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Sindaci e podestà nel periodo fascista:
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Nel settembre '19, in risposta all'appello di Mussolini direttore del "Popolo d'Italia" qualche centinaio di sottoscrittori raccoglie "parecchie migliaia di lire" a sostegno dell'impresa eversiva di D'Annunzio che aveva occupato Fiume (PIRANI 1998, 221). Un altro momento di aggregazione delle destre fu rappresentato dalla reazione al decreto comunale del novembre '19 che proclamava festività il 7 novembre - data della rivoluzione russa. In tale occasione ex combattenti e socialisti dissidenti fecero affiggere un manifesto di attacco alla giunta e di difesa della festività del 4 novembre appena decretata dal governo a celebrazione della vittoria nella grande guerra (PIRANI 1998,224).
1921
Al conrresso di fonazione del PdCI a LIvorno - gennaio 1921 - partecipa anche il poggese Arturo Vignocchi, uno dei fondatori del Partito a Ferrara [ANPI POGGIORENATICO s.d., 15]. Il 27 febbraio 1921, durante la lotta per i patti agrari, un piccolo proprietario di Buonacompra, Napoleone Lenzi, padre di un fascista, fu ferito a morte da una pugnalata del bracciante Agostino Vitali (subito arrestato, condannato a 20 anni). La sera stessa i fascisti di Cento-Bondeno-Ferrara distrussero la sede della lega dei braccianti, facendo un falò in piazza di mobili, libri, registri, bandiere rosse e quadri di Lenin. Il 7 marzo '21 i fascisti di Bologna in spedizione punitiva a Pieve uccisero una donna, Angela Toni (furono incriminati Giuseppe Bianconi di Pieve e Vittorio Giorgi di Cento, assolti dalla corte d'assise di Ferrara il 26 aprile 1922), e quindi si diressero a Cento con l'intenzione di distruggere la Camera del Lavoro - azione non riuscita per l'intervento del sottoprefetto Pellicani (PIRANI 1998, 255 e 257). Nella primavera del 1921 (8 aprile, sede nell'ex chiesa di S. Lorenzo) nasce - su input ferrarese del manganellatore Italo Balbo - il fascio centese, formalmente per combattere i socialisti, ma in sostanza per far pagare ai braccianti il prezzo di aver preteso delle migliorie normative-economiche nel biennio precedente. Il 10 aprile 1921 i fascisti di Cento e Pieve dimostravano in piazza per celebrare la fondazione del fascio locale: al comizio parla il fascista Licinio Pedrini. Il 26 aprile la giunta socialista diretta dal sindaco Carpeggiani rassegna le dimissioni, con un manifesto nel quale dichiara che "il partito socialista è impossibilitato di partecipare all'attuale lotta politica ed il contegno del governo ha convinto me e i miei colleghi che non era più possibile rimanere al potere senza grave scapito della dignità del partito... " - .Il 4 maggio il prof. Livio Levi, per il fascio di Cento, commemora - insieme al dottor Baldi del PPI di Bologna - la morte di Napoleone Lenzi, inaugurando un cippo a Buonacompra (PIRANI 1998, 258). A Cento non si erano avuti episodi di violenza da parte delle leghe. L'unico episodio "antimilitarista" fu al contrario opera di un capo militare del fascio locale che aveva aggredito a schiaffi un appuntato dei Carabinieri che gli aveva contestato di scorrazzare pericolosamente con l'auto sotto i portici cittadini (Galeazzo Gamberini in Centoggi 1997, 4-aprile).
