La sera del 23 settembre 2010 il Coordinamento della Sinistra riunitosi, ha espresso la volontà di consolidare la propria presenza sul territorio centese attraverso iniziative rivolte da una parte a continuare il dialogo con la popolazione per comprenderne le necessità e le urgenze (tavolo di ascolto); dall'altra ad aprire un confronto onesto e trasparente con le forze organizzate che si riconoscono nei valori della sinistra.
E' stato condiviso il contenuto del documento che qui sotto riportiamo; in vista delle prossime elezioni amministrative da tutti è stata espressa la necessità di elaborare un programma con l'attenzione rivolta a tutte le forze, associazioni, comitati che nel nostro territorio stanno lavorando alla difesa di legittime necessità e diritti a rischio a causa di una amministrazione che in questi anni non ha saputo dare le risposte necessarie.
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Coordinamento della Sinistra Centese
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Per un coordinamento della Sinistra a Cento
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Il Coordinamento intende essere aperto a tutte le forze politiche, comitati, associazioni e singoli che nel nostro territorio avvertono il bisogno e hanno la volontà di ricostruire una forza che si riconosca nei valori e nelle direttive che da sempre caratterizzano la Sinistra.
Stare a sinistra ha storicamente significato sostenere convinzioni e progetti che difficilmente possono esser qui elencati e analizzati, come forse si dovrebbe: diciamo che alla base sta un'analisi della realtà che vede nei rapporti economici la struttura portante da cui si dipana quanto a grandi linee consideriamo l'assetto civile e culturale di un popolo e che tali rapporti economici stanno anche a significare e a determinare le tensioni quando non addirittura i contrasti o le aperte conflittualità che in ogni epoca si sono verificate e che continuano, ahimè, a verificarsi.
Per la Sinistra quindi è fondamentale l'analisi di tali rapporti e insieme la decisione di schierarsi dalla parte dei lavoratori che vivono, in una società fondata sulla privatizzazione dei mezzi di produzione, in un rapporto di subalternità che non solo è il più delle volte profondamente ingiusto ma che può, quando si va perdendo la possibilità di contrattazione, determinare un'involuzione sociale e culturale storicamente pericolosa.
La sconfitta del mondo del lavoro è la sconfitta del diritto; ne consegue una profonda instabilità e la crisi dei valori che la nostra Costituzione nel ''46 ha inteso sancire programmaticamente per il futuro.
Oggi la Sinistra è a pezzi e crediamo che questo sia oggettivamente pericoloso per tutti; l'anarchia e l'avidità sono diventati il segno di una classe dirigente che crede di doversi chiuder nei propri interessi senza vedere quanto tutto questo finisca per accelerare una crisi economica sempre più grave: l'insicurezza del futuro lavorativo delle nuove generazioni è certamente il sintomo più grave ed evidente di una società che si sta chiudendo ad ogni prospettiva di progresso per il futuro. Inevitabilmente la cosa riguarda il mondo della cultura e delle idee (scuola e cultura).
La sinistra è a pezzi ed è stato un processo che si è andato progressivamente aggravando in questi ultimi anni: dopo la sconfitta dell'Arcobaleno la frantumazione è stata totale – chi diceva di voler unire ha in realtà diviso ancora di più. Tutti pensano di poter dirigere – nessuno vuole collaborare. Ognuno ha la verità in tasca e crede di non dovere “mettersi a sevizio”, come un tempo si usava dire.
C'è chi propone di costruire un nuovo CLN, un fronte popolare contro la deriva berlusconiana. Prodi è stato l'ultimo che ha provato a mettere insieme, da sinistra a destra (proprio come il CLN che al suo interno contava liberali e monarchici!) le forze democratiche per tutelare il paese da un pericolo che era già apparso a tutti per quello che era.
Prodi ha dovuto dimettersi, il 24 gennaio 2008, demolito dalla sua stessa forza politica, guidata da Veltroni, che temeva di non contare abbastanza dentro la coalizione. Quanto conta oggi?
Si sono dimenticati in quel momento che c'era un paese da governare.
E' possibile oggi ricostruire l'unità della Sinistra? Non è un'impresa semplice e occorre superare sicuramente pregiudizi e settarismi e riaprire i rapporti con chi condivide e vuole lavorare per questo obiettivo.
Proviamo insieme ad indicare le modalità che ci permettono di andare avanti:
1- il confronto non può che esser tra noi sempre fatto nel rispetto dell'altro cercando le soluzioni che più si adattano ai problemi reali
2- l'organizzazione deve essere supportata in parti eguali da tutti: non abbiamo bisogno di generali ma di collaboratori
3- l'azione politica si deve rivolgere in primis alla realtà di appartenenza. Conoscere il proprio territorio, guadagnare la stima di chi ci vive con onestà di intenti. Senza questo la “politica” non esiste. Politica significa “governo della città”; la città è quella in cui viviamo.
4- E' necessario darsi un programma individuando alcune questioni di fondo che siano centrali nel nostro territorio. Ogni persona ha valore e dignità; dobbiamo ascoltare per capire soprattutto puntando sulla cultura della solidarietà. Dobbiamo trovare il linguaggio chiaro e diretto ed le giuste forme di comunicazione.
I contenuti del programma devono essere
concordati. Alcuni sono già indicati:
primo fra tutti la crisi che investe il lavoro – in particolare per le nuove generazioni
2- problemi del territorio – in particolare la difesa dell'equilibrio idrogeologico e dell'ambiente (discariche/raccolta differenziata- urbanistica)
3- presenza degli stranieri (cultura dell'accoglienza; integrazione sociale come valore e ricchezza per tutti)
4- scuola e servizi per la prima infanzia (aule per tutte le classi)
5-trasparenza e onestà nell'amministrazione.
Senza alleanze la Sinistra non può oggi pensare di arrivare al governo per potere realizzare almeno in parte i propri obiettivi, o per esercitare il necessario controllo che all'interno dell'Istituzione è assolutamente determinante per capire in quale direzione viene amministrata la cosa pubblica che tocca gli interessi di ciascuno.
Le alleanze tuttavia non possono prescindere dalla elaborazione di linee programmatiche comuni; solo rafforzandoci potremo praticarle senza partire da una condizione di subalternità e non abdicare ai capisaldi della nostra concezione politica.
Fare una lista
Vogliamo essere presenti con una nostra lista alle prossime amministrative: siamo convinti di averne la forza e crediamo di poter esprimere un nostro candidato sindaco.
L'enorme calo di partecipazione al voto nelle ultime elezioni ha dimostrato che vi sono tante persone che vogliono trovare una rappresentanza più efficace. Da parte nostra tutto questo lavoro rappresenta una azione di militanza politica necessaria e che in ogni caso andrà portata avanti in futuro.
Cento, 23.9.2010
i responsabili:
Elena Grimaldi
Rita Lodi
Stefano Calderoni
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