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L'inutilità delle parole

(a proposito di una querela contro un nostro consigliere)

Esprimiamo profonda soddisfazione per quanto finalmente chiarito il 20 ottobre 2010 in Tribunale a Ferrara dove è stata sentita Monia Benini, autrice di una querela contro il consigliere comunale di Cento Catullo Nalin, accusato di averla “volontariamente” urtata “al punto di farla cadere” in una discussione tenutasi al direttivo provinciale PdCI il 16 settembre 2006.

Il tema sostanziale della discussione era la posizione a sostegno del governo Prodi, che si trovava in difficoltà ad opera di elementi come il senatore Rossi – sostenuto da Monia Benini -  che minacciavano di non dare l'appoggio al governo di centrosinistra circa il voto sull'Afganistan.

La stessa presunta persona offesa Monia Benini ha espressamente ritrattato quanto da essa sostenuto nella querela del 21 novembre 2006, e cioè ha espressamente chiarito che Nalin non ha assolutamente inteso volontariamente “spingerla” al punto da farla cadere.

Ora, a prescindere dai seri dubbi che si avvertono circa la “caduta” della Benini, va sottolineato che il gesto di Catullo Nalin è stato del tutto istintivo e automatico (prima ancora che involontario), dovuto al fatto di essersi sentito improvvisamente – in un contesto teso e affollato – afferrare da tergo il polso.

Ci auguriamo che la diffamazione tenuta in vita sulla stampa  cessi definitivamente. Nalin fa opposizione dal 2006 – nel consiglio comunale -   ad una destra proterva e dichiaratamente nostalgica.

Cento, 21 ottobre 2010

 


 


 

Unire la Sinistra Cento

 

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