In Castello a Ferrara,
65 anni dopo gli avvenimenti che "lanciarono" - su
ispirazione del segretario del Partito Fascista
Repubblicano Pavolini - il modello repressivo nazista
già applicato da tempo in Russia, vale a dire
per uno dei nostri 10
dei loro", il gruppo consiliare provinciale
dei Comunisti Italiani, unitamente al gruppo consiliare
centese "Comunisti Italiani-per la Sinistra l '
Arcobaleno" propone un dibattito sullo stato della
ricerca relativamente all ' uccisione - il 13 novembre
1943 - del federale di Ferrara Ghisellini, seguita il 15
novembre dalla fucilazione di 11 cittadini ferraresi
inermi.
Il tema viene posto nell
' ottica delle varie strumentalizzazioni che
storicamente sono state attuate a partire dalla morte
del federale. La principale di tali operazioni
"politiche" fu quella decisa il giorno successivo alla
morte del federale, al congresso fascista di Verona,
vale a dire l ' operazione pianificata diretta da
Pavolini, che impose la "rappresaglia
10 a 1". Tale operazione assunse il termine
di "ferrarizzare"
- lanciato dai fascisti bolognesi e ripreso nell '
Italia occupata dai nazisti.
La strumentalizzazione
continua ancora oggi: l ' amministrazione Comunale di
Cento era pronta a dedicare una via al federale
fascista, in base a una delibera passata in Consiglio
comunale. Solo la pronta reazione di alcuni cittadini e
il successivo intervento di "autorevoli" personalità
dell ' area di governo hanno portato al "congelamento"
della delibera. Successivamente, con un atto di
resipiscenza, il consiglio comunale ha votato la
delibera, proposta dal gruppo PdCI-per la Sinistra l '
Arcobaleno, di annullamento delle precedenti
decisioni"revisionistiche".
Il dibattito sarà
introdotto dalla storica Antonella Guarnieri
autrice del saggio più approfondito sul tema Ghisellini
- che presenterà tre testimoni dell ' epoca: l ' avocato
Giorgio Franceschini
già membro del CLN ferrarese, l ' avocato Ugo
Veronesi, che
- fermato a fine 1943 dai fascisti - ha avuto un
insolito incontro con la camicia nera Carlo Govoni
mandato a morire dai suoi camerati perché sosteneva che
Ghisellini era rimasto vittima di una faida interna al
PFR, ed Ezio
Antonioni - vicepresidente dell ' ANPI di
Bologna -, che nel marzo 1944 ha operato nella
resistenza veneta insieme a Rino Gruppioni
(recentemente scomparso), il "partigiano S" indicato -
secondo la versione partigiana - come l ' autore dell '
attentato a Ghisellini. I partecipanti all ' incontro
avranno la possibilità di conoscere - attraverso un
opuscolo che verrà distribuito - la documentazione
raccolta sul tema Ghisellini da Catullo Nalin
consigliere comunale di Cento dei Comunisti Italiani-per
la Sinistra l ' Arcobaleno che in questi due anni si è
dovuto impegnare per evitare che la deriva
revisionistica portasse alla "rivalutazione"
toponomastica del federale di origine centese.
.........................aggiorn.
04.11.08.............................