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Cento - storia periodo fascista

 

Sindaci e podestà nel periodo fascista:

  • 1923 Levi cav. prof. Livio, sindaco;

  • 1927 Tassinari cav. Giusto,comm. prefettizio;

  • 1927 Torri cav. uff. Alessandro, podestà;

  • 1929 Falzoni Gallerani dott. Galeazzo, podestà;

  • 1934 Chiarelli conte Marco Luigi, podestà;

  • 1938 Barbieri cav. uff. Umberto, comm. prefettizio;

  • 1939 Barbieri cav. uff. Umberto, podestà;

  • 1943 Prof. Boleslao Balboni, comm. prefettizio del governo Badoglio 11 agosto dopo le dimissioni del Barbieri.

 

Nel settembre '19, in risposta all'appello di Mussolini direttore del "Popolo d'Italia" qualche centinaio di sottoscrittori raccoglie "parecchie migliaia di lire" a sostegno dell'impresa eversiva di  D'Annunzio che aveva occupato Fiume (PIRANI 1998, 221).  Un altro momento di aggregazione delle destre fu rappresentato dalla reazione al decreto comunale del novembre '19 che proclamava festività il 7 novembre - data della rivoluzione russa. In tale  occasione ex combattenti e socialisti dissidenti fecero affiggere un manifesto di attacco alla giunta e di difesa della festività del 4 novembre appena decretata dal governo a celebrazione della vittoria nella grande guerra (PIRANI 1998,224).

1921

Al conrresso di fonazione del PdCI a LIvorno - gennaio 1921 - partecipa anche il poggese Arturo Vignocchi, uno dei fondatori del Partito a Ferrara [ANPI POGGIORENATICO s.d., 15]. Il 27 febbraio 1921, durante la lotta per i patti agrari, un piccolo proprietario di Buonacompra, Napoleone Lenzi, padre di un fascista, fu ferito a morte da una pugnalata del bracciante Agostino Vitali (subito arrestato, condannato a 20 anni). La sera stessa i fascisti di Cento-Bondeno-Ferrara distrussero la sede della lega dei braccianti, facendo un falò in piazza di mobili, libri, registri, bandiere rosse e quadri di Lenin.   Il 7 marzo '21 i fascisti di Bologna in spedizione punitiva a Pieve uccisero una donna, Angela Toni (furono incriminati Giuseppe Bianconi di Pieve e Vittorio Giorgi di Cento, assolti dalla corte d'assise di Ferrara il 26  aprile 1922), e quindi si diressero a Cento con l'intenzione di distruggere la Camera del Lavoro - azione non riuscita per l'intervento del sottoprefetto Pellicani (PIRANI 1998,  255 e 257).  Nella primavera del 1921 (8 aprile, sede nell'ex chiesa di S. Lorenzo) nasce - su input ferrarese del manganellatore Italo Balbo - il fascio centese, formalmente per combattere i socialisti, ma in sostanza per far pagare ai braccianti il prezzo di aver preteso delle migliorie normative-economiche nel biennio precedente. Il 10 aprile 1921 i fascisti di Cento e Pieve dimostravano in piazza per celebrare la fondazione del fascio locale: al comizio parla il fascista Licinio Pedrini. Il 26 aprile la giunta socialista diretta dal sindaco Carpeggiani rassegna le dimissioni, con un manifesto nel quale dichiara che "il partito socialista è impossibilitato di partecipare all'attuale lotta politica ed il contegno del governo ha convinto me e i miei colleghi che non era più possibile rimanere al potere  senza grave scapito della dignità del partito... " - .Il 4 maggio il prof. Livio Levi, per il fascio di Cento, commemora - insieme al dottor Baldi del PPI di Bologna - la  morte di Napoleone Lenzi, inaugurando un cippo a Buonacompra (PIRANI 1998, 258). A Cento non si erano avuti episodi di violenza da parte delle leghe. L'unico episodio "antimilitarista" fu al contrario opera di un capo militare del fascio locale che aveva aggredito a schiaffi un appuntato dei Carabinieri che gli aveva contestato di scorrazzare pericolosamente con l'auto sotto i portici cittadini (Galeazzo Gamberini in Centoggi 1997, 4-aprile).

Arnaldo Buttieri nei primi anni '20, con la moglie Lucia Grimaldi. Foto gentilmente concessa dalla figlia Ester.