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Arnaldo Buttieri nei primi anni '20, con la moglie Lucia Grimaldi. Foto gentilmente concessa dalla figlia Ester. |
Subito dopo il successo del "blocco nazionale" alle elezioni politiche del maggio 1921, i fascisti centesi organizzano una manifestazione in piazza, il 18 maggio. Il 24 luglio 1921si inaugura il fascio di Renazzo, presenti Balbo e Livio Levi (PIRANI, 263 e 267). Al Teatro sociale [oggi cinema Odeon] il 24 luglio si riuniscono più di 300 tra mutilati, vedove di guerra dell'Alto Ferrarese. Il 28 agosto viene ucciso a Poggetto (Pieve) il nazionalista-popolare Luigi Vaccari di Cento, con un colpo di rivoltella. Del delitto furono accusati anche due centesi ("comunisti" secondo PIRANI): Ildo Accorsi e Carlo Roncaglia, assolti per insufficienza di prove dall'assise di Bologna il 23 novembre dell'anno seguente. I fascisti con a capo Dino Zanetti organizzano il lutto generale e la cerimonia funebre il 30 agosto (migliaia di presenze). Successivamente il "viale del proletariato" che da Porta Pieve andava verso Sud viene ribattezzato "Via Luigi Vaccari" (ID, 272).
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A fine anno (30 dicembre) Luigi Bagnolati, bracciante, vice segretario della federazione ferrarese del PCI (costituitasi il 6.2.1921 presso un'osteria in Borgo S.Luca a Ferrara) viene incaricato di seguire politicamente l'Alto Ferrarese (Cento e Corporeno). In tale incarico (allargato al lavoro sindacale per i lavoratori della terra) verrà confermato anche nella riunione del federale del 30.3.24 [BAGNOLATI 1976,44,73,92]
1922
Il 15 aprile una spedizione di
squadristi (circa 300 secondo la relazione dello stesso commissario
prefettizio fascista Raoul Caretti) provenienti in gran parte dal
bolognese occupò Poggio Renatico alla caccia di socialisti e
comunisti, " setto od otto" persone furono percosse [ANPI
POGGIORENATICO s.d., 15]. Il 28 ottobre 1922, in parallelo con
la "marcia su Roma" decisa da Balbo e Mussolini con
l'appoggio della Confindustria e delle destre, anche a Cento un
gruppo di fascisti armati comandati dall'ex tenente Ezio Cevolani di
Pieve (che si era già scontrato con i comunisti pievesi)
occupa il palazzo dell'orologio, disarma i poliziotti e costringe il
prefetto Michele Rinaldi ad assistere all'insediamento del
capo-fascio locale, Livio Levi, il quale emette ordini e - in piena
illegalità - affida a squadre di fascisti dirette dal tenente
Raoul Lugli (n.1898, trasferitosi a Milano nel '27) le funzioni di
pubblica sicurezza. Sono occupate anche le stazioni dei Carabinieri
di Renazzo e di Casumaro (PIRANI 1998, 295-296).
I fascisti si presentarono nel blocco-nazionale alle elezioni comunali e provinciali del 17 dicembre, occupando con Livio Levi in Provincia e in Comune, e con Igino Ghisellini ("combattente") Licinio Pedrini, Augusto Falzoni Gallerani in Comune, sia i seggi della maggioranza che quelli della minoranza, in quanto i socialisti erano stati costretti a non presentarsi (PIRANI 1998, 297 e 300n).
1923
A marzo si costituisce - come nel resto d'Italia - la Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale, che è presente anche nelle frazioni: grande parata il 21 aprile, e per l'occasione si celebra anche la "fusione " tra nazionalisti e fascisti. A giugno si fanno sfilare tutti gli studenti dalle elementari in su davanti al sindaco Levi. Altra sfilata a luglio per l'arrivo del "generalissimo della Milizia" Italo Balbo.
Le violenze fasciste continuano. Diversi socialisti di Cento, tra i quali Ugo Benazzi, Davide Venturi, Zecchi, "colpevoli" di avere aderito ad una sottoscrizione fatta sull'"Avanti!" vengono "interrogati" nella sede del fascio (la casa Mugnani in corso Guercino) e - al momento del rilascio - ingiuriati e bastonati (PIRANI 1998, 310). La sera del 23 luglio 1923 Giorgio Molinari e Vittore Casoni, residenti a Casumaro, inquadrati nelle squadre di Italo Balbo, uccisero con manganelli "animati" cioè appesantiti con pallini di piombo, l'arciprete di Argenta don Giovanni Minzoni, aggredito alle spalle, e ferirono il suo giovane collaboratore Bondanelli (Giorgio Gandini in La Nuova Ferrara 28 marzo 2004). Nel luglio del '25 (corte di assise di Ferrara) i suddetti fascisti,difesi dall'onorevole fascista Alberto Verdi di Cento, furono assolti (con loro fu assolto anche il tenente della milizia fascista Agostino Guaraldi di Casumaro) (PIRANI 1998, 353-4).
