Dopo il siluramento di Prodi ad opera dell'ala destra della coalizione dell'Unione, opera che ha assestato il colpo finale al franamento interno al centrosinistra iniziato con il proclama di Veltroni ("il Pd correrà da solo"), stiamo assistendo nei media ad un inizio di campagna elettorale gravemente penalizzante per chi non si riconosce nei partiti maggiori. Ospitiamo un interessante contributo sul tema.
È la domanda che ogni elettore, di Sinistra e non, si starà sicuramente ponendo. Perché Veltroni e Berlusconi non si vogliono confrontare in diretta televisiva? Perché invece Bertinotti si deve confrontare con Fini? Perché lo spazio concesso nei media a PD, PdL e soci è molto più ampio rispetto a quello concesso alla Sinistra, all’UDC e a Storace?
Personalmente ora quando guardo il TG1 mi scandalizzo ogni giorno di più. Su Veltroni e Berlusconi fior di approfondimenti e interviste, sugli altri 30 secondi o addirittura nulla. Un esempio: il 20 Febbraio la Sinistra Arcobaleno ha presentato il Programma Elettorale, il TG1 non ne ha minimamente parlato e non c’era scritto neanche su alcuni giornali (Carlino e Repubblica), ma su questo mi auguro di aver visto male io. Questo esempio che faccio rende evidente una cosa molto chiara: Veltroni e Berlusconi controllano l’informazione, e sperano di polarizzare su di loro il voto.
Facendo leva sull’anti-politica imperante e la volontà di semplificazione del sistema, PD e PdL sperano di arrivare a eliminare dal Parlamento le altre forze politiche, per generare un sistema bipartitico di tipo americano. Ma chi va dicendo che in questo modo la politica potrà riavvicinarsi ai cittadini, forse non sa che in America va a votare meno del 50% degli aventi diritto, e che in America i partiti sono in mano ai Big dell’economia e della finanza. In America non c’è partecipazione alla politica. E poi in America i due partiti presenti sono identici fra loro, non hanno differenze di programma, se non il fatto che i Democrats sono un pochino più progressisti e i Repubblicani sono un po’più conservatori. E in Italia con un sistema bipartitico rischia di accadere la stessa cosa.
Il rischio è che i due grandi partiti diventino sempre più simili, fino ad arrivare a divergere solo per il nome e poche altre cose. Le differenze programmatiche scomparirebbero quasi del tutto, e si delineerebbe una sorta di programma comune fra i due partiti. La conseguenza è la presenza in politica di un pensiero unico, che ha una scarsa opposizione e che viene propagandato da tutti i media, che sono gia oggi in mano ai due grandi partiti dominanti. Il pensiero unico si riesce gia a delinearlo analizzando l’azione politica dei due contendenti maggiori, e cioè il pensiero della crescita a tutti i costi, anche a costo di sacrificare i diritti dei lavoratori (Pietro Ichino ha dichiarato che l’articolo 18 si può rivedere). L’analisi di questa campagna elettorale mi porta poi a condividere l’analisi di Oliviero Diliberto. Si capisce fin da ora che ci sono scarse possibilità sul fatto che un partito conquisti la maggioranza assoluta del Parlamento. Se si aggiunge a questo la proposta di una campagna elettorale con toni moderati (proposito lodevole), viene fuori lo scenario inquietante del Governo di Larghe Intese tra PD e PdL.
Nel frangente politico attuale, conviene votare La Sinistra-l’Arcobaleno, per la difesa dei diritti di tutti e per il cambiamento, contro il pensiero unico della crescita a tutti i costi.
Giacomo Malaguti
.........................aggiorn. 07.02.09 .............................