Subito dopo il successo del "blocco nazionale" alle elezioni politiche del maggio 1921, i fascisti centesi organizzano una manifestazione in piazza, il 18 maggio.  Il 24 luglio 1921si inaugura il fascio di Renazzo, presenti Balbo e Livio Levi (PIRANI, 263 e 267). Al Teatro sociale [oggi cinema Odeon] il 24 luglio si riuniscono più di 300 tra mutilati, vedove di guerra dell'Alto Ferrarese. Il 28 agosto viene ucciso a Poggetto (Pieve) il nazionalista-popolare Luigi Vaccari di Cento, con un colpo di rivoltella. Del delitto furono accusati anche due centesi ("comunisti" secondo PIRANI):  Ildo Accorsi e Carlo Roncaglia, assolti per insufficienza di prove dall'assise di Bologna il  23 novembre dell'anno seguente. I fascisti con a capo Dino Zanetti organizzano il lutto generale e la cerimonia funebre il 30 agosto (migliaia di presenze). Successivamente il "viale del proletariato" che da Porta Pieve andava verso Sud viene ribattezzato "Via Luigi Vaccari" (ID, 272).


Max Pirani – vedi foto - (1897-1966) fece parte del direttorio fascista centese, come ufficiale della MVSN (PIRANI 1998, 147n). Agli inizi di dicembre 1921 Arnaldo Buttieri, segretario del PPI pievese, impiegato della Banca Cattolica di Cento,  subisce una prima manganellata; una seconda del  29 dicembre, più grave, lo porterà all'ospedale è  [ROVERI 1979,74]. La figlia minore di Buttieri ricorda l'episodio dell'aggressione attraverso la narrazione che le faceva la madre Lucia Grimaldi:  mentre stava andando a lavorare, fu circondato dai fascisti sul ponte tra Pieve e Cento,e lasciato sanguinante sulla strada, con varie fratture alle braccia. Fu salvato da una donna, una prostituta, che chiamò altra gente in modo da portare il ferito all'ospedale. La figlia ricorda anche l'esodo milanese a cui fu costretto il padre per sottrarsi alle violenze fasciste.  Qui entrò in contatto - negli anni 1929-30 - con Gronchi del PPI e con Riccardo Lombardi del PSI.

A fine anno (30 dicembre) Luigi Bagnolati, bracciante, vice segretario della federazione ferrarese del PCI (costituitasi il 6.2.1921 presso un'osteria in Borgo S.Luca a Ferrara)  viene incaricato di seguire politicamente l'Alto Ferrarese (Cento e Corporeno). In tale incarico (allargato al lavoro sindacale per i lavoratori della terra) verrà confermato anche nella riunione del federale del 30.3.24 [BAGNOLATI 1976,44,73,92]

1922
Il 15 aprile una spedizione di squadristi (circa 300 secondo la relazione dello stesso commissario prefettizio fascista Raoul Caretti) provenienti in gran parte dal bolognese occupò Poggio Renatico alla caccia di socialisti e comunisti, " setto od otto" persone furono percosse [ANPI POGGIORENATICO s.d., 15]. Il 28 ottobre 1922, in parallelo con la "marcia su Roma" decisa da Balbo e Mussolini con l'appoggio della Confindustria e delle destre, anche a Cento un gruppo di fascisti armati comandati dall'ex tenente Ezio Cevolani di Pieve (che si era già scontrato con i comunisti pievesi) occupa il palazzo dell'orologio, disarma i poliziotti e costringe il prefetto Michele Rinaldi ad assistere all'insediamento del capo-fascio locale, Livio Levi, il quale emette ordini e - in piena illegalità - affida a squadre di fascisti dirette dal tenente Raoul Lugli (n.1898, trasferitosi a Milano nel '27) le funzioni di pubblica sicurezza. Sono occupate anche le stazioni dei Carabinieri di Renazzo e di Casumaro (PIRANI 1998, 295-296).  

I fascisti si presentarono nel blocco-nazionale alle elezioni comunali e provinciali del 17 dicembre, occupando con Livio Levi in Provincia e in Comune, e con Igino Ghisellini ("combattente") Licinio Pedrini, Augusto Falzoni Gallerani in Comune,  sia i seggi della maggioranza che quelli della minoranza, in quanto i socialisti erano stati costretti a non presentarsi (PIRANI 1998, 297 e 300n). 

1923

A marzo si costituisce -  come nel resto d'Italia - la Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale, che è presente anche nelle frazioni: grande parata il 21 aprile, e per l'occasione si celebra anche la "fusione " tra nazionalisti e fascisti. A giugno si fanno  sfilare tutti gli studenti dalle elementari in su davanti al sindaco Levi. Altra sfilata a luglio per l'arrivo del "generalissimo della Milizia" Italo Balbo.