Pochi mesi dopo il parroco di Corpo Reno don Paolino Pallotti (Bo 1908-1981) viene fatto oggetto di continue prevaricazioni da parte di pochi ma violenti squadristi del paese, facenti parte della MVSN. Il parroco viene minacciato e tenuto "sotto controllo" almeno fino al 1941 (Galeazzo Gamberini in Centoggi 1997, 4-aprile).
1924
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In seguito alla legge maggioritaria Acerbo 18.11.1923 (collegio unico nazionale, 2/3 dei seggi alla lista che abbia conseguito il 25% dei voti) voluta da Mussolini per tagliare fuori le minoranze, a Cento - nonostante il controllo ravvicinato del voto organizzato dai fascisti con manganello e camicia nera - vi furono 549 persone che ebbero il coraggio di non votare per la lista "nazionale" (fascista-liberale):
Andò in Parlamento il fascista centese Alberto Verdi Il 24 maggio il Consiglio Comunale approva all'unanimità la delibera che conferisce a Benito Mussolini la cittadinanza onoraria di Cento. |
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aprile 1924 il voto per la lista fascio-nazionalista propagandato come un dovere - manifesto affisso all'esterno del Municipio di Finale Emilia [da: Finale Emilia 1996] |
1925
Il 18 maggio un gruppo di fascisti aggrediva a Casumaro il figlio del socialista Luigi Balboni, il quale ultimo (poi condannato a sei anni per omicidio preterintenzionale per aver agito in stato di legittima difesa), era intervenuto ed aveva ferito gravemente con un colpo di fucile il fascista Agostino Ferioli, morto all'ospedale il mattino successivo. La sera stessa un altro casumarese, Guerrino Ghisellini, senza qualificazione politica, veniva ucciso con una revolverata. Su ordine di Italo Balbo, le squadre fasciste distruggono la casa dei Balboni e percorrono tutta la provincia precedendo ad incendi, devastazioni e bastonature di comunisti, socialisti e cattolici popolari. Guerrino Ghisellini venne poi considerato un"martire fascista" (PIRANI 1998, 361n). Il 5 novembre i fascisti centesi manifestano in piazza per "festeggiare" il fallito attentato a Mussolini ad opera dell'onorevole socialista Zaniboni, arrestato.
1926
Luigi Bagnolati partecipa in posizione dirigente al III congresso del PCI 20-25 gennaio) a Lione che vede prevalere le tsi di Gramsci (90% dei voti) rispetto a quelle settarie di Bordiga (9,2%). Bagnolati eletto nel Comitato Centrale.
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1927
Contestualmente alle dimissioni da sindaco di Livio Levi, Verdi assume anche la carica di commissario straordinario del fascio centese. Segretario politico il centurione della Milizia Max Mugnani (1897-1977, seguace di Italo Balbo), che si dimette in novembre, sostituito dal console della Milizia commissario Alessandro Torri, il quale dichiara in un manifesto che prenderà "misure pronte e definitive contro i riottosi" (PIRANI 1998, 387 e 389).
Nel '29 è segretario politico del fascio di Cento l'avv. Vittorio Angelini. Il 24 marzo il podestà Falzoni Gallerani e le autorità fasciste inquadrano in piazza gli elettori centesi, e poi in massa li conducono alle sezioni di voto: si vota SI o NO in relazione al nuovo regime fascista (legge 12 maggio 1928): è chiaro che su 4092 votanti, i No furono solo 37 (PIRANI 1998, 405n). Nel 1934 si torna a votare a favore o contro il regime fascista: questa volta i contrari sono 3 su 4618 votanti (costituenti il 98,97% degli elettori) (PIRANI 1998, 515). Segue come segretario Aldo Cantori, sostituito nel luglio 1937 fino al 1942 dal rag. Giuseppe Cavana (1908-94).
