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Impegno della sezione di Cento nella lotta contro le destre nazionali e locali

Analisi del voto e del ritorno delle destre al governo - assemblea di sezione - 23 aprile 2008

La sera del 23 aprile 2008 si è svolta l’assemblea degli iscritti PdCI della sezione di Cento-Alto Ferrarese per procedere all’analisi del risultato elettorale politico delle elezioni del 13-14 aprile. La relazione della segretaria Elena Grimaldi ha messo in evidenza da un lato la grave responsabilità di Veltroni e del PD il cui progetto si è sgretolato di fronte all’avanzata delle destre, in particolare della Lega e dall’altro lato la fallimentare esperienza dell’Arcobaleno il cui simbolo e il cui progetto non hanno trovato consensi elettorali. La nostra partecipazione al governo Prodi è stata letta in modo negativo: o per l’eccessivo “disturbo” o – dall’altra parte – perché incapace in incidere radicalmente nelle scelte di governo. Oggi si pone il problema del “Che fare”, di quali rapporti stabilire con le altre forze presenti a sinistra, in particolare SD e PRC, in vista dei congressi che si terranno in luglio 2008.

E’ seguito un partecipato dibattito che ha fatto emergere i punti nodali dell’attuale situazione politica: il problema della sicurezza ha rappresentato uno dei cavalli di battaglia durante la campagna elettorale della destra, che ha voluto indicare nella presenza massiccia di immigrati la causa prima di “invivibilità “ delle nostre città per il numero crescente di episodi di criminalità.  Ma la sicurezza può coincidere davvero con la presenza degli immigrati o è altra cosa? Di fatto la cultura che prevale è quella rappresentata dai massmedia e tutte le nostre proposte non sono riuscite a “fare breccia”. Certamente oggi la teoria e la pratica comunista è la più difficile, perché è difficile tenere insieme la difesa dei lavoratori, dei poveri, la giustizia, la lotta contro i privilegi, l’impegno per la pace e la difesa del la Costituzione antifascista.

La presenza nostra al governo non è stata vista come un segnale di cambiamento. Come sinistra siamo stati troppo buoni e troppo zitti, di fronte a una Confindustria che è un leone, che si mangia anche il PD.

La sinistra non ha gestito il tema “indulto”, che rientra nella visione collettiva dell’insicurezza. Poi il cuneo fiscale – altro elemento del governo Prodi  - non ha mai raggiunto come effetto i lavoratori. I lavoratori hanno trovato in busta paga a dicembre 70 euro in meno. La sinistra non ha preso una netta distanza dalla casta, il tema del “tesoretto” - che non è stato mai distribuito – si è risolto in un’arma contro il governo che pure con la lotta all’evasione l’aveva costituito. Berlusconi ha promesso alla responsabile della associazione donne marocchine, eletta in parlamento del Pdl, di dare il voto amministrativo entro due anni agli extracomunitari con 10 anni di residenza. Su questi temi le idee della sinistra non sono state nette e chiare.  

La società attuale è diversa, forgiata su misura dalla tv e da chi la dirige. L’immagine dei comunisti che mangiano i bambini ci è rimasta incollata addosso perché la comunicazione ha lavorato tranquillamente in questo senso.

C’è grande bisogno di democrazia. C’è molto da fare, e lo possono fare solo i comunisti perché lottano per la trasformazione della società nella direzione dello sviluppo armonico e della giustizia.

La maggior parte degli interventi ha espresso la convinzione che la federazione della sinistra debba riguardare Rifondazione Comunista, mentre Verdi e altre forze non paiono assimilabili al progetto di cambiamento di questa società. Per alcuni in tale progetto devono poter entrare anche i socialisti, comunque deve essere forte la difesa della laicità. Per la maggior parte degli intervenuti il simbolo della falce e martello è utile per la nostra identità. Per altri non importa il simbolo, l’importante è il contenuto che ci unisce.

Unanimi sono state, al termine dell’assemblea,  le considerazioni sull’impegno che il nostro partito deve continuare ad avere nella sua  battaglia contro le destre. A Cento la destra al governo da due anni ha già mostrato il suo volto di arroganza, di disprezzo delle istituzioni e della democrazia. A livello nazionale i rischi di involuzione sono ancora più gravi, ad iniziare dall’identità nella stessa persona di interessi personali-aziendali  e di ruolo politico di capo del governo, dalla espressa volontà delle destre di sradicare i principi costituzionali di democrazia e di assumere impegni di guerra – contro lo stesso articolo 11 della Costituzione.

 

 

 

 

........................aggiorn. 07.02.09.............................