Le violenze fasciste continuano. Diversi socialisti di Cento, tra  i quali Ugo Benazzi, Davide Venturi, Zecchi, "colpevoli" di avere aderito ad una sottoscrizione fatta sull'"Avanti!" vengono "interrogati" nella sede del fascio (la casa Mugnani in corso Guercino) e - al momento del rilascio - ingiuriati e bastonati (PIRANI 1998, 310).  La sera del 23 luglio 1923 Giorgio Molinari e Vittore Casoni, residenti a Casumaro, inquadrati nelle squadre di Italo Balbo, uccisero con manganelli "animati" cioè appesantiti con pallini di piombo, l'arciprete di Argenta don Giovanni Minzoni, aggredito alle spalle, e ferirono il suo giovane collaboratore Bondanelli (Giorgio Gandini in La Nuova Ferrara 28 marzo 2004). Nel luglio del '25 (corte di assise di Ferrara) i suddetti fascisti,difesi dall'onorevole fascista Alberto Verdi di Cento, furono assolti (con loro fu assolto anche il tenente della milizia fascista Agostino Guaraldi di Casumaro) (PIRANI 1998, 353-4). 

Pochi  mesi dopo il parroco di Corpo Reno don Paolino Pallotti (Bo 1908-1981) viene fatto oggetto di continue prevaricazioni da parte di pochi ma violenti squadristi del paese, facenti parte della MVSN. Il parroco viene minacciato e tenuto "sotto controllo" almeno fino al 1941 (Galeazzo Gamberini in Centoggi 1997, 4-aprile).

1924

In seguito alla legge maggioritaria Acerbo 18.11.1923 (collegio unico nazionale, 2/3 dei seggi alla lista che abbia conseguito il 25% dei voti) voluta da Mussolini per tagliare fuori le minoranze, a Cento - nonostante il controllo ravvicinato del voto organizzato dai fascisti con manganello e camicia nera - vi furono 549 persone che ebbero il coraggio di non votare per la lista "nazionale" (fascista-liberale): 

votanti    

4968

fascisti-liberali 

4254

socialisti massimalisti

166

socialisti unitari

150

popolari

103

comunisti

84

repubblicani

36

indipendenti

10

  Andò in Parlamento il fascista centese Alberto Verdi

Il 24 maggio il Consiglio Comunale approva all'unanimità la delibera che conferisce a Benito Mussolini la cittadinanza onoraria di Cento. 

aprile 1924 il voto per la lista fascio-nazionalista propagandato come un dovere  - manifesto affisso all'esterno del Municipio di Finale Emilia [da: Finale Emilia 1996]

 1925

Il 18 maggio un gruppo di fascisti aggrediva a Casumaro il figlio del  socialista Luigi Balboni, il quale ultimo (poi condannato a sei anni per omicidio preterintenzionale per aver agito in stato di legittima difesa), era intervenuto ed aveva ferito gravemente con un colpo di fucile il fascista Agostino Ferioli, morto all'ospedale il mattino successivo. La sera stessa un altro casumarese, Guerrino Ghisellini, senza qualificazione politica, veniva ucciso con una revolverata. Su ordine di Italo Balbo, le squadre fasciste distruggono la casa dei Balboni e percorrono tutta la provincia precedendo ad incendi, devastazioni e bastonature di comunisti, socialisti e cattolici popolari. Guerrino Ghisellini venne poi considerato un"martire fascista" (PIRANI 1998, 361n).  Il 5 novembre i fascisti centesi manifestano in piazza per "festeggiare" il fallito attentato a Mussolini ad opera dell'onorevole socialista Zaniboni, arrestato. 

1926

Luigi Bagnolati partecipa in posizione dirigente al III congresso del PCI 20-25 gennaio) a Lione che vede prevalere le tsi di Gramsci (90%  dei voti) rispetto a quelle settarie di Bordiga (9,2%). Bagnolati eletto nel Comitato Centrale.

 (

1927

Contestualmente alle dimissioni da sindaco di Livio Levi, Verdi assume anche la carica di commissario straordinario del fascio centese. Segretario politico il centurione della Milizia Max Mugnani (1897-1977, seguace di Italo Balbo), che si dimette in novembre, sostituito dal console della Milizia commissario Alessandro Torri, il quale dichiara in un manifesto che prenderà "misure pronte e definitive contro i riottosi" (PIRANI 1998, 387 e 389).