Nel febbraio 1942 Giuseppe Cavana cessa da segretario politico del fascio centese, sostituito da Dino Zanetti fino al dicembre 1943 (data in cui quest'ultimo fu condannato a cinque anni di reclusione dal tribunale speciale repubblichino) [PIRANI 1998, 197n].
Cento sotto il dominio nazista
Con la costituzione della Repubblica di Salò sotto controllo di Hitler, il palazzo Vescovile - sede del Collegio Maschile - fu usato dalla GNR (le milizie fasciste organizzate da Mussolini nell'ottobre '43) e subì anche un bombardamento con 1 morto e feriti. Nell'aprile '45 don Zanandrea (di origine vicentina, m.1980) che dirigeva il Collegio riportò a Cento i resti di un giovane fascista centese fucilato dai partigiani in Veneto (Famè Zenteisa 2004,62-apr.).
1944
Operazioni di rastrellamento e di caccia ai "renitenti alla leva" ebbero esiti drammatici anche a Cento. Per esempio, su indicazione di un Fallavena di Cento furono presi nella primavera 1944 ad Alberone i giovani Bisi e Salvi successivamente uccisi a Ferrara. La notte tra l'11 e il 12 agosto '44 qualche decina di repubblichini centesi, accompagnati da un tedesco, eseguirono una spedizione a S. Giovanni in Persiceto (frazione Amola) dove - non trovando il vice comandante della 63ma brigata partigiana Adelfo Maccaferri ("Brunello"), classe 1918, prelevarono i genitori e il fratello Gildo e su un camioncino scoperto li condussero nella scorreria a Crevalcore (dove eseguirono incendi e finte fucilazioni) in mattinata e poi li rinchiusero a Cento nella caserma a fianco della Rocca, dove furono interrogati e poi rinchiusi nella Rocca con altri prigionieri. Furono rilasciati il 16 agosto; "Brunello", che all'epoca era riuscito a sottrarsi alla cattura, fu catturato dai nazifascisti il 15 marzo '45, torturato dai tedeschi a Castel Campeggi , poi rinchiuso nella carceri di S. Giovanni in Persiceto: di lui non si è saputo più nulla (medaglia d'argento alla memoria). (Mario Gandini, Fascismo e antifascismo, guerra, resistenza e dopoguerra nel Persicetano, a cura di M.G., S.G.P, 1995 396,495-98).
Il 4 aprile 1944 compaiono a Cento dei manifestini che incitano i docenti a non prestare giuramento alla RSI [QUARZI-TROMBONI 1980, 38]
Nella relazione del 24 maggio 1944 al ministero dell'interno del capo della provincia di Ferrara Vezzalini, si accenna anche ad un "segno di agitazione antifascista" a Cento, in riferimento ad un episodio accaduto il 29 marzo: tre persone giunte in macchina, dopo aver chiesto notizie sulla GNR della città, operano un "tentativo di veneficio di un ragazzo" [GUARNIERI.D 2007,64].
giugno? 1944: compaiono anche a Cento manifesti che invitano a non mietere [QUARZI-TROMBONI 1980, 78]
Il 29 luglio 1944 al Penzale cinque "banditi armati e in divisa germanica ... si impossessano di un suino" [QUARZI-TROMBONI 1980, 45]
Il 29 settembre il commissario prefettizio A. Balboni emette un avviso che denuncia la comparsa di scritte che "tendono a minare l'unione...della nostra comunità" [QUARZI-TROMBONI 1980, 61]
Nell'ottobre si costituisce a Cento un CLN, sotto la guida di Dino Benatti, che contatta il professore del liceo Domenico Conserva. Al CLN facevano riferimento anche 5 giovani della GNR, che vennero individuati: si procedette a 19 arresti di giovani inviati in Germania, mentre altri 11 individuati si resero latitanti [relazione dell'ottobre '44 a firma del comandante della 5a compagnia GNR tenente colonnello G.Ravaglioli, il quale sostiene che il CLN "agì da freno ed impedì la progettata aggressione al tenente Bellintani e a Renato Cagnoli"] [QUARZI-TROMBONI 1980, 62-63]
1944 dicembre 18: nel rapporto della GNR in pari data Il centese viene individuato come "sede di un numero non ancora precisato di GAP"[QUARZI-TROMBONI 1980, 65]
Il 10 ottobre 1944 Innocenzo Masetti comandante del distaccamento GNR di Cento della Brigata Nera "Ghisellini" invia al capo della provincia i nominativi di 64 centesi renitenti da mandare in modo coatto in Germania [QUARZI-TROMBONI 1980, 23]
Nell'autunno 1944 e nella primavera 1945 le Brigate Nere con sede a Cento compirono varie spedizioni e rappresaglie nel modenese e bolognese. Anche nell'Argentano operarono "specialisti" che provenivano da Cento. Per esempio, il gruppo di brigatisti neri costituitosi ad Argenta (una ventina) aveva come comandante un ufficiale proveniente da Cento. Operavano soprattutto come elementi che "rifinivano" il lavoro sporco che i nazisti lasciavano in arretrato: questo spiega anche perché - nel caso specifico di Argenta - molti brigatisti finirono male (La nuova Ferrara-Argenta 14.1.2004).
