Si è tenuto mercoledì 4 febbraio 2009 in sala Zarri a Cento un dibattito (tenuto da Sinistra Democratica e Comunisti Italiani-per la Sinistra l'Arcobaleno) sui temi caldi della cosiddetta "trasformazione urbana" del capoluogo e sulla crisi economica che attanaglia anche lavoratori e attività produttive centesi. Intanto anche Motori Bonora e Graziano-Oerklion chiedono la cassa integrazione. Gli interventi del pubblico hanno sottolineato la necessità di mobilitarsi con una raccolta di firme per fermare il piano, ormai chiaramente delineato, che se realizzato porterebbe il Comune ad uno stato di immiserimento delle proprietà pubbliche, dato che i beni pubblici "migliori" (al pari dello spezzatino Alitalia che ha diviso "good company" da "bad company") nel capoluogo centese verrebbero passati ai privati. C'è anche da temer che l'impacchettamento venga attuato bypassando il PSC che invece prevede paletti ben precisi prima di poter alienare un bene pubblico. Nel prossimo consiglio comunale si discuterà un odg dei comunisti italiani-per la Sinistra l'Arcobaleno che mira a difendere le competenze del Consiglio, compresa quella di discutere e approvare le CONVENZIONI con enti esterni (tipo ACER) e fare rientrare l'operazione "pacchetti urbanistici" all'interno del prossimo PSC e relativi regolamenti, che il Consiglio Comunale è chiamato prossimamente a discutere ed approvare.
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Ha introdotto Antonella Rolfini di Sinistra Democratica. Catullo Nalin consigliere comunale PdCI ha presentato alcune diapositive per definire l'iter di "interventi urbanistici" che la Giunta intende portare avanti, parallelamente (e forse al di fuori) rispetto al PSC. Per la Camera del Lavoro ha affrontato il tema della crisi economica Manuela Fantoni. L'Emilia Romagna che precedentemente non aveva fatto uso impegnativo della c.i., nel 2008 ultimo semestre la c.i. ordinaria vi è stato un aumento del 120% e a Ferrara del 623% che ha colpito tutti i settori, anche il tessile già sottoposto a crisi profonde in precedenza. Di ora in ora le cose cambiano: mancavano due aziende che già ora si sono aggiunte altre 2 aziende centesi che hanno chiesto la c.i. la Motori Bonora e la ex Graziano trasmissioni. Senza contare che le piccole aziende, le cooperative non hanno a disposizione questi ammortizzatori. Poi ci sono "piccoli" licenziamenti che passano inosservati perchè non sono previsti accordi (cessata attività la Despar Renazzo, l'impresa d pulizie per la VM). La VM ad aprile presenterà richiesta c.i. speciale contestualmente ad un piano industriale che speriamo non sia di semplice galleggiamento Anche qui nel centese deve esserci un tavolo permanente di crisi per cercare di sollecitare gli interventi a favore lavoratori ed aziende che permettano di mantenere l'occupazione. Necessita accordo con le banche locali per anticipare il contributo di c.i. che normalmente i lavoratori percepiscono dopo vari mesi. Senza contar gli interventi necessari nei riguardi dei licenziati che non hanno ammortizzatori sociali. Dunque risorse in favore del lavoro dipendente e delle imprese. Cercare forme alternative al licenziamento: contratti di solidarietà, cassa a rotazione. Poi chiediamo ai Comuni un intervento di supporti al reddito come "welfare locale"(intervento per i nidi etc.). |
| Numerosi interventi del pubblico
preoccupato per la prevedibile colata di cemento. Circa le scuole, da un
lato si valorizza l'idea di istituti onnicomprensivi e di
"verticalizzazioni" ma dall'altro sfugge l'idea della metodologia e
delle modalità di costruzione di tale complesso.
Il consigliere regionale Mazza di Sinistra Democratica distingue tra il singolo intervento su S.Liberata e il PSC che è di là da venire. E non si può pensare ad uno sviluppo urbanistico straccato dal tema occupazionale. Lo stesso PSC dovrebbe affrontare il tema della produzione, individuando limiti e prospettive, e indicando delle scelte precise sul percorso dell'innovazione. Anche la casa (sia con interventi sul costruito che sul nuovo) è una leva che può essere utilizzata in positivo laddove si favorisca la ristrutturazione con risparmio energetico, con ridotto consumo di territorio. Altra questione è l'impronta ecologica, l'impatto di nuovi insediamenti e di incrementi demografici sul sistema locale. Bisogna chiedere che il PSC venga discusso dai "portatori di interesse" che non sono individuabili solo nelle associazioni economiche, ma con la comunità. La giunta pensa a un'urbanistica contrattata, usando il territorio - bene di tutti - come merce di scambio a livello di puro mercato. L'urbanistica deve esser partecipata. Le Società di Trasformazione Urbana (STU) società pubblico-privato per definire punti di trasformazione: meglio forse non utilizzare questo strumento. La legge 10 che consentiva l'esproprio e il valore calmierato è stata bloccata dalla corte costituzionale, per cui i Comuni non ricorrono all'esproprio e si è cercato lo strumento della "perequazione", che rischia tuttavia di essere utilizzato come diritto privato al costruire, cosa che non è ammissibile in linea generale. Il diritto a costruire fa parte del diritto pubblico. Per cui la perequazione è corretta solo se è il pubblico a porre lo scambio, e non il privato. Laddove vi è terreno pubblico potrebbe essere usato il project financing (alla fine il costruito divenga pubblico). Nel PSC (bozza di Cento) non si parla di energia, di mutamenti climatici (il modo di recupero dell'acqua, il riciclo delle acque) e tetto energetico per il costruito (per LR max 5 euro annui a mc), poi bisogna utilizzare la LR 19 sulla riqualificazione urbana, in particolare per il passaggio di zone industriali a zone residenziali. Gli interventi sul costruito devono portare a una qualità complessiva migliore. Qui si fa l'urbanistica partecipata. |
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Per l'adesione alla raccolta firme scrivere a salviamoilpercorsovita@gmail.com
bozza Convenzione Comune-Acer e bozza
PSC Cento
presentazione in pdf
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