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Chiediamo garanzie per la città di Cento

 - comunicato della segreteria della sezione PdCI di Cento

La magistratura deve fare il suo corso e nessuno è colpevole fino a prova contraria: il garantismo è d'obbligo in situazioni quale quella che si è venuta a delineare tra consiglio e giunta comunale di Cento in questi mesi, ma il PdCI non può né vuole dimenticare che esiste una questione morale e che la credibilità della politica riveste un ruolo mai come oggi centrale nella coscienza democratica di ciascuno: il palazzo deve essere trasparente e le informazioni devono essere date nelle sedi opportune e in tempo reale.

Per questi motivi ci attendevamo ben altre dichiarazioni da questo sindaco, che considera nemici coloro che esprimono opinioni diverse dalle sue e che non ha risparmiato accuse, insinuazioni e denunce di ogni genere a chi in passato ha amministrato il comune; un sindaco che ora non solo non arretra di un millimetro dalle proprie posizioni, ma addirittura intende avvalersi di querele per tacitare chi ha sollevato e aperto un dibattito su una situazione ormai da lungo tempo irta di difficoltà, disagio e malessere.

Mai a Cento si erano verificate situazioni simili – mai l'arroganza aveva assunto toni così sostenuti. La risposta della giunta e della maggioranza è chiara: tutti in sintonia con Tuzet – tre consiglieri in più in AN (il suo partito) sotto l'occhio vigile del senatore che si fa garante nel tutelare e regolamentare. Meno fumo e clamore anticomunista, più ordine e disciplina: le elezioni incalzano.

Il PDCI intende innanzitutto esprimer a Carlotta Gaiani non solo la più forte e profonda solidarietà per l'azione intrapresa (immaginiamo con quanta fatica e tra quali difficoltà) ; condivisione e apprezzamento sull'analisi accurata esposta in Consiglio in riferimento agli avvenimenti di questi ultimi mesi, i cui protagonisti sono Tuzet e due consiglieri di cui uno, incredibili!, non si sa ancora il nome; ma anche apprezzamento per la sua decisione di dimettersi dall'incarico istituzionale di vicepresidente del Consiglio che ricopriva.

Son nel loro insieme avvenimenti significativi: si sta aprendo una nuova stagione politica nel nostro comune dai contorni netti, che richiederà un lavoro assai impegnativo per noi e per chi vorrà sostenerci. Il garantismo non può procedere ad una sola direzione; chiediamo infatti nel contempo garanzie non solo per coloro che siedono sui banchi dell'opposizione e che spesso sono minacciati e insultati senza alcun rispetto per l'istituzione stessa che rappresentano, ma per l'intera nostra città che manca della necessaria informazione sulle decisioni che questa Amministrazione sta prendendo. Mentre infatti è in fase di conclusione la parte preliminare di studio del Piano Strutturale, per cui quest'anno per obbligo di legge anche il Consiglio comunale dovrà deliberare sul futuro urbanistico della città, dall'altra è già partito in modo fulmineo ad opera della giunta – senza passare per il Consiglio - un progetto (affidato all'ACER tramite “convenzione” pluriennle) che oggettivamente stravolgerà il volto di Cento con la messa sul mercato di gran parte degli immobili comunali (edilizia pubblica, percorso vita, velodromo, scuole elementari del centro storico).


I cittadini devono essere messi al corrente di tali iniziative, prese con delibera di giunta alla vigilia di Natale – nel pieno del marasma determinato dagli avvisi di garanzia e da due perquisizioni negli uffici comunali operati dalla Polizia Giudiziaria - che vedranno nel giro di 6 mesi (quindi entro il prossimo luglio) la progettazione preliminare di 4 macro-interventi urbanistici confezionati come “pacchetti” per i quali attuare anche test di appetibilità per l'intervento dei privati (market testing), pacchetti da affidare successivamente ai privati.

Cento 17 gennaio 2009

Segreteria PdCI di Cento

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