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Mario Contri (n. 1999 a Cento), già operaio del canapificio Govoni, partigiano della 35ma brigata "Rizzieri", entrato nella TODT (officine ex Zuccherificio ora Fava) nel 1944, venne arrestato dai fascisti e rinchiuso nella Rocca in giugno, e attorno al 18/19 settembre fu prelevato, condotto a Bologna e fucilato dai fascisti con altri 9 "ostaggi" il 20 settembre al poligono di tiro di via Agucchi. Un mese dopo venne fucilato nello stesso luogo anche il giovanissimo partigiano Luigi Rispoli (Napoli 1925, fratello del presentatore televisivo Luciano), la cui famiglia era sfollata a Cento nei locali della Cassa di Risparmio: era stato catturato a Faenza nell'infermeria clandestina della locale brigata partigiana di cui faceva parte (Galeazzo Gamberini in Centoggi 1995, 10-ottobre). |
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Mario Contri (n. 1999 a Cento), |
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Il 1945 Il 23 aprile, gli americani della V armata provenienti da Ovest si incontrano Cento con gli inglesi dell'VIII armata provenienti da est (insieme agli indiani sikh, i quali avevano risistemato il ponte sul Reno e ai polacchi del generale Anders poi sistemati ad Argelato). Il punto esatto di incontro fu Pilastrello, dove le avanguardie inglesi per errore agirono contro 4 carri armati usa provenienti da Torre Spada. Ma nella sfilata degli alleati per Cento il mezzo più applaudito è un malconcio autocarro Lancia 3Ro carico di centesi armati al seguito di un capitano dei carabinieri di nome Gagliardi (Galeazzo Gamberini in Centoggi 1995, 9-ottobre). A fine aprile si dà una struttura militare anche la resistenza locale, che costituisce la brigata "Luigi Rispoli" (Galeazzo Gamberini in Centoggi 1997, 4-aprile). |
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primi mesi 1945: il ponte in legno sul Reno a Dosso, danneggiato da un lastrone di ghiaccio durante l'inverno, viene riattato ad opera di centinaia di centesi della TODT sotto controllo dei tedeschi. |
Bombardamenti
Il 3 aprile 45 un bombardamento sulla stazione ferroviaria provoca 5 morti, tra il 19 e il 22 altri bombardamenti aerei provocano 24 morti (in prevalenza casalinghe e sfollati) (VANCINI sd 95)
Liberazione
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Provenienti da Pieve carri VIII armata entrano in piazza Guercino (ACS-Fondo Vidoni) |
Tumulo di Salvatore Carrara e Antonio Lombardi: caduti nella Liberazione? (ACS-Fondo Vidoni) |
Il 20 aprile la Brigata Nera di stanza a Cento "è partita" (VANCINI s.d. 99), il 22 i tedeschi abbandonano Cento, la mattina del 23 entrano gli alleati, nel pomeriggio alle 14 tutti in piazza, un oratore parla dal terrazzo del Comune, la banda suona dopo 20 anni l'inno dei lavoratori. Poteri provvisoriamente assunti dal CLN: il 28 aprile si insedia il Consiglio Comunale: Albano Tamburini sindaco, assessori: Arnaldo Buttieri, Ivo Diozzi, Aurelio Maccaferri, Roberto Pea (VANCINI s.d. 105sgg).