Nel '29 è segretario politico del fascio di Cento l'avv. Vittorio Angelini. Il 24 marzo il podestà Falzoni Gallerani e le autorità fasciste inquadrano in piazza gli elettori centesi, e poi in massa li conducono alle sezioni di voto: si vota SI o NO in relazione al nuovo regime fascista (legge 12 maggio 1928): è chiaro  che  su 4092 votanti, i No furono solo 37 (PIRANI 1998, 405n). Nel 1934 si torna a votare a favore o contro il regime fascista: questa volta i contrari sono 3 su 4618 votanti (costituenti il 98,97% degli elettori) (PIRANI 1998, 515). Segue come segretario  Aldo Cantori, sostituito nel luglio 1937 fino al 1942  dal rag. Giuseppe Cavana (1908-94).  

Nel febbraio 1942 Giuseppe Cavana cessa da segretario politico del fascio centese, sostituito da Dino Zanetti fino al dicembre 1943 (data in cui quest'ultimo fu condannato a cinque anni di reclusione dal tribunale speciale repubblichino) [PIRANI 1998, 197n].

Cento sotto il dominio nazista

Con la costituzione della Repubblica di Salò sotto controllo di Hitler, il palazzo Vescovile - sede del Collegio Maschile -  fu usato dalla GNR (le milizie fasciste organizzate da Mussolini nell'ottobre '43) e subì anche un bombardamento con 1 morto e feriti. Nell'aprile '45 don Zanandrea (di origine vicentina, m.1980) che dirigeva il Collegio  riportò a Cento i resti di un giovane fascista centese fucilato dai partigiani in Veneto (Famè Zenteisa 2004,62-apr.).

 1944

Operazioni di rastrellamento e di caccia ai "renitenti alla leva"  ebbero esiti drammatici  anche a Cento.  Per esempio, su indicazione di un Fallavena di Cento furono presi nella primavera 1944 ad Alberone i giovani  Bisi e Salvi  successivamente uccisi a Ferrara. La notte tra  l'11 e il 12 agosto '44 qualche decina di  repubblichini centesi, accompagnati da un tedesco, eseguirono una spedizione a S. Giovanni in Persiceto (frazione Amola) dove - non trovando  il vice comandante della 63ma brigata partigiana Adelfo Maccaferri ("Brunello"), classe 1918,  prelevarono i genitori e il fratello Gildo e su un camioncino scoperto  li condussero nella scorreria a Crevalcore (dove eseguirono incendi e finte fucilazioni) in mattinata e poi li rinchiusero a Cento nella caserma a fianco della Rocca, dove  furono interrogati e poi rinchiusi nella Rocca con altri prigionieri.  Furono rilasciati il 16 agosto; "Brunello", che all'epoca era riuscito a sottrarsi alla cattura, fu catturato dai nazifascisti il 15 marzo '45, torturato dai tedeschi a Castel Campeggi , poi rinchiuso nella carceri di S. Giovanni in Persiceto: di lui non si è saputo più nulla (medaglia d'argento alla memoria). (Mario Gandini, Fascismo e antifascismo, guerra,  resistenza e dopoguerra nel Persicetano, a cura di M.G., S.G.P, 1995 396,495-98).

Il 4 aprile 1944 compaiono a Cento dei manifestini che incitano i docenti  a non prestare giuramento alla RSI [QUARZI-TROMBONI 1980, 38]

Nella relazione  del 24 maggio 1944 al ministero dell'interno del capo della provincia di Ferrara Vezzalini, si accenna anche ad un "segno di agitazione antifascista" a Cento, in riferimento ad un episodio  accaduto il 29 marzo: tre persone giunte in macchina, dopo aver chiesto notizie sulla GNR della città, operano un "tentativo di veneficio di un ragazzo" [GUARNIERI.D 2007,64]. 

giugno? 1944: compaiono anche a Cento manifesti che invitano a non mietere [QUARZI-TROMBONI 1980, 78]

Il 29 luglio 1944  al Penzale cinque "banditi armati e in divisa germanica ... si impossessano di un suino[QUARZI-TROMBONI 1980, 45]

Il 29 settembre il commissario prefettizio A. Balboni emette un avviso che denuncia la comparsa di scritte che "tendono a minare l'unione...della nostra comunità" [QUARZI-TROMBONI 1980, 61]

