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Una piazza che continua a dividere


Il corpo della partigiana Irma Bandiera, catturata a Funo di Argelato dai nazisti e consegnata ai fascisti che collaboravano all'operazione antipartigiana (inclusi i brigatisti neri di Pieve), rinchiusa a San Giorgio di Piano e poi a Bologna, torturata, accecata, trasportata ai piedi della collina di San Luca, e finita a scariche di mitra il 13 agosto (fonte web)



cronologia relativa alla piazza “7 fratelli Govoni” che – a detta dei suoi stessi sostenitori - è il simbolo dell'anticomunismo e l'emblema della destra fascista che, insieme ai berlusconiani, ha governato Cento nel 2006-2011



Nel maggio 2007 il sindaco di Cento Tuzet inaugurava la piazza “7 fratelli Govoni” (sette fascisti di Pieve di Cento uccisi da alcuni partigiani l'11 maggio 1945).

Nel 2008, sempre con l'intento di “revisionare” il fascismo di Salò, la maggioranza di destra approvava la dedica di una piazza di Cento al fondatore del nazifascismo ferrarese Igino Ghisellini. In tale frangente, la segretaria locale del PdCI Elena Grimaldi scriveva una lettera alla stampa (*) evidenziando l'abnormità della delibera assunta dalla maggioranza consiliare.

Immediatamente dopo la pubblicazione della lettera, Cesare Govoni, figlio del primo dei sette fratelli Govoni, assessore alle sagre della giunta di centrodestra Tuzet – (e candidato PdL nel 2011 per il rinnovo del consiglio comunale di Cento) produceva una denuncia contro l'autrice della lettera accusandola di diffamazione.

Di fronte alle proteste dell'opinione pubblica, delle istituzioni locali e ad una determinata azione delle opposizioni di centrosinistra, la delibera per la piazza a Ghisellini veniva annullata per voto del consesso consiliare.

Dopo le ricerche e gli approfondimenti condotti dalla Procura di Mantova, la denuncia di cui sopra veniva archiviata dal gip perché “la notizia di reato è infondata. Abbiamo all'epoca prodotto un comunicato che dava notizia dell’archiviazione della denuncia, che riguardava il caso dei “7 fratelli Govoni”

Nell'aprile 2011 a conclusione della consiliatura del centro destra, il consigliere Catullo Nalin di Unire la Sinistra presentava l'odg “Da una piazza che divide a una piazza che uniscecon il quale proponeva di dedicare la piazza a due figure positive, i giudici Falcone e Borsellino.

Il 27.4.2011 in Consiglio Comunale a Cento l'odg veniva discusso e respinto, a seguito di una infuocata serie di interventi nostalgici e revanscisti (vedi breve sequenza Telestense, che riprende anche l'usuale saluto fascista attuato da qualche consigliere della maggioranza).

In tale contesto, sempre Cesare Govoni in una nota pubblica etichettava l' odg con espressioni denigratorie rispetto al consigliere proponente (“non saranno certo le falsità di un vetero comunista come Nalin a cambiare la storia).

Corre l'obbligo quindi di ricordare che tale odg ricalca nella sostanza le motivazioni espresse dal tribunale di Mantova nel ritenere infondate le accuse rivolte da Cesare Govoni a Elena Grimaldi, in particolare per le azioni svolte dai brigatisti di Pieve di Cento (cui facevano riferimento due dei fratelli Govoni).

La nota scritta da Cesare Govoni risulta quindi pretestuosa perché priva di elementi oggettivi a sostegno delle proprie affermazioni, che risultano altresì calunniose nei confronti del nostro consigliere Catullo Nalin.

Cento, 1.5.2011

comunicato stampa Unire la Sinistra- Cento

 (*)  la lettera veniva pubblicata sulla Nuova Ferrara il 4.2.2008 .

.............aggiorn.01/05/11 .............................