Il partigiano Paride Zanotti detto “Rizulen cadde alle ore 10 del 22.4.1945 a Cantalupo (località tra Casumaro, Finale Emilia e Bondeno) combattendo contro le retroguardie dell’esercito tedesco in fuga verso il nord.
Lapide
in ricordo di Zanotti. posta dai compagni a Casumaro
Zanotti Paride detto “Rizulen” di Filippo e di Argia Raimondi, nato il 9.6.1921 a Zola Predosa, aveva conseguito la licenza elementare e lavorava come operaio meccanico, sfollato nel 1943 a Bondeno (zona di Casumaro), partigiano dal 2.4.1944,militò nella 2° Brigata Garibaldi “Paolo” con funzioni di vice-comandante di brigata [COMUNE di S.PIETRO in CASALE - ANPI 2004,29].
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Funerali partigiani in piazza Guercino - ACS-Fondo Vidoni |
Veglia partigiano caduto - ACS-Fondo Vidoni |
Nasce nella parrocchia di S. Pietro la sezione comunale del nuovo "Partito Democratico Cristiano", ad opera di due discepoli di don Paolino Pallotti (parroco a Corpo Reno dal 1935 al 51) : Umberto Tosi (1919-83) e Icilio Bregoli (1913-97) (Galeazzo Gamberini in Centoggi 1997, 4-aprile).
Situazione del PCI ferrarese nel 1943-45
A inizio '43 l'unico dirigente in libertà era Ilio Bosi (PRETI 1989): Spero Ghedini dirigente PCI bondenese era stato arrestato e condannato dal Tribunale Speciale il 13.10.38 ad otto anni, poi arrestato anche Scalambra. Nelle settimane successive alla caduta del fascismo (luglio-agosto 1943) i prigionieri politici antifascisti vennero liberati. Il 9 settembre Scalambra e il socialista Mario Cavallari parlarono in piazza, Ghedini organizzò la manifestazione, ma si diede alla clandestinità prima a Rovigo e poi a Bologna all'indomani dell'eccidio del castello seguito alla uccisione del federale Ghisellini. A dirigere la federazione di Ferrara fu mandato dalla direzione regionale di Bologna tra gli altri Mario Peloni. Amendola ricorda che a Ferrara - nell'estate 44 - dominava la paura e l'attività era paralizzata. In tale epoca fu rinviato a Fe Ghedini come commissario politico della 35ma brigata sap Rizzieri.
Nel gennaio '45 Ghedini e' segretario della federazione
provinciale PCI che nella prima relazione del 31 gennaio parla di
settarismo e attesismo come cause della discontinuità
d'azione. Il 17 marzo si tenne la prima conferenza provinciale di
organizzazione.
Il 23 aprile 1945 Ghedini dirigeva
pubblicamente il partito che in estate raggiungeva i 25mila iscritti.
Scalambra fino all'estate 46 divenne dirigente dell'ufficio politico
della Questura.
Partigiani centesi caduti (Ferrara partigiana 1951,138):
da Casumaro: Remo Balboni della Iulia fucilato dai nazifascisti il 23 gennaio 1945 a Parma ; Corrado Folchi classe 1919 (arruolato 10 giu 1944 nella 2a divisione brgt "Imperia") deceduto l'11 aprile 1945 a seguito ferite in combattimento; Paride Zanotti classe 1923 (1921 in COMUNE di S.PIETRO in CASALE - ANPI 2004,29), in caduto in combattimento.
