Cinema gestiti dalla "Welman Grimaldi srl". La primitiva gestione risale al primo dopoguerra, ad opera di Aristide Grimaldi.
Cinema Odeon: sorge in via Campagnoli ove in precedenza - nel 1651 - era il "Teatro del Sole" (44 palchi e 122 posti in platea), passato in proprietà nel 1795 del senatore Samperi, che nel 1798 lo vendette al marchese Majocchi; poi acquisito dal Comune nel 1831 per mille scudi: nel '34 vi fu rappresentato "L'elisir d'amore", nel 45 "Lucia di Lammermoon”, l'anno dopo l'"Ernani". Nel 1874 sull'area del vecchio teatro l'ing. Giordani progetta il "Teatro Sociale", inaugurato nel novembre dello stesso anno con "La sonnambula" di Bellini (VANCINI s.d. Ma 1985, 118)
Nel primo novecento ospitò assemblee del PSI, fu residenza della Società ginnastica, e dal '14 alloggiamento delle truppe. Nel primo dopoguerra fu dapprima affittato (delibera del 23 marzo 1919), poi venduto (7 marzo 1920, per lire 82 mila) dal Comune ad Aristide Grimaldi che lo restaurò ed abbellì aprendolo il 29 maggio come primo cinema con proiezione fissa a Cento. Il 10 marzo 1925 vi si tenne una proiezione che illustrava - unitamente ad una conferenza di Luigi Guglielminotti - la teoria della relatività di Einstein, il 5 marzo 1931 viene proiettato il film sulla trasvolata atlantica d i Balbo, illustrato da Livio Levi. Nel 1934 e negli anni seguenti vi si distribuisce la "befana fascista" [PIRANI 1998, 215 e 217, 238,351, 377, 507]. Dal 1937 fino al '45 si chiamò "cinema Impero".
(sintesi tratta dal blog www.indezent.it).
La storia del cinema a Cento inizia il 12 Agosto 1885 quando nelle campagne del Poggetto nasce da Alessandro e da Rosa, Aristide Grimaldi, unico maschio di una famiglia di sei figli. Nel 1906 si sposa, non senza avere incontrato una serie di opposizioni e l'anno successivo, con l'appoggio della sua Giuseppina inizia la grande avventura del cinema.
1907 Al suo inizio un cinema senza sede fissa con una carovana al seguito in grado di provvedere ad ogni evenienza, compresa la produzione di energia elettrica tramite motore a scoppio.
Nel 1915 la guerra impone una pausa ai suoi pellegrinaggi e nel 1917 grande decisione: trasferimento definitivo a Cento in via Donati ove già abitavano i suoi genitori. E' un'occasione perché il Dott. Mazzi, Direttore della Cassa di Risparmio di Cento, gli consente tramite un prestito rimborsabile a rate di acquistare il "TeatroSociale" di via Campagnoli .
1920 apertura con una serie di spettacoli e divertimenti secondo il seguente orario: domenica ore 14-18 ballo con organo ad uso orchestra a 25 centesimi la coppia per ogni danza; dopocena: cinema.
Il cinema centese aveva già debuttato qualche anno prima nella "Sala Margherita" quella che nel 1927 si sarebbe trasformata nell'attuale Caffè Italia; Grimaldi non è ancora tranquillo e tanto meno deciso a fermarsi; affitta per nove anni il locale di Cento appena acquistato e proietta i suoi film a Imola, Budrio, S. Giovanni in Persiceto, Decima.
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1938: cinema "Impero" - parte nord su via Campagnoli; a dx l'interno (completamente rifatto negli anni '60) |
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1936 Aristide Grimaldi si riprende l'ex Teatro Sociale, divenuto nel frattempo"Cinema-Varietà". e successivamente "Impero" che subisce una radicale ristrutturazione e comincia a dare risultati più che soddisfacenti, tanto da consentire l'acquisto di una Fiat Balilla con i soli incassi del film "Il Conte di Montecristo".
La guerra non interrompe le programmazioni ma è nel dopoguerra che esplode la febbre del cinema e del ballo, forse come reazione agli anni bui in cui, per evitare pericoli la gente se ne stava ben sigillata in casa.
Alla
fine degli anni quaranta, la vastissima area Grimaldi di Via
Campagnoli si trasforma in un grande cantiere; l'immenso cortile
sembra fatto apposta per installarvi un dancing estivo; rinasce così
l' elegante '"Paradiso delle Fanciulle" rallegrato dalle
Orchestre "Stella Bianca" e "Gli Aquilotti'; nel 1948
questo locale si trasforma in cinema all'aperto estivo.
1958:
cinema Astra estivo 2400 mq in platea, 740 in galleria
Nel frattempo "L'Impero", dopo l'ennesima ristrutturazione si trasforma in "Odeon" e si da inizio alla costruzione del grande capannone, utilizzato in un primo momento come dancing invernale e salone banchetti e divenuto successivamente la grande sala cinematografica di 1.000 posti che conosciamo come "Astra ".
Dopo alterne vicende i locali Grimaldi vengono affittati a diversi imprenditori o gestiti direttamente da Welman che succede al padre e alterna la sua attività dedicandosi al cinema ed al calcio (come portiere si era meritato l'appellativo di "gatto volante").
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la facciata nord dell'Odeon (a sin.) riprende l'andamento per linee orizzontali che caratterizza il Teatro Comunale, costruito dallo stesso ing. Giordani un decennio prima. |
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Il 22 aprile 1945, durante le ultime convulse fasi della liberazione di Cento, una cannonata probabilmente tedesca colpisce alle 14 la casa Grimaldi e il cortile adiacente all'Odeon (VANCINI s.d. ma 1985, 101).
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1948 ca: il "Paradiso delle fanciulle" pista da ballo allestita sull'area dell'Astra estivo - sullo sfondo il lato sud del cinema-teatro Odeon |
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VANCINI s.d. Guido Vancini, Frammenti di storia centese, BO:Calderini s.d. ma 1985
PIRANI 1998 Leonida Pirani, Diario di Cento 1902-1939, Cento:CdR, 1998
......................aggiorn.06.05.10
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