Nell'ottobre si costituisce a Cento un CLN, sotto la guida di Dino Benatti, che contatta il professore del liceo Domenico Conserva. Al CLN facevano riferimento anche 5 giovani della GNR, che vennero individuati: si procedette a 19 arresti di giovani inviati in Germania, mentre altri 11 individuati si resero latitanti  [relazione dell'ottobre '44 a firma del comandante della 5a compagnia GNR tenente colonnello G.Ravaglioli, il quale sostiene che il CLN "agì da freno ed impedì la progettata aggressione al tenente Bellintani e a Renato Cagnoli"] [QUARZI-TROMBONI 1980, 62-63]

1944 dicembre 18: nel rapporto della GNR in pari data Il centese viene individuato come "sede di un numero non ancora precisato di GAP"[QUARZI-TROMBONI 1980, 65]

Il 10 ottobre 1944 Innocenzo Masetti comandante del distaccamento GNR di Cento della Brigata  Nera "Ghisellini" invia al capo della provincia i nominativi di 64 centesi renitenti da mandare in modo coatto in Germania [QUARZI-TROMBONI 1980, 23]

Nell'autunno 1944 e nella primavera 1945 le Brigate Nere con sede a Cento compirono varie spedizioni e rappresaglie nel modenese e bolognese. Anche nell'Argentano operarono "specialisti" che provenivano da Cento. Per esempio, il gruppo di brigatisti neri costituitosi ad Argenta (una ventina) aveva come  comandante un ufficiale proveniente da Cento. Operavano soprattutto come elementi che "rifinivano" il lavoro sporco che i nazisti lasciavano in arretrato: questo spiega anche perché - nel caso specifico di Argenta - molti brigatisti finirono male (La nuova Ferrara-Argenta 14.1.2004).

Mario Contri (n. 1999 a Cento), già operaio del canapificio Govoni,  partigiano della 35ma brigata "Rizzieri", entrato nella TODT (officine ex  Zuccherificio ora Fava) nel 1944, venne arrestato dai fascisti e rinchiuso nella Rocca in giugno, e attorno al 18/19 settembre fu prelevato, condotto a Bologna e fucilato dai fascisti con altri 9 "ostaggi" il 20 settembre al poligono di tiro di via Agucchi. Un mese dopo venne fucilato nello stesso luogo anche il giovanissimo partigiano Luigi Rispoli (Napoli 1925, fratello del presentatore televisivo Luciano), la cui famiglia era sfollata a Cento nei locali della Cassa di Risparmio: era stato catturato a Faenza nell'infermeria clandestina della locale brigata partigiana di cui faceva parte (Galeazzo Gamberini in Centoggi 1995, 10-ottobre). 

Mario Contri (n. 1999 a Cento),

 

Il 1945

Il 23 aprile, gli americani della V armata  provenienti da Ovest si incontrano Cento con gli inglesi dell'VIII armata provenienti da est (insieme agli indiani sikh, i quali avevano risistemato il ponte sul Reno e ai polacchi del generale Anders poi sistemati ad Argelato). Il punto esatto di incontro fu Pilastrello, dove le avanguardie inglesi per errore agirono contro 4 carri armati usa provenienti da Torre Spada. Ma nella sfilata degli alleati  per Cento il mezzo più applaudito è un malconcio autocarro Lancia 3Ro carico di centesi armati al seguito di un capitano dei carabinieri di nome Gagliardi (Galeazzo Gamberini in Centoggi 1995, 9-ottobre). A fine aprile si dà una struttura militare anche la resistenza locale, che costituisce la brigata "Luigi Rispoli" (Galeazzo Gamberini in Centoggi 1997, 4-aprile).  

primi mesi 1945: il ponte in legno sul Reno a Dosso, danneggiato da un lastrone di ghiaccio durante l'inverno, viene riattato ad opera di centinaia di centesi della TODT sotto controllo dei tedeschi. 

Bombardamenti

Il 3 aprile 45 un bombardamento sulla stazione ferroviaria provoca 5 morti, tra il 19 e il 22 altri bombardamenti aerei provocano 24 morti (in prevalenza casalinghe e sfollati) (VANCINI sd 95)

Liberazione 


Provenienti da Pieve carri VIII armata entrano in piazza Guercino (ACS-Fondo Vidoni)

Tumulo di Salvatore Carrara e Antonio Lombardi: caduti nella Liberazione? (ACS-Fondo Vidoni)



Il 20 aprile la Brigata Nera di stanza a Cento "è partita" (VANCINI s.d. 99), il 22 i tedeschi abbandonano Cento, la mattina del 23 entrano gli alleati, nel pomeriggio alle 14 tutti in piazza, un oratore parla dal terrazzo del Comune, la banda suona dopo 20 anni l'inno dei lavoratori. Poteri provvisoriamente assunti dal CLN: il 28 aprile si insedia il Consiglio Comunale: Albano Tamburini sindaco, assessori: Arnaldo Buttieri, Ivo Diozzi, Aurelio Maccaferri, Roberto Pea (VANCINI s.d. 105sgg).

