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Ci è sta fatta questa domanda e cerchiamo con queste righe di dare un contributo informativo, in modo assai schematico, per comprendere come si è arrivati alla situazione di oggi. Riteniamo necessario ripercorrere in breve la storia delle elezioni comunali di Cento dal '93 a oggi.
Vince la lista civica ApC, candidato Paolo Fava, che ha preparato la sua candidatura grazie alla partecipazione a una trasmissione televisiva di successo con Pippo Baudo. Prima ancora della “discesa in campo” di Berlusconi, a Cento si afferma il potere mediatico-affarista contro la “casta” politica. Bregoli, sostenitrice del neo candidato e Fava si proclamano apolitici, apartitici; oggi, anche se in modo diverso l'uno dall'altra, fanno ambedue riferimento a Forza Italia.
Elezioni comunali 1997
L'Ulivo, insieme al PRC candida un moderato, il cattolico-imprenditore Angelo Zarri, del Partito Popolare. Si cerca in questo modo una via fuori dai canoni della politica tradizionale per convincere l'elettorato moderato e la piccola media borghesia imprenditoriale centese. Un totale fallimento: l'Ulivo non raccoglie neppure i propri voti e Zarri accusa chi l'ha cercato e proposto di averlo abbandonato e colpito alla e spalle. RC riesce ad elegger un consigliere (Mauro Bernardi), l'Ulivo solo tre consiglieri (Ansaloni, Merighi e Toselli del PdS) oltre a Zarri che si ritirerà ben presto.
Elezioni comunali 2001
Viene presentato un unico listone che raccoglie i candidati di tutti partiti del centrosinistra. Candidato sindaco Manderioli (Cristiano Sociali) che ha aderito ai DS. Fallimento completo: non si va neppure al ballottaggio e Manderioli accuserà in particolare i DS di non averlo sostenuto con la necessaria lealtà e chiarezza. Al ballottaggio vince la Bregoli, e i DS la sostengono per evitare la vittoria della destra.
Seguirà per quattro anni una frattura tra DS da una parte e Margherita-SDI-Verdi-PdCI dall'altra, che daranno vita al giornalino l'APE” e che hanno come consiglieri di riferimento Manderioli e Vasco Fortini. Unico consigliere dei DS è Calzolari: siamo al minimo storico della rappresentanza del centrosinistra nell'amministrazione di Cento (tre consiglieri in tutto).
Dopo un inutile tentativo, nella primavera 2004, da parte dei DS, di ristabilire un rapporto di collaborazione con gli altri partiti, tra la fine del 2004 e l'inizio del 2005 il PdCI rifiuta la proposta avanzata dai partiti dell'APE, in primis la Margherita, di individuare un candidato sindaco allo scopo di imporlo ai DS; il motivo del rifiuto è che il PdCI ritiene assolutamente necessario, per andare all'unità, lavorare insieme a tutti per cercare il possibile futuro candidato sindaco.
Nella primavera 2005 viene finalmente redatto un documento comune tra tutte le forze del centrosinistra – a cui intanto ha aderito anche Italia dei Valori - , e anche a Cento nasce l'Unione.
Il “tormentone” del candidato sindaco per il 2006
Gli incontri verranno per lungo tempo boicottati dalla Margherita che solleva la questione della Partecipanza, dove – secondo loro – i DS si sarebbero macchiati di scorrettezza nelle elezioni della magistratura. Questa “guerra” bloccherà gli incontri per un paio di mesi, tra la costernazione degli altri partiti. A novembre verranno fatti finalmente i nomi e le proposte dei candidati. Il PdCI chiede che il candidato sindaco sia un DS e su questa proposta ottiene l'appoggio di RC e di IdV. Le motivazioni di tale richiesta sono: 1) i DS sono il maggiore partito della coalizione, 2) nelle due precedenti tornate elettorali amministrative i DS hanno sempre finito per disperder il proprio elettorato; il PdCI ritiene che solo un forte candidato DS possa tenere unito il partito e di conseguenza la coalizione.