da Cento: Giacomo Lubiani classe 1924 arruolato brgt "Refigio" morto in combattimento a Gropa BL
da XII Morelli: Gino Borgatti classe 1921 arruolato 1.8.44 ucciso dai fascisti a Renazzo il 21.2.45 (Ferrara partigiana 1951,79)
Mario Bisi n.1912 partigiano dal settembre 1943 capo sm 35ma Rizzieri, organizzò i Gap, ucciso dai fascisti 22.8.44 (Ferrara partigiana 1951,77)
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ANPI POGGIORENATICO s. d. ANPI POGGIORENATICO, La resistenza poggese, FE:Cartografica, s.d. ma 1984
ANTONIONI 1970 Ezio Antonioni, Gli inizi della lotta armata. Bologna verso la libertà, in "La lotta", quaderno 9/10, 1970
BAGNOLATI 1976 Luigi Bagnolati, Origini della federazione comunista ferrarese. FE:Ist.Storia Contemporanea, 1976
BALBONI-MORETTI-MENARINI 1990 A. Balboni - E. Bonetti - G. Menarini, Repubblica Sociale Italiana e Resistenza a Ferrara 1943-45, FE:1990
BALUGANI 1999 Rolando Balugani, La scia di sangue lasciata dai "tupin" (1943-45), s.l.:Ediz.SIGEM, s.d. ma 1999
COMUNE di S.PIETRO in CASALE - ANPI 2004 Cippi e luoghi della memoria, 20042 (36 pp con illustrazioni - prima ediz. 1994) - versione *.pdf scaricabile in http://www.comune.san-pietro-in-casale.bo.it/nuovo%20sito/monumenti/cippi.pdf (la resistenza nel Comune, con riferimenti alla II brigata Paolo)
Ferrara partigiana 1951 Ferrara partigiana. Albo d'oro. FE:ANPI sd ma 1951 come si deduce dal fatto che in premessa Spero Ghedini scrive che il libro esce "a sei anni dalla liberazione" - ci sono immagini e brevi curricula dei caduti ferraresi). Altra edizione: Ferrara partigiana la storia di 431 stellette nere FE:ANPI 1995
Finale Emilia 1996 Finale Emilia - fotocronaca di un ventennio, Finale:Circolo"LaContea", 1996
GANDINI 1994 Giorgio Gandini, La notte del terrore, Castelmaggiore, 1994
GANDINI 1995 Giorgio Gandini (a c.), Ferrara partigiana. La storia di 431 stellette nere,FE:ANPI, 1995
GHEDINI 1983 Spero Ghedini, Uno dei centoventimila, MI:la Pietra, 1983
GUARNIERI 1993 Antonella Guarnieri, Dal 25 luglio a Salò. Ferrara 1943. Interpretazione della "lunga notte", Casalecchio di Reno, 1993
GUARNIERI 2005 Antonella Guarnieri, Dal 25 luglio a Salò. Ferrara 1943. "Nuova" interpretazione della "lunga notte", FE:2G, 2005
GUARNIERI.D 2007 Davide Guarnieri, La libertà nel fiume. L'eccidio fascista della Macchinina. Goro 28 marzo 1944, PI:BSF 2007
PINI Giorgio Pini, Ragazzo del '99, VI. Bufera (1942-45), p.63
PISANO'-PISANO' 1992 Giorgio e Paolo Pisanò, Il triangolo della morte, MI:Mursia 1992
PRETI 1989 Albero Preti, Il Partito Comunista dal fascismo alla ricostruzione. In Storia Illustrata di Ferrara, IV, Fe:Nuova Editoriale AIEP, 1989, 961_976
QUARZI-TROMBONI 1980 Anna Maria Quarzi - Delfina Tromboni, La Resistenza a Ferrara. Lineamenti storici e documenti, BO:CLUEB, 1980
ROVERI 1979 Alessandro Roveri, L'affermazione dello squadrismo fascista nelle campagne ferraresi 1921-1922, FE:Bovolenta, 1979
SITTI-SANDRI 1976? Renato Sitti, Luigi Sandri, Ferrara-agosto 1944, FE:Centro Studi Storici della Resistenza Ferrarese, 1976?
SITTI-TICCHIONI 1987, Renato Sitti e Carla Ticchioni, Ferrara nella Repubblica Sociale, FE: Liberty House, 1987
VANCINI s.d. Guido Vancini, Frammenti di storia centese, BO:Calderini s.d. ma 1985
ZAGHI 1992 Carlo Zaghi, Terrore a Ferrara durante i 18 mesi della Repubblica di Salò, BO:Ist.Reg.Parri, 1992
Fonti per Argenta: GANDINI 1995
.........................aggiorn. 05.04.09.............................