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La lettera che segue con i due allegati sono i documenti fatti pervenire a Oliviero Diliberto in occasione della sua venuta a Ferrara nel febbraio 2007 a fronte della richiesta da parte della nostra segreteria provinciale di segnalare la situazione anomala che si è venuta a creare nel nostro Comune.

 

A Oliviero Diliberto,

 aggiungo poche considerazioni alle schede allegate che credo sufficienti a chiarire l’enorme e davvero incomprensibile per certi versi contraddizione tra la realtà che Cento presenta, quale territorio ricco di attività sia economiche (una forte industria metalmeccanica) che culturali (presenza di scuole di ogni ordine e grado) da una parte, e dall’altra un’Amministrazione da pochi mesi eletta – democraticamente! – dai connotati dichiaratamente di destra. Eletta proprio mentre l’intero paese si volgeva a sinistra, al centro-sinistra di Prodi, alla ricerca del tanto necessario rinnovamento per il Paese e per una nuova qualità della vita democratica.

Storicamente il comune di Cento si è sempre presentato come zona moderata in una regione, l’Emilia Romagna, e in zona di confine tra tre province (Ferrara-Modena-Bologna) decisamente tinte di rosso; condotto per mano da una classe dirigente che ha saputo sì dare vita a una forte industria, ma che è sempre stata fortemente legata a convinzioni di conservazione e di difesa del proprio poter decisionale; totalmente autoreferenziale nell’istituire attività sia scolastiche che economiche, a sostegno di sé.

Dopo un periodo di amministrazione di sinistra (sindaco socialista e  vicesindaco PCI) dal ’78 al ’93 (anno di “mani pulite” con conseguente crisi della politica e dei partiti) a Cento nasce la giunta “civica” Fava-Bregoli, che alla parola d’ordine “noi non facciamo politica”, “noi curiamo le cose concrete” riesce ad esser confermata per ben tre legislature dal ’93 al 2006. Si è trattato in realtà di un’amministrazione tutta concentrata a difendere  i poteri forti che intanto si stavano orientando a distogliere gradualmente le proprie energie dall’attività imprenditoriale alla speculazione edilizia: sono stati questi gli anni di un progressivo saccheggio del territorio, di un ambiente sempre più degradato e dello stesso assetto urbanistico in molti casi gravemente compromesso. La crisi è tale che le stesse tanto millantate aspirazioni culturali dei signori dell’edilizia evaporano in modo progressivo. E’ il trionfo di una concezioni della vita basata sull’interesse privato e sul consumo individuale.

E la sinistra? L’opposizione fin dall’inizio è debole e in continuo arretramento; nel ’97 i consiglieri di opposizione sono 5; nel 2001 sono 3. Sempre divisi; i DS per lo più defilati, alla ricerca di un proprio spazio all’ombra dei “civici”, che amano definire “il male minore”; in sintesi non riescono a fornire indicazioni di fondo tali da proporre un possibile recupero di immagine della città. In altre parole, non esiste una cultura alternativa di governo.

Oggi i tre consiglieri DS e Margherita si presentano come Ulivo in attesa di trasformarsi in Partito Democratico.

Le ultime elezioni ci hanno visto impegnati in un intenso lavoro rivolto da una parte alla costruzione dell’unione (superare le antiche divisioni tra DS e Margherita; riuscire ad imporre un candidato credibile per la realtà moderata di Cento: Orlandini), dall’altra a trovare il giusto tono e le giuste proposte per i nostri elettori. Esiste un elettorato di sinistra a Cento? Noi abbiamo sempre sostenuto di si. Siamo stati premiati.

Anche se sconfitti, i consiglieri dell’opposizione (Unione) passano da 3 a 5: un’inversione di tendenza significativa. Il candidato Orlandini è riuscito a raccogliere l’intero elettorato del centro-sinistra, noi consideriamo questo un grosso risutlato.

Il nostro partito che alle politiche di aprile si è collocato al 2,4%, alle amministrative di maggio ha conseguito il folgorante risultato del 6,63% conquistando un consigliere, Catullo Nalin.

Del resto sempre alle amministrative abbiamo riportato risultati davvero significativi: nel 2004 abbiamo raggiunto nella circoscrizione di Cento il 5,17% eleggendo un nostro consigliere provinciale, Catullo Nalin; alle regionali del 2005 il 4,18%.

Conclusione: La citazione più amata dal locale segretario dei DS Claudio Tassinari si rifà ad un passo di un’opera ahimè famosa dove un certo cardinale dice “Chi vuole fare i propri comodi vada a Cento!…” a sottolineare il fatto che il nostro è un territorio dove non si possono stabilire regole, dove ognuno può spadroneggiare a dispetto di tutto. Dove perciò non può esserci democrazia e rispetto dei diritti. Il nostro lavoro ci dice che non è così: molti ci hanno salutato e guardato con entusiasmo. Intendiamo a continuare a lavorare in questa direzioni.

 Cento, 31 gennaio 2007

                                          Elena Grimaldi

 segretaria sezione PdCI Cento-Alto Ferrarese

 

allegati: 

  

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