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Dalla manifestazione di Roma del 20 ottobre l'impegno a lottare per i diritti dei più deboli.

 

Alla grande manifestazione per il lavoro del 20 ottobre 200'7 a Roma, di stimolo a Prodi e NON contro il governo di centrosinistra, hanno partecipato anche i comunisti di Cento. Promossa da Il Manifesto, Liberazione e Carta, non è stata tanto una manifestazione di partito, quanto una manifestazione di quegli strati sociali che vivono da  anni la precarietà sulla loro pelle.

Contro le tante forme di lavoro definite da Berlusconi con la legge 30, tutte mirate al restringimento dei diritti del lavoratore (in particolare tendenti ad evitare le norme previste dallo Statuto dei Lavoratori), abbiamo visto sfilare giovani e meno giovani, studenti, impiegati, pensionati, famiglie, provenienti da tutte le Regioni d'Italia. Ma a simbolo della precarietà può essere indicato il lavoratore nero che sul camion chiedeva il diritto di voto. Su questo punto il programma di Prodi è in forte ritardo.

Qui nella "patria del diritto" dove duemila anni fa si è stabilito che la colpa, il crimine, il reato può essere attribuito esclusivamente all'individuo singolo e non ad un gruppo o a una collettività, qui si sfrutta ipocritamente oggi un episodio di violenza di genere commessa da uno straniero contro una donna italiana per scatenare la caccia al rom, allo zingaro, al romeno, all'extracomunitario.

Il "pacchetto sicurezza" varato dal governo non deve essere usato per colpire gruppi sociali, ma solo per individuare i colpevoli di singoli reati.

Ecco la risposta - che noi condividiamo - all'uscita pubblica del leader del PD e sindaco di Roma Veltroni che attaccava in modo generalizzato i Romeni.

Signor sindaco Veltroni ,
lei è noto per essere un uomo di grande sensibilità tanto che, se non fossero interventi nuovi impegni, al termine del mandato sindacale lei si sarebbe recato in Africa per soccorrere quelle popolazioni costrette a vivere in condizioni di estrema miseria. Ebbene, signor sindaco, la sorte vuole che per soccorrere chi è in condizioni di indigenza estrema non ha bisogno di recarsi in Africa e può farlo subito, qui, nella città di cui è primo cittadino e proprio in virtù dei suoi poteri di sindaco. Soccorra chi in questa città dorme sotto i ponti, in luride baracche, perché senza casa e senza lavoro. Non li scacci. Neppure se sono rumeni. Non faccia abbattere le loro baracche senza dar loro un rifugio minimamente dignitoso. E, come si dice, un sostegno al reddito.

E lì dove, come con rara e esemplare rapidità è avvenuto a Tor di Quinto, le baracche sono già state sbaraccate, intervenga con pari efficienza per risolvere il problema di alloggio di questi “senza baracca”. Cosa risolve mandandoli nei paesi di origine da dove sono fuggiti perché lì hanno ancora minori possibilità di sopravvivenza? Pensa di garantire in tal modo la sicurezza di noi cittadini italiani? Ma perché la nostra sicurezza dovrebbe valere più della loro sopravvivenza? E non sa che comunque torneranno, perché non hanno alternative? Provi invece a garantire loro la più basilare delle sicurezze, quella di poter metter insieme il pranzo con la cena e solo dopo intervenga per contingentare i flussi migratori.

Vedrà che così garantirà un buon livello di sicurezza anche a noi, perché quando la povertà scade in miseria, questa prima o poi sfocia nel degrado o nell’abbrutimento. E’ allora che la sicurezza è in pericolo per tutti. Non si curi di Fini. Lo so anch’io che si dice voglia concorrere alle elezioni a sindaco. Ma non è inseguendolo sul suo terreno, dove non lo si raggiungerà mai, che lo si batte; ma perseguendo il disegno alternativo di una città sicura perché solidale e equa.

So bene, signor sindaco, che lei non è mai stato comunista. Ma io lo sono stato anche se non sono stato mai iscritto al PCI. E non mi sono pentito. Per questo le indirizzo la presente lettera anche se ritengo improbabile che la prenda in considerazione. Con flebile speranza.


Nino Lisi, Roma

[da Il Manifesto, 3 novembre 2007, pag. delle lettere]


 

 .........................aggiorn. 06.01.08 .............................