Il partigiano Paride Zanotti  detto “Rizulen cadde alle ore 10 del 22.4.1945 a Cantalupo (località tra Casumaro, Finale Emilia e Bondeno) combattendo contro le retroguardie dell’esercito tedesco in fuga verso il nord.

Lapide in ricordo di Zanotti. posta dai compagni a Casumaro

Zanotti Paride detto “Rizulen” di Filippo e di Argia Raimondi, nato il 9.6.1921 a Zola Predosa, aveva conseguito la licenza elementare e lavorava come operaio meccanico,  sfollato nel 1943 a Bondeno (zona di Casumaro), partigiano dal 2.4.1944,militò nella 2° Brigata Garibaldi “Paolo” con funzioni di vice-comandante di brigata [COMUNE di S.PIETRO in CASALE - ANPI  2004,29].



Funerali partigiani in piazza Guercino - ACS-Fondo Vidoni

Veglia partigiano caduto - ACS-Fondo Vidoni



Nasce nella parrocchia di S. Pietro la sezione comunale del nuovo "Partito Democratico Cristiano", ad opera di due discepoli di don Paolino Pallotti (parroco a Corpo Reno dal 1935 al 51) : Umberto Tosi (1919-83) e Icilio Bregoli (1913-97) (Galeazzo Gamberini in Centoggi 1997, 4-aprile). 

 

Situazione del PCI ferrarese nel 1943-45

A inizio '43 l'unico dirigente in libertà era Ilio Bosi (PRETI 1989): Spero Ghedini dirigente PCI bondenese era stato arrestato e condannato dal Tribunale Speciale il 13.10.38 ad otto anni, poi arrestato anche Scalambra. Nelle settimane successive alla caduta del fascismo (luglio-agosto 1943) i prigionieri politici antifascisti vennero liberati.  Il 9 settembre Scalambra e il socialista Mario Cavallari parlarono in piazza, Ghedini organizzò la manifestazione, ma si diede alla clandestinità prima a Rovigo e poi a Bologna all'indomani dell'eccidio del castello seguito alla uccisione del federale Ghisellini. A dirigere la federazione di Ferrara fu mandato dalla direzione regionale di Bologna tra gli altri Mario Peloni. Amendola ricorda che a Ferrara - nell'estate 44 - dominava la paura e l'attività era paralizzata. In tale epoca fu rinviato a Fe Ghedini come commissario politico della 35ma brigata sap Rizzieri.

Nel gennaio '45 Ghedini e' segretario della federazione provinciale PCI che nella prima relazione del 31 gennaio parla di settarismo e attesismo come cause della discontinuità d'azione. Il 17 marzo si tenne la prima conferenza provinciale di organizzazione.
Il 23  aprile 1945 Ghedini dirigeva pubblicamente il partito che in estate raggiungeva i 25mila iscritti. Scalambra fino all'estate 46 divenne dirigente dell'ufficio politico della Questura.
 

Partigiani centesi caduti (Ferrara partigiana 1951,138):

da Casumaro: Remo Balboni della Iulia fucilato dai nazifascisti il 23 gennaio 1945 a Parma ; Corrado Folchi classe 1919 (arruolato 10 giu 1944 nella 2a divisione brgt "Imperia") deceduto l'11 aprile 1945 a seguito ferite in combattimento; Paride Zanotti classe 1923 (1921 in COMUNE di S.PIETRO in CASALE - ANPI  2004,29), in caduto in combattimento.

da Cento: Giacomo Lubiani classe 1924 arruolato brgt "Refigio" morto in combattimento a Gropa BL

da XII Morelli: Gino Borgatti classe 1921 arruolato 1.8.44 ucciso dai fascisti a Renazzo il 21.2.45 (Ferrara partigiana 1951,79)

Mario Bisi n.1912 partigiano dal settembre 1943 capo sm  35ma Rizzieri, organizzò i Gap, ucciso dai fascisti 22.8.44 (Ferrara partigiana 1951,77)

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Fonti per Argenta: GANDINI 1995   

.........................aggiorn. 05.04.09.............................