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Nella prima settimana di aprile 2009  viene distribuito un volantino che riporta il testo qui sotto presentato.

 

           Cento città aperta

La giunta di Cento sta disegnando il futuro della città per i prossimi 15 anni nel cosiddetto PSC

(Piano Strutturale Comunale) senza una trasparente discussione pubblica, mentre la legge impone

il coinvolgimento dei cittadini a tutti i livelli (L.R. 20, art.8-b).

La giunta vuole far credere che ci sarà in futuro una crescita della popolazione eguale a quella degli ultimi anni, vale a dire ad un tasso annuo (2,6%) dieci volte superiore a quello storico del '900, ipotizzando un sostanziale raddoppio di Cento.

E' la visione tipica di chi vede il territorio come oggetto-merce lasciato in balia del “mercato”. In tale scenario verrebbe stravolto il carattere storico-urbanistico della città.

Si sta decidendo di vendere il patrimonio pubblico del centro storico (scuole-complessi sportivi, zone verdi) in cambio di nuovi servizi costruiti dai “privati” (non si sa quali e in che modo) in aree esterne da definire.

La crescita demografica dei prossimi anni va governata, secondo criteri che devono essere discussi in modo trasparente, onde evitare che il territorio venga ulteriormente gravato di insostenibili problemi ambientali e sociali, primo fra tutti quello relativo ai servizi e alle infrastrutture viarie.

La nostra città ha sempre accolto – fin dal suo sorgere nel medioevo – uomini e donne provenienti da altre terre. Oggi ospita cittadini di più di settanta nazionalità, che contribuiscono con il loro lavoro a più del 10% della ricchezza prodotta sul nostro territorio.

Mentre per tutto il '900 la crescita della popolazione è stata moderata, attestandosi su un aumento medio annuo dello 0,2%, abbiamo avuto negli ultimi anni una esplosione demografica legata ad una edificazione a macchia d'olio che ha portato la nostra terra ad essere “antropizzata” (leggi cementificata) per quasi il 18% della sua superficie. Questa impermeabilizzazione del territorio contribuisce a determinare - in occasione degli eventi di intensa precipitazione - un intasamento del sistema fognario che non è in grado di convogliare le acque in modo adeguato verso il Reno e le canalizzazioni della Bonifica.

Non si tratta di “blindare” la città, ma di programmarne la crescita nel rispetto della morfologia del territorio e della sua storia architettonica e urbanistica

per uno sviluppo armonico del territorio

chiediamo

  1. una pubblica presentazione dei 4 “pacchetti” di beni comunali alienabili che la società ACER Ferrara ha avuto l'incarico di confezionare entro il 30 giugno (con una discutibile “convenzione” per la quale la Giunta ha già speso 100 mila euro)
  2. una dettagliata e documentata descrizione dei beni pubblici e delle aree che la giunta ha sottoposto ai tecnici ACER per l'elaborazione dei pacchetti
  3. una pubblica discussione del PSC prima di portare in consiglio comunale le proposte di compravendita dei beni pubblici centesi.

Cento, 1 aprile 2009

.........................aggiorn.16.01.10.............................