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Congresso di federazione Ferrara -intervento della segretaria Alto Ferrarese Elena Grimaldi
Il V congresso provinciale PdCI tenutosi a Ferrara il 12 luglio 2008 ha visto la riconferma della segretaria Alexandra Storari (41 a favore, 2 contrari,4 astenuti) e l'approvazione a maggioranza del documento del CC (42 a favore, 4 contrari, 1 astenuto). Per la mozione Bellillo si è espressa la segretaria di Cento Elena Grimaldi, della quale riportiamo di seguito l'intervento integrale. |
1-gravità della situazione: questo governo procede spedito nel suo programma; siamo solo all'inizio; forte di un altissimo consenso. Dovremmo dedicare il nostro tempo ad una analisi – la più approfondita possibile - per comprendere come questo consenso si sia consolidato nel tempo nonostante tutto. E' solo opera dei mass media o della stampa che in questi anni ha prodotto di tutto e di più, o in questo processo comincia ad avere un ruolo determinante anche la scuola che non è più pubblica, trasformatasi ad opera della riforma Moratti? Credo che abbiamo sempre sottovalutato la portata di questi fenomeni; c'è un problema di egemonia culturale. E' stata spazzata via gran parte della nostra cultura politica.
2-nella mia veste di segretaria della sezione di Cento devo riferire quanto successo nel nostro congresso di sezione, dove oltre alla usuali operazioni di elezione, si è votato per le due mozioni: su 13 presenti di cui 12 con diritto di voto 10 per la seconda mozione, 1 per la prima e 1 astenuto. Presiedeva e faceva nel contempo da garante Alexandra Storari. Io stessa ho votato per la seconda mozione e credo qui adesso di dovere motivare questa scelta. Mi limito agli elementi centrali, ai ragionamenti più significativi:
Primo- si è detto giustamente che la SA è stata sconfitta e su questo conveniamo tutti; ma credo sia riduttivo limitarsi a dire che la sconfitta appartenga esclusivamente a questo cartello elettorale, quasi ne fosse questa la causa, cioè l'essersi messi insieme. Proviamo a fare un ragionamento più ampio: proviamo a pensare a cosa sarebbe successo se non avessimo - intanto che Veltroni costruiva il suo Partito Democratico - cercato di costruire anche noi questa alleanza. Proviamo a pensare cosa sarebbe successo se i tre partiti della sinistra (PdCI PRC e Verdi) si fossero il 13 aprile presentati da soli. Eravamo fuori dalla Coalizione perché Veltroni, nel momento stesso in cui ha dichiarato di andare da solo ha deciso che la coalizione di centrosinistra non doveva più esistere.
E' bene ricordare che il nostro partito alle elezioni politiche del 2006 era attestato al 2,3%, quindi noi, sicuramente i Verdi e con tutta probabilità anche Rifondazione, saremmo spariti, non riuscendo a superare lo sbarramento del 4% e 8%., mentre il “voto utile” che avrebbe fatto ancora più danni! Sto cercando di dire che la sinistra comunque sarebbe sparita e che fuori dalla coalizione del Centro sinistra almeno allo stato attuale con questa legge elettorale non esiste alcuna possibilità di sopravvivenza: è questa la questione centrale, che va affrontata senza reticenze. Noi non possiamo pensare che senza costruire una sinistra ampia e radicata sul territorio riusciremo mai a recuperare il nostro ruolo politico che è quello di esprimer una cultura di governo. Si tratta di un lavoro lungo, ma illudersi che esistano delle scorciatoie è inutile e dannoso. Una “sinistra” che non sarà “ indistinta” se noi decideremo di lavorare per dare organizzazione e struttura a chi intende impegnarsi in questa direzione, sempre attenti ai problemi presenti sul territorio.
Secondo: la prima mozione che vuole ricostruire un forte partito comunista ha rivolto questo appello a Rifondazione, ma almeno per quanto mi risulta le due mozioni principali (Ferrero-Grassi e Vendola-Bertinotti) hanno già rifiutato questa proposta: gli unici che pare l'abbiano accolta sono una mozione minoritaria che francamente temo non ci consentirà di allargare il consenso intorno a noi ma che per le modalità stesse in cui si propone finirebbe per penalizzare il percorso fatto finora nel processo di radicamento sul territorio. In altre parole temo che la svolta che questo primo documento propone rappresenti un ripiegamento su dichiarazioni massimaliste tanto più pericoloso in questo momento perché ci allontanano dalla concretezza del nostro lavoro. Noi siamo nati nel '98 come ricordiamo tutti, quando Bertinotti fece cadere il governo Prodi e sta nel DNA del nostro partito non solo la vocazione unitaria ma la consapevolezza che senza le più ampia alleanza tra tutte le forze democratiche non riusciremo mai a governare questo paese e a contrastare questa destra eversiva. E' sempre stato questo il compito dei comunisti, è la grande lezione di Gramsci ed è con questo intendimento che noi fino al 13 aprile abbiamo voluto costruire la Confederazione della sinistra. Una linea che è stata discussa e condivisa a suo tempo in tutte le istanze del partito: linea che è nata in perfetta sintonia in tute le istanze del partito e che ha trovato la sua più completa espressione nell'ultimo nostro congresso concluso a Rimini l'anno scorso. . Ora questo primo documento del Comitato Centrale, cioè dai dirigenti del nostro partito, ci fa una proposta del tutto diversa, ci propone una svolta completamente nuova: è certamente legittimo che i nostri dirigenti ci propongano un cambiamento di rotta, ma è altrettanto comprensibile che qualcuno dica di no e che vengano avanzate altre proposte . La seconda mozione giustamente intende proseguire sulla linea della massima apertura nei confronti di tutte le forze che si collocano a sinistra, attraverso un confronto e un lavoro comune , e proprio per questo giustamente sottolinea il ruolo positivo che il nostro partito è riuscito ad avere all'interno del centro-sinistra di Prodi. Coalizione che è stata l'unica possibile, reale contrapposizione a questa destra che sta devastando il paese. Non esistono altre possibilità.
Terzo-La cosa più grave secondo me è che questa svolta – che io considero un pericoloso arroccamento che ci allontana da tutto il lavoro che finora abbiamo svolto – viene definita come “non strategica”: insomma questa prima mozione ci sta dicendo che il nostro partito, in un momento così drammatico, in una situazione così difficile, e pur impegnandoci in un congresso straordinario, non possiede una strategia. Questo mi pare l'aspetto più grave di tutto quello che fino ad ora ci è stato detto. Temo che senza una strategia molti di quelli che fino ad ora ci hanno sostenuto rivolgeranno altrove il loro interesse. Ci manca una prospettiva credibile.
Credo di aver illustrato alcuni aspetti che ci hanno spinto ad optare per la seconda mozione. Concludo augurandomi che – comunque vadano le cose – possa rimanere tra noi la possibilità di un confronto aperto e di una dialettica interna al partito. Nessuno di noi cerca rotture, siamo tutti per l'unità – prima di tutto della Sinistra -. perché questa è la strada maestra che ci può portare fuori da questa crisi. Ci auguriamo che esista al nostro interno la volontà, soprattutto la capacità, di comprendere le nostre posizioni diverse. Con questo augurio concludo.
.......................aggiorn.07.02.09.............................