Dibattito
a Cento - in
occasione della mostra fotografica Il
"Che" per immagini e parole
In
occasione del dibattito "Per far
vincere i Diritti contro i Privilegi - Dalle
lotte di Ernesto Che Guevara alle battaglie dei giovani di oggi per il lavoro
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| La candidata Paola LEGNANI |
Ha diretto la serata la segretaria della sezione Elena Grimaldi che ha brevemente presentato le candidate Paola Legnani, Lidia Cantori, e i candidati Catullo Nalin (consigliere provinciale), Albertino Gallerani, Enrico Miano, Jebali Mondher (cittadino italiano di origine straniera), Sauro Branchini, Antonio Lamberto Moccia (di RENAZZO), Massimo Resca (di CORPORENO).
Hanno
successivamente parlato Francesca Ricci e Zairo
Ferrante
Nel dibattito successivo è stato posto da molti il problema del risanamento di Cento: dopo 13 anni di devastazioni dei territorio, della vita civile centese, operata dalla Bregoli. se per risanare l'Italia dopo 5 anni di berlusconismo Prodi dovrà lavorare a lungo, quanto lunga e pesante sarà la ricostruzione per chi dovrà prendere in mano il governo della città dopo 13 anni di cementificazione e di violenza operata sul territorio da parte dei cosiddetti "civici", che oggi hanno gettato la maschera dell'apartiticità alleandosi con le destre (Forza Italia, UDC) e accogliendo il voto di un partito di estrema destra come la FIAMMA?
La candidata Paola LEGNANI ha posto questo tema: Berlusconi ha cambiato di fatto la prima parte della Costituzione, trasformando l'art. 1 da "l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro" in "L'Italia è una repubblica basata sull'evasione fiscale", i "Civici" hanno cambiato parallelamente - e prima di Berlusconi - lo Statuto di Cento togliendo ogni funzione alle Commissioni, svilendo il ruolo democratico dell'opposizione e delle minoranze, togliendo ogni spazio al dibattito politico.
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| Il candidato Jebali Mondher |
Il candidato JEBALI MONDHER ha mostrato il suo disappunto per le recenti note apparse sulla stampa locale ("Resto del Carlino" e "Centone") che erroneamente presentano i candidati del PdCI di origine straniera come "un paio di lavoratori extracomunitari". Non si sa se per malafede o per incontrollato pregiudizio, dapprima si ignora la verità - cioè che i candidati in questione sono CITTADINI ITALIANI e quindi non extracomunitari, e poi si usa un'espressione volutamente di distacco presentando gli stessi come "un paio di extracomunitari". Il giornale in questione non ha invece presentato i candidati locali con ì espressioni di questo tipo, indicando invece correttamente nome, cognome e qualifica degli vari partecipanti alla competizione politica. La giunta "civica" non ha fatto niente per corregger questi pregiudizi.
Ha concluso Monia Benini, segretaria della Federazione PdCI di Ferrara, invitando tutti i presenti ad un impegno di lotta - secondo l'esempio del "Che" - contro l'affarismo dei "civici" e per un governo ove le forze politiche abbiano un ruolo costruttivo, loro assegnato dalla Costituzione.
La mostra fotografica Il
"Che" per immagini e parole
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