovo sistema non si viene eletti ma si viene designati dal tuo partito, per cui hi il dovere morale prima che politico di rispettare le decisioni collegialmente assunte dall’organismo che lì ti ha portato. Viceversa non faccio autocritica verso l’ex presidente del Partito: nessuna mia parola – mai - contro Cossutta. Ma vi è stata una lotta politica in direzione: lo statuto parla di due legislature di esperienza parlamentare. E noi l’abbiamo rispettato, e poniamo qui la questione della moralizzazione della politica. E sarei felicissimo se Cossutta ritornasse qui a discutere. Le aspirazioni dei singoli devono avvenire dopo quelle collettive: c’è fame di politica nella società, c’è voglia di politica (le primarie, le magliette di Emergency), ma non c’è voglia di partiti politici. Ma senza partiti rimane solo un notabilato di sinistra, mancherebbe un ricambio nelle amministrazioni (che si ridurrebbe ad elementi singoli vedi Fo, Moretti), non ci sarebbe la cd “società civile” ma una serie di elementi berlusconiani, cioè di politici di consumo, prodotti da bagaglino. Vanno riformati i partiti, ad iniziare dagli stili e dai comportamenti normali dei dirigenti.
L’insegnamento che ci da Berlinguer nell’ultima intervista dell’83: la cosa che lo rende più contento: essere stato fedele agli ideali della sua giovinezza.
Lavori per soli delegati. per Ferrara risultano nel comitato regionale di 50 membri (votato da tutti meno un astenuto per alzata di mano): Storari, Piva, Selvatico, Grimaldi, Marchesin, Ricci, Trapella, Soffriti. Per la Commissione di Garanzia (un contrario e tre astenuti): Pietro Ventura.
Per la commissione politica: da numerosi emendamenti vengono ricavate alcuni elementi: le mozioni (3) di Ferrara vengono passate al comitato regionale perché le analizzi compiutamente.
Successivamente il comitato regionale ha eletto a forte maggioranza la segretaria regionale Loredana Dolci.
---------------