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CON PRODI

CON l'UNIONE

 

Il giorno della caduta del governo Prodi per i voti mancanti in Senato ad opera anche di Rossi - eletto con il contributo di noi tutti e poi "dimesso" dal Partito per le sue ripetute minacce di votare contro il governo -- questo 21 febbraio 2007, è stato il giorno della vergogna. 

TUTTI NOI SIAMO CHIAMATI A LOTTARE PER GUADAGNARE LA FIDUCIA DEL POPOLO di CENTROSINISTRA.

Sintetizzando l'intervista di Diliberto al "Corriere" possiamo dire che alla caduta di Prodi hanno lavorato, ognuno per la sua parte i senatori a vita  Andreotti, Cossiga Pininfarina e i  "due scellerati "convinti di fare la rivoluzione e che rischiano ora di riconsegnare l’Italia a Berlusconi. Per questi due vi è l’aggravante.che si tratta di senatori eletti, che hanno un vincolo di lealtà con gli elettori. Non possono quindi in coscienza favorire il ritorno dei poteri forti come Confindustria, Vaticano, amministrazione Bush.  Fanno dichiarazioni di sinistra, ma nei comportamenti non lo sono. Nei fatti hanno fato il gioco delle destre.

Dice DILIBERTO «Io ho cacciato Rossi dall’estate passata perché i Comunisti italiani hanno sempre votato a favore del governo compattamente. Quando lo candidammo, Rossi non era così»

La sinistra dello schieramento è compatta con Prodi. E lo sarà in futuro

«Le divisioni nel Partito, in questo momento, sono l’ultimo aspetto da accentuare. Il comune obiettivo è salvare la maggioranza e non fare alcun regalo alla destra.

 Il nostro elettorato è composto anche da chi sta appunto in piazza, come a  Vicenza, e non dobbiamo lasciarlo solo. In fondo è lo stesso discorso del Capo dello Stato… a Vicenza c’è stata una manifestazione pacifica perché c’erano gli elettori del centrosinistra e magari sì, anche gli estremisti. Ma non solo loro. Perché c’eravamo noi. Infatti è andata benissimo.

DILIBERTO: Sono stato l’unico segretario al di fuori dell’Ulivo a non candidarmi alle primarie proprio per sostenere Romano Prodi»

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