I DS fanno due nomi: Claudio Tassinari e Fausto Toselli. Prevarrà l'indicazione su Claudio Tassinari. La Margherita propone Marco Gallerani, i Verdi fanno la proposta di Adriano Orlandini. Questi rimangono i tre nomi sul tavolo, su cui si dovrà trovare un accordo conclusivo. Ci si dà la regola secondo la quale gli otto partiti che fanno parte dell'Unione dovranno accettare il candidato che avrà l'appoggio di almeno sei. A Natale ci sono gli incontri bilaterali, dai quali emerge con chiarezza il nome di Claudio Tassinari. Nessun partito appoggia la proposta Marco Gallerani, né la proposta Orlandini. Alla fine di gennaio e la prima metà di febbraio il coordinatore espresso dalla federazione provinciale dei DS che da sempre segue le trattative, si presenta insieme a Claudio Tassinari e comunica alla coalizione che questa candidatura viene “congelata” e successivamente il nome di Claudio Tassinari viene ritirato. E' chiaro che la manovra nasce da incontri a livello provinciale tra Margherita e DS, che già allora hanno una prospettiva di un futuro comune. Per gli altri partiti si tratta davvero di un colpo basso e irricevibile. Nel frattempo un sondaggio DS aveva chiarito che il più “gradito” dei tre candidati era Orlandini. Per tutti questi motivi – e siamo già alla fine di febbraio – PdCI, Rifondazione e IdV propongono il nome di Orlandini e – come per miracolo – i DS plaudono e accolgono la proposta, mentre la Margherita abbandona il tavolo. Ricordiamo infine che già da tempo la destra aveva pubblicizzato il suo candidato. con tanto di manifesti che legavano l'immagine di Tuzet allo slogan “trasparenza”. Soltanto il 22 marzo, in grave ritardo, avviene la presentazione pubblica del candidato Orlandini, e la Margherita decide di aderire.
Il 9 aprile 2006 elezioni politiche: mentre nel paese – seppure on difficoltà – vince l'Unione di Prodi, a Cento prevale il centrodestra.
Tra il maggio ed il giugno 2006 le elezioni amministrative: Orlandini è sconfitto e vince la destra di Tuzet. I risultati in percentuale tra elezioni politiche ed amministrative sono pressoché identici.
Il dato positivo è che l'Unione a livello locale è riuscita a raccogliere e a tenere unito il proprio elettorato – fatta eccezione per alcuni tentavi di voto disgiunto messi in atto da alcuni noti personaggi locali che verranno gratificati da Tuzet.
Sono eletti in consiglio comunale oltre ad Orlandini grazie al suo ruolo di candidato sindaco, Claudio Tassinari e Marcella Cariani per i DS; Carlotta Gaiani per Margherita e Catullo Nalin per il PdCI.
All'indomani della sconfitta viene deciso di mantenere in vita un coordinamento tra le forze dell'Unione e un coordinamento tra i consiglieri di opposizione; il PdCI propone che Orlandini ne sia il portavoce grazie al ruolo rappresentativo esercitato in campagna elettorale. Avrebbe ciò avuto il significato che l'Unione doveva continuare ad esistere.
La Margherita rifiuta perché teme di rinunciare alla propria visibilità.
Da questo momento si sfalda ogni giorno di più la collaborazione tra i consiglieri; DS e Margherita dimostrano sempre più apertamente di avere considerato l'Unione solo un cartello elettorale, di non pensare e di non intendere neanche costruire un progetto politico comune di prospettiva, ma ognuno finisce per ritagliare per sé un proprio spazio individuale.
. Chiaro che Orlandini, che non ha un partito alle spalle, deve improvvisare il proprio ruolo.
Tale processo di divisione culmina con la nascita del PD (ottobre 2007): le parole pronunciate il 19 gennaio 2008 da Walter Veltroni “noi andremo da soli” determinano il crollo dell'alleanza, l'abbandono di Mastella e la caduta del governo Prodi. Seguono le elezioni politiche vinte da Berlusconi. Per Orlandini è giunto il momento dipassare dazll'altra parte dichiarando che l'Italia sarà sempre più un paese di destra e sempre meno di sinistra.
14 settembre 2009
Elena Grimaldi coordinatrice “Unire la Sinistra